La proposta di legge

Ius Scholae, anche il consiglio comunale si spacca. Tremaglia: “È come strumentalizzare i bambini”

Il tweet del sindaco Giorgio Gori: "Assicurare loro una parità di diritti e di doveri non è solo giusto: è fondamentale per la loro miglior integrazione". E la Lega dice no.

Bergamo. Ius Scholae, slitta l’esame alla Camera, insieme al testo sulla cannabis. E mentre dal carroccio arrivano la bellezza di 1500 emendamenti e il Partito Democratico, che certo non arretra, prende tempo per spostare la discussione tra due settimane, in maniera tale da poterla affrontare con più calma. Il discorso è ampio e complesso, e non riguarda solo la politica romana, ma anche quella locale che, più dell’altra, è calata nel presente e ne vivere quotidiano.

Giovedì pomeriggio Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, sull’argomento, ha twittato così: “Sono 877 mila gli alunni con cittadinanza non italiana che frequentano le nostre scuole. Assicurare loro una parità di diritti e di doveri non è solo giusto: è fondamentale per la loro miglior integrazione, quindi anche per avere una società più coesa e più sicura”. Una posizione chiara e allineata col partito che, per voce di Enrico Letta ha dichiarato che “non si arretrerà di un millimetro, oltretutto è un tema parlamentare e non di governo”.

E mentre il Governo si spacca, per l’ennesima volta, sul tema, con il centrodestra compatto contro la proposta di legge, e la sinistra e il Movimento 5 Stelle a favore, anche i politici bergamaschi, componenti del consiglio comunale cittadino, hanno le idee ben chiare.  Sonia Coter, del partito di Grillo, forte anche della sua professione di insegnante, ha le idee molto chiare sull’argomento: “La possibilità di accedere allo Ius scholae per un bambino che studia in Italia, che condivide il banco quotidianamente con i nostri figli, gli insegnamenti e i Valori che la Scuola trasmette, significa consolidare il senso di appartenenza ad una Comunità che non solo accoglie, ma costruisce integrazione e tende a compensare le differenze iniziali, favorendo le predisposizioni personali a prescindere dall’origine. È un investimento sociale lungimirante e degno di una società civile”.

Posizione diametralmente opposta per Lega e Fratelli d’Italia.

“Si sembra solamente una grande battaglia ideologica, peraltro fatta in un momento in cui il Paese non ne ha assolutamente bisogno – racconta Andrea Tremaglia, presidente provinciale di Fratelli d’Italia -. Nel pieno di una crisi internazionale, in cui i pensieri vanno ai rincari e agli aumenti in termini soprattutto di gas e di energia, la sinistra fa una battaglia strumentalizzando il principio di cittadinanza e i bambini, questo, appunto, per nascondere le falle del momento. Fratelli d’Italia ha una posizione molto chiara a riguardo: noi non siamo per la cittadinanza automatica e facile, piuttosto siamo disponibili a ragionare su percorsi precisi che si prefiggano come obiettivo quello di riconoscerla a persone che abbiano dimostrato un vero amore per la nostra nazione. Direi che lo Ius Scholae è solo una mera scorciatoia dello Ius Soli”.

Alessandro Carrara, segretario cittadino della Lega e consigliere comunale: “Il mio pensiero è coerente con quello del mio partito. In un momento in cui i cittadini non riescono ad arrivare fine mese a causa dei rincari, pensiamo al caro bollette o al caro carburante, volgere lo sguardo a questo tema e a quello della cannabis credo sia davvero è fuori tempo e in assoluto una non priorità. Entrando nel merito, mi sembra che non abbiamo proprio bisogno di una legge così, anche perché, stando agli ultimi dati, l’Italia è uno dei Paesi che concede più cittadinanze in tutta Europa. Inoltre, questa proposta della sinistra, non dà al minore nemmeno la possibilità di scegliere, frutto solo dell’adulto. Trovo che la cittadinanza vada conquistata e nulla vieta che al compimento del 18esimo anno di età, una persona possa decidere in autonomia. Inoltre non si considera nemmeno il fatto che, se venisse espulso un cittadino straniero perché delinque, magari con un minore a carico, il tutto si complicherebbe ulteriormente. Già fatichiamo a far rispettare le legge, figuriamoci i danni che potrebbe fare una legge simile. In sostanza direi che non è stata pensata in maniera corretta e mi fa sorridere che la sinistra insista ancora, a 20 anni di distanza, sui temi della cittadinanza e sulla legalizzazione delle droghe leggere. E’ più una strategia politica che una volontà”.  vera”.

Rincara la dose Stefano Rovetta, consigliere comunale della Lega: 2Sul tema dello Ius Scholae, ritengo che  la cittadinanza non sia e non debba essere considerata un diritto acquisito ma piuttosto un premio a chi, nel pieno rispetto delle nostre norme, matura tale diritto. Ricordo purtroppo i problemi a Bergamo con le baby gang, i vandalismi e le aggressioni di giovani immigrati di prima e seconda generazione.  Ai bimbi e ragazzi stranieri a scuola vengono già oggi garantiti, ovviamente e giustamente, tutti i diritti degli altri studenti. La cittadinanza è dunque una scelta importante che si può e si deve fare quanto meno al compimento del 18esimo anno di età”.

 

 

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