Paolo valoti

“Imprevedibile la tragedia della Marmolada: state attenti, anche sulle cime orobiche”

Il presidente del Cai bergamasco: "Dobbiamo fare qualcosa per contrastare i cambiamenti climatici, a partire da ciascuno di noi"

Sono ore difficili anche per il Cai (Club Alpino Italiano) bergamasco dopo la tragedia della Marmolada. Il presidente Paolo Valoti si stringe attorno ai parenti delle vittime (sette finora, ma il bilancio potrebbe aggravarsi) dei feriti e dei dispersi che domenica sono stati travolti dalla massa di materiale che si è staccata dal ghiacciaio ed è caduta a una velocità di 300 chilometri l’ora.

Nessuno di loro è della nostra provincia, ma il dolore tra gli appassionati è tanto: “Sì, anche perché era un caso completamente imponderabile – le parole di Valoti, grande conoscitore di montagna – . Era difficile prevedere che quel muraglione di ghiaccio crollasse così. Poi ci sono alcune concause che l’hanno provocato, come le alte temperature di questo periodo o la scarsità di neve che riempie i ghiacciai e li stabilizza. Anche se non sono mai fermi del tutto, perché sono come fiumi che si muovono e scendono a valle. Certo, di solito non con la velocità che abbiamo visto sulla Marmolada”.

In Bergamasca abbiamo situazioni a rischio come quella?

No, così no, perché da noi non ci sono ghiacciai. Sulle Orobie possiamo trovare al massimo vedrette, che sono lastre di neve dura permanente e senza quei pericoli. Le incontriamo al Gleno, al Pizzo Redorta e al Pizzo Coca. Tra l’altro ora, sempre per l’innalzamento dei gradi degli ultimi anni, si sono rimpicciolite parecchio.

Vuol lanciare comunque un appello ai tanti bergamaschi che salgono in vetta?

L’invito è sempre quello di muoversi con prudenza, con l’attrezzatura adatta e solo con una doverosa conoscenza del percorso e del territorio. Soprattutto in alta montagna, diciamo sopra i 3500 metri.

Come sta andando la stagione escursionistica sulle Orobie?

Bene, anche se quest’anno abbiamo la particolarità che è iniziata con quasi un mese di anticipo rispetto al solito.

Questo è un bene?

Forse per gli appassionati, ma non certo per l’ambiente perchè è un’ulteriore testimonianza dei cambiamenti climatici in atto. Poi si ripercuotono anche su di noi, come stiamo vendendo per esempio con la siccità o con eventi come quello della Marmolada. Dobbiamo fare qualcosa per contrastarli, a partire da ciascuno di noi.

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