Il caso

Ostello, la Provincia ha fretta: “L’ex gestore lasci subito gli spazi a chi ora ne ha la titolarità”

L'immobile di Monterosso, di proprietà di Via Tasso, passa sotto la direzione di Central Hostel Bg, società che si è aggiudicata la gestione del ramo d'azienda messa in vendita dalla Curatela fallimentare

Bergamo. Il dispiacere di abbandonare un lavoro ben svolto e durato sei anni è grande. Dietro la richiesta della Provincia di Bergamo al Consorzio Italia Holiday Service di lasciare l’ostello di Monterosso non ci sono dissapori, ma una serie di diritti che ognuno degli interlocutori cerca di far valere. È arrivata venerdì la comunicazione di via Tasso all’attuale gestore affinché liberi la struttura di proprietà della Provincia: dopo sei anni il contratto infatti è venuto meno, e così anche la titolarità sull’utilizzo della struttura.

Il Consorzio aveva preso in mano l’ostello nel 2016 con un contratto fino a luglio 2023 a fronte della richiesta di aiuto proprio della Provincia visto che l’Aig, l’Associazione italiana degli Alberghi della Gioventù, si trovava in grande crisi e non era in grado di pagare i dipendenti.

Nel 2019 la crisi dell’Aig infatti si trasforma in fallimento definitivo e così il Curatore fallimentare deve risolvere il contratto con il Consorzio, fino a quel momento affittuario e affidatario del servizio di gestione dell’ostello, chiedendo che fosse lo stesso a concordare con la Provincia modi e tempi per la riconsegna dell’immobile.

“Per mesi dalla Curatela fallimentare non si sono fatti sentire – spiega il presidente del Consorzio Maurizio Forchini -, poi per risolvere la situazione ci hanno proposto di acquistare il contratto, ma a cifre improponibili”.

Impossibile continuare, l’unica soluzione era andarsene.

“La comunicazione della Provincia di liberare i locali ci è arrivata soltanto venerdì, peraltro prima ai giornali e poi a noi”.

Un difetto di comunicazione. E anche di cifre del debito da onorare con via Tasso. Tra canone d’affitto e interventi di manutenzione il Consorzio ha accumulato arretrati per 77mila euro, un contenzioso che secondo il gestore ammontava però a luglio 2021 a circa 30 mila euro – e che il Consorzio sarebbe stato in grado di saldare -, ma poi aumentato, anche a causa del caro prezzi.

“I costi dell’energia e dei dipendenti di un ostello sono gli stessi di un hotel. Per noi la situazione con la Provincia era diventata difficile. Abbiamo dovuto interrompere il pagamento”.

Non potendo non incassare per non creare un danno erariale, in via Tasso non è rimasta altra scelta che mettere la società alle strette.

“L’attuale gestore ha dato una svolta positiva a quella struttura e a me spiace che si sia arrivati a questa situazione, che dipende relativamente dalla Provincia – spiega il presidente Pasquale Gandolfi -. A prescindere dalla quesitone del debito, che è risolta nel momento in cui chi ha acquisito il ramo d’azienda ne rileva anche il debito, c’è il problema di un nuovo gestore che avendo acquisito la titolarità chiede giustamente di poter utilizzare anche gli spazi. Di fronte a un nuovo proprietario non possiamo far altro che chiedere di liberare la struttura”.

A chiudere il conto con la Provincia così sarà Central Hostel Bg, la società che si è aggiudicata la gestione del ramo d’azienda dell’ostello messo in vendita dalla Curatela, e che ne acquisisce quindi anche il debito.

Bisognerà pensare anche ai dipendenti dell’attività, cinque a quanto sembra.

“Stiamo valutando il passaggio sia dei macchinari, che in buona parte sono di nostra proprietà, sia dei dipendenti. Saranno i sindacati a farsene carico” spiega Forchini.

Addio all’ostello quindi. La Provincia chiede risposte celeri: entro il 21 luglio dev’essere effettuato lo sgombero. Tempi troppo stretti però secondo il presidente del Consorzio: “Non abbiamo nessuna intenzione di creare alcun problema, il tempo necessario di fare tutto per bene e usciremo. Ma non si può lasciare in quindici giorni. Non passeranno mesi, ma non sarà nemmeno il 21 luglio come chiede la Provincia. Di sicuro non arriveremo all’autunno”.

C’è amarezza per la consapevolezza di non poter continuare un lavoro apprezzato in città, ma anche un augurio sincero a chi verrà: “L’obiettivo massimo per noi era contribuire a far bella la città. L’ostello è una struttura con seri problemi legati alla manutenzione, per questo mi auguro che chi arriva abbia fatto i conti giusti e spero che possa dare un servizio anche migliore alla città. C’è sempre qualcuno che può far meglio di te”.

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