Sentenza Usa contro l’aborto, le parlamentari bergamasche tutte: “Alle donne il diritto di decidere”
Un coro unanime, bipartisan, che racchiude il pensiero sia della destra che della sinistra: “Così si fa un passo indietro”
Bergamo. La Corte suprema statunitense ha abolito la storica sentenza Roe Wade con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l’aborto negli Usa. “La Costituzione non conferisce il diritto all’aborto”, si legge nella sentenza. La decisione è stata presa da una Corte divisa, con 6 voti a favore e 3 contrari. Ora quindi i singoli Stati saranno liberi di applicare le loro leggi in materia. Già Texas e Missouri rendono l’aborto illegale. Lo Stato di New York assicura: “Qui resta possibile”. Interviene anche l’Onu: abolire il diritto ad abortire è “un colpo terribile ai diritti umani delle donne”.
Abbiamo sentito il parere delle parlamentari di Bergamo, di ogni partito. Per cercare di capire se questo trend americano può avere a livello politico delle conseguenze anche da noi. Vi spoileriamo subito che non è così, pur con sfumature diverse.
Ecco come commentano in poche righe, deputate e senatrici bergamasche.
Elena Carnevali, Partito Democratico
Daisy Pirovano, Lega
Leila Ciagà, partito Democratico
La sentenza della Corte Suprema USA riporta indietro l’orologio della storia cancellando un diritto fondamentale delle donne americane che è stato conquistato dopo anni di lotte e rivendicazioni. Certo la mancanza di una Legge Federale rendeva questo diritto per certi versi labile e infatti cambiata la composizione della Corte è stato di fatto cancellato. Questa situazione ci insegna che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte e che, anche in Italia, bisogna essere sempre vigili e presidiarli con grande attenzione perché la società patriarcale è difficile da sradicare come dimostrano i reati di femminicidio, gli unici reati che a differenza di tutti gli altri sono purtroppo in continuo aumento. Anche per questo è importante che aumentino le donne impegnate nelle istituzioni e più in generale nella vita politica che oggi sono sottorappresentate pur essendo la maggioranza della popolazione.
Rebecca Frassini, Lega
Non condivido la revisione da parte della Corte Suprema americana di un caposaldo del suo ordinamento. In Italia c’è stato un referendum che aveva avuto un’affluenza dell’80 per cento e aveva respinto la richiesta dell’abrogazione della legge 194, a maggior ragione oggi che si è raggiunta una maggior emancipazione ritengo che la donna debba esser libera nelle sue decisioni.
Simona Pergreffi, Lega
Da donna delle Istituzioni non posso non ammettere che la sentenza sull’aborto negli Usa è stata molto forte, soprattutto perché va a toccare quello che in Italia è un diritto sancito dalla legge 194/78. Va comunque ricordato che in Italia la situazione è differente rispetto agli Stati Uniti d’America: non solo ne abbiamo avuto prova con il referendum del 1981, che con un voto a larghissima maggioranza nel referendum sul tema scelse di mantenere tale legge che è in vigore ancora oggi, ma occorre ricordare che in Italia il tasso di interruzioni di gravidanza è tra i più bassi del mondo, stando all’ultima Relazione del ministro della Salute al Parlamento. Penso che tutti dovremmo essere sempre dalla parte della vita e credere nel suo grande valore, dall’inizio alla fine, ma allo stesso tempo ritengo che voltarsi dall’altra parte e nascondere la testa sotto la sabbia per una questione di tale rilevanza sociale non sia la migliore delle scelte. Ritengo inoltre che una decisione di tale complessità e difficoltà, che non può mai essere presa a cuor leggero, è giusto che spetti alle donne e non ad altri. Quindi confido che la politica non passi del tempo a litigare su questo e che ci si possa concentrare sui temi tremendamente attuali per tutti i cittadini: caro-bollette, rincari sui carburanti, lavoro e costo della vita.


