Fonteno

Al Panoramico: “Offro 1600 euro per un cameriere, ma me ne chiedono il doppio”

È capitato anche questo a Beppe Bertoletti, titolare dell'hotel ristorante sul lago d'Iseo, alla ricerca di personale specializzato: "Da un anno nessun risultato, attrarre competenze è sempre più difficile"

Fonteno. Il suo problema non è la quantità dei candidati, ma la qualità. “Si è proposto un perito tecnico. ‘Sono appassionato di cucina – dice -, imparo alla svelta’. Ma il nostro è un locale medio-alto: dall’aiuto cuoco allo chef, offriamo stipendi che vanno dai 1.300 ai 2.200 euro netti al mese. Come posso garantire certe cifre a chi nemmeno conosce il lavoro? Alla domanda ‘quanto pagate?’ io rispondo sempre: ‘e tu cosa sai fare’?”.

Beppe Bertoletti, titolare del ristorante hotel Panoramico a Fonteno sul lago d’Iseo, dice di essere in cerca di figure professionali (“altamente professionali”, sottolinea lui) da almeno un anno, senza grossi risultati. “Sono in contatto con l’accademia di Gualtiero Marchesi, con le scuole alberghiere, ho messo annunci online e mi appoggio pure ad un’agenzia, ma niente”.

Arriva al dunque. “Ad un maître di sala offro 1.900 euro al mese, a 2 capi partita da inserire in cucina 1.800 euro e ad un cameriere di sala specializzato 1.600. Ma non riesco a reperire personale sul mercato. Vale anche per le pulizie, con stipendi di 1.400 euro al mese”.

Per il ruolo di cameriere, parla appunto di 1.600 euro netti. “Arrivano candidature, ma da persone che fanno il magazziniere, l’aiuto elettricista, il muratore. Rispetto tutti i lavori, ma non posso assumere a certe cifre persone che pensano che per fare questo lavoro basti portare un piatto a un tavolo o all’altro. Non funziona così, servono competenze precise”.

Quello di Bertoletti, chiaramente, è il punto di vista di un imprenditore che racconta le sue difficoltà. “Nessuno vuole più fare questo lavoro a tempo pieno. Siamo obbligati a fare contratti a chiamata, con persone che hanno già un lavoro in fabbrica o in ufficio. Per coprire la figura di un cameriere fisso, che fa pranzo e cena 6 giorni a settimana, servono 4 contratti a chiamata. O facciamo turnazione, o questo settore muore. C’è chi dà disponibilità solo il sabato, chi solo la domenica a pranzo o al massimo per due giorni a settimana”. Nessuno garantirebbe di più.

“Una volta avevamo in programma un matrimonio – racconta -. Dei camerieri non si sono presentati, ci hanno detto di avere dei ‘problemi’, poi dai social ho scoperto che erano in piscina. Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma la mancanza di personale è tale che a volte dobbiamo pure ‘fare gli gnorri’ davanti a queste situazioni”. Insomma, chiudere un occhio e fare finta di nulla.

Ma davvero nessun professionista all’altezza delle aspettative ha mai bussato alla porta del Panoramico? “Certo, ma tanti hanno capito che c’è fame di personale e a volte sparano alto”, o altissimo. “Per un posto da cameriere di sala specializzato mi hanno chiesto anche 3.500 euro – afferma Bertoletti -. Che cosa ho risposto? Che senza dubbio li meritava, che poteva parlare tutte le lingue del mondo, ma di proporsi al Billionaire, non qui”.

Bertoletti fa anche sapere di avere messo a disposizione un paio di appartamenti della parrocchia per chi viene a lavorare da fuori provincia. “Dal sud Italia erano arrivati dei giovani maître davvero in gamba. Erano ben pagati, avevano vitto e alloggio, ma sul lungo andare, in un paesino come il nostro, si sono stancati e hanno sentito il bisogno di tornare a casa. Se attrarre competenze non è facile – osserva – trattenerle è altrettanto difficile, soprattutto se qui non si costruiscono una vita”.

Insomma, le ragioni della penuria di personale sembrano davvero tante. “Quel che è certo – conclude – è che dobbiamo chiudere il lunedì e martedì a pranzo, quando dovremmo essere aperti e avremmo pure molte prenotazioni alla carta. Per non parlare delle difficoltà a gestire i turni”. A sentire Bertoletti, un vero percorso a ostacoli.

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