Sorisole

Don Rubbi, il vescovo Beschi annuncia la conclusione dell’istruttoria: sarà beato

La documentazione raccolta negli anni sarà trasmessa alla Santa Sede, al dicastero per la Causa dei Santi.

Martedì 28 giugno alle 17 il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi presiederà una messa nella chiesa di Sorisole e annuncerà la chiusura dell’istruttoria diocesana del processo di beatificazione di don Antonio Rubbi.

Tutta la documentazione raccolta in questi anni – grazie alla paziente e saggia operosità del professor Luigi Roffia, direttore del Centro Studi don Rubbi – è stata controllata e verrà sigillata da due due notai di Bergamo per essere poi inviata alla Sacra Congregazione delle cause dei Santi in Vaticano a Roma.

Una formalità che apre la possibilità per il primo parroco della diocesi di Bergamo di salire agli onori degli altari. Una formalità, perché da sempre Sorisole e migliaia di devoti considerano don Antonio Rubbi (1693-1785) da sempre santo, infatti, viene definito “ol preòst sant” “il prevosto santo”. La figura di questo sacerdote è sempre stata al centro di una devozione per la sua profonda spiritualità, le sue doti di guaritore e la sua obbedienza al vescovo e alla Chiesa. Una figura parallela a quella di San Giovanni M. Vianney, curato d’Ars.

“Un parroco bergamasco potrebbe salire all’onore degli altari, la nostra terra bergamasca potrebbe presto avere un nuovo beato, riconoscendo in lui un esempio di fede, umiltà e santità” afferma don Stefano Ravasio, parroco di Sorisole.

L’annuncio della conclusione dell’istruttoria diocesana del processo di beatificazione di don Rubbi rientra nel calendario delle celebrazioni per la festa del patrono San Pietro. Alla messa di martedì 28 giugno concelebreranno con il Vescovo Beschi i parroci di Zogno, Alzano, Ponteranica, Ranica, Torre Boldone, Bergamo, oltre al postulatore della causa, al vice postulatore. Saranno presenti i sindaci dei paesi limitrofi e i membri del Centro studi don Rubbi.

Generico giugno 2022

Per l’occasione è stata allestita anche una mostra intitolata “Volti e immagini del Servo di Dio Rubbi”. Un allestimento iconografico dal ‘700 ad oggi con oltre cinquanta immagini del Rubbi rinvenuti negli archivi, nei musei e all’Accademia Carrara. La mostra resterà aperta fino a domenica 3 luglio, tutte le sere dalle 21 alle 22, domenica 3 luglio anche dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19.

DON RUBBI RACCONTATO DA ROFFIA
Pubblichiamo un breve testo del professor Luigi Roffia che spiega la vita e le opere di don Rubbi.

Don Antonio Rubbi nacque a Zogno in località “Padronecco” il 29 settembre 1693. Nel testo “Don Rubbi: ol Preòst Sant” scritto da don Giovanni Suardi nel 1857 ed in cui si descrive la vita del nostro prevosto, si riferisce che il Rubbi nacque ed abitò inizialmente a “Carubba” di Zogno, una località poco distante dalla chiesa delle Tre Fontane.
La famiglia di don Antonio era molto numerosa. Dai registri dei Battesimi della parrocchia di Zogno è stato possibile ricostruire lo “stato di famiglia” dei Rubbi
La consultazione dei registri dei Battesimi della parrocchia di Zogno ci dà la certezza che ebbe almeno 13 figli; il testo del Suardi non fa menzione di fratelli del Rubbi. A complemento della bibliografia trasmessa dal Suardi riporto lo “stato di famiglia” dei Rubbi così come è possibile ricostruire grazie ai registri parrocchiali della chiesa di Zogno.
Il padre de “ol Preòst Sant”, Giovanni Rubis, era figlio di Giuseppe e di Antonia Resi, nato il 12 maggio 1662 e battezzato il 13 maggio dal parroco don Francesco Ambrosini nella chiesa di San Lorenzo. Morì a 84 anni il 21 agosto 1746. Nel 1684 sposò a San Pellegrino Graziosa Milesi di Cristoforo, nata nel 1663 e morta a 80 anni il 21 gennaio 1743. È stata madre di almeno 13 figli col seguente ordine: Giuseppe; Francesca Caterina; Francesco; Bernardino Domenico; Bernardino Bonaventura; Giovanni Antonio, nato il 29 settembre 1693 e battezzato il 30 settembre 1693: morì prevosto di Sorisole il 15 marzo 1785 in concetto di santità; Carlo; i gemelli Giacomo Cristoforo e Lorenzo; Dionisio; Cristoforo diventerà frate cappuccino con il nome di padre Raimondo; Antonia Lucia e Caterina Francesca.

La Famiglia Rubbi (o meglio Rubis) era di antiche e sicuramente anche di nobili origini.

Ai tempi di don Antonio aveva perso ormai la floridezza iniziale, mantenendo però intatti i valori e le virtù cristiane di sempre. A Padronecco di Zogno è ancor oggi possibile vedere la casa della famiglia Rubbi, raggiungibile attraverso un ripido sentiero, con la “Camera fosca” dove venne alla luce don Antonio.
Don Rubbi era molto legato anche a un suo cugino, suo contemporaneo, don Antonio Giovanni Sonzogni (22 marzo 1714 – 1 gennaio 1800). Fu sacerdote povero e caritatevole, per la sua semplicità e umiltà non ritenne di essere capace di fare il parroco; visse tutta la sua esistenza a Spino coltivando la devozione al Santissimo Sacramento, alla Beata Vergine Maria e a Sant’Alessandro Patrono della Parrocchia di Spino. Fu innocente e penitente secondo l’esempio classico del Rubbi (don Giovanni Antonio) col quale si incontrava frequentemente per la confessione. A don Antonio Rubbi e don Giovanni Antonio Sonzogni la tradizione popolare attribuì il carisma delle benedizioni e delle guarigioni.

Don Rubbi entrò da bambino in Seminario a Bergamo e il 9 luglio 1718 venne ordinato sacerdote. Esercitò il ministero sacerdotale per cinque anni a Zogno, assegnato alla cappellania delle Tre Fontane di Zogno, fu poi destinato per quattro anni come vice parroco a Poscante e il 10 ottobre 1727, a 32 anni, fu nominato parroco di Monte di Nese dove rimase fino al 1740, anno in cui, a pieni voti, fu nominato prevosto di Sorisole. Guidò la parrocchia di Sorisole per ben 45 anni. e morì il 15 marzo 1785 a quasi 92 anni di età.
Visse in modo parco e austero, non mancava mai di raggiungere settimanalmente Poscante, Stabello e Spino dove si recava per confessarsi. La storia orale tramandata dagli anziani rammenta che il Rubbi fece sgorgare l’acqua alla sorgente dei Morti della Calchera dopo che colpì con il proprio bastone le rocce; la guarigione “a distanza” di una suora molto malata dopo che don Antonio una sua camicia da notte che gli era stata portata dalle consorelle, diverse disgrazie evitate e guarigioni conseguite grazie all’invocazione “ol preost sant” con la pratica di novene e preghiere recitate alla sua tomba.

I suoi funerali vennero celebrati il 17 marzo, fu sepolto ai piedi della gradinata che porta al presbiterio della chiesa parrocchiale, essendo stato costruito lì il sepolcro per i parroci di Sorisole. Il Rubbi fu il primo parroco ad occupare quel sepolcro da quando fu costruito (la chiesa fu consacrata nel 1738 e don Rubbi ne fu il primo prevosto). I registri conservati nel nostro archivio parrocchiale danno anche notizia di un gran concorso di gente e di numerose celebrazioni di Messe nel giorno del trigesimo (sul registro delle Messe di quel giorno se ne contano più di settanta).
Le ossa di don Rubbi furono solennemente traslate dalla tomba originaria a quella attuale nel 1844: in quell’anno il Vescovo di Bergamo Monsignor Morlacchi autorizzò la sepoltura di don Rubbi nel luogo attuale, accanto all’altare della Madonna, dalla parte del Vangelo, quello stesso altare dove, ancora in vita, era solito impartire le sue prodigiose e sante benedizioni.

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