L'esperta

Fecondazione assistita: nella bergamasca 2000 procedure all’anno

La dottoressa Lucia Maragno è specializzata in infertilità di coppia: "Dopo 12 mesi di tentativi falliti, è bene rivolgersi ad uno specialista per non perdere tempo prezioso: l'età della donna è fondamentale, più è giovane più aumenta la possibilità di rimanere incinta"

Bergamo. Il 20 per cento delle coppie ha problemi di fertilità: nel 40 per cento dei casi la causa è di natura femminile, nell’altro 40 di natura maschile e poi c’è un 20 per cento dove le cause rimangono inspiegate.

La dottoressa Lucia Maragno è specializzata in ginecologia, ostetricia e infertilità di coppia. Lavora con Biogenesi, uno dei maggiori centri per la fecondazione assistita in Italia convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale che a Bergamo si appoggia a CasaMedica, centro polispecialistico di medicina integrata di via Camozzi.

Dottoressa, quali sono le principali cause dell’infertilità?

Sono molteplici e sono riconducibili ad entrambi i sessi, nonostante le donne siano portate a pensare di essere più facilmente la ragione della mancata gravidanza. Una volta individuate le cause della riduzione della fertilità, alcune di queste sono curabili oppure si può ricorrere a terapie ed interventi per favorire la procreazione. Anche nei casi di diagnosi di infertilità di coppia inspiegata, è comunque possibile migliorare la propria prognosi riproduttiva.

È opinione diffusa che lo stress influisca negativamente sul concepimento. Conferma questa teoria?

Secondo gli studi e la letteratura medica lo stress non influisce in maniera sostanziale sul concepimento. Certo, alcune donne particolarmente sotto pressione possono anche andare in amenorrea (assenza di ciclo mestruale), ma attribuire a ciò la causa dell’infertilità è sbagliato e induce la donna a sottovalutare l’importanza di affidarsi ad uno specialista che vada ad indagare le vere cause.

Quando è bene rivolgersi ad uno specialista?

In assenza di particolari fattori di rischio, come ad esempio  interventi chirurgici sulla pelvi o storia di patologie correlate con la sterilità, dopo 12 mesi di tentativi falliti, si consiglia di contattare uno specialista in infertilità di coppia. È di fondamentale importanza che sia specializzato in questo campo, perché in questi casi il tempo è prezioso: più la donna è giovane, più ci sono possibilità che riesca a rimanere incinta.

Quali sono le terapie e i metodi utilizzati per favorire il concepimento?

Si inizia effettuando degli esami specifici sia sull’uomo sia sulla donna e, una volta trovata la causa dell’infertilità, si può individuare il metodo che meglio si addice al caso specifico. In casi selezionati ed in coppie giovani, si può utilizzare il monitoraggio e l’induzione farmacologica dell’ovulazione associata a rapporti mirati. Un altro metodo, da utilizzare se le condizioni della coppia lo consentono, riguarda l’inseminazione intrauterina: si stimola l’ovulazione tramite dei farmaci e si inserisce il liquido seminale preparato direttamente in utero, favorendo così l’incontro tra ovulo e spermatozoo. L’ultima fase è la più complessa ed è la fecondazione in vitro: si effettua una stimolazione ormonale per permettere la crescita dei follicoli, si prelevano gli ovuli con un piccolo intervento chirurgico in sedazione, si inseminano in vitro con il liquido seminale del compagno e si effettua una coltura in laboratorio dai 2 ai 5 giorni degli embrioni così ottenuti. Poi l’embrione viene trasferito in utero e si aspettano 14 giorni per valutarne l’attecchimento.

In Italia esistono solo queste tre soluzioni?

No, dal 2014 è possibile anche ricorrere alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita che prevedono l’utilizzo di gameti esterni donati in maniera anonima alla coppia; è quindi possibile eseguire inseminazione o fecondazione in vitro con donazione di spermatozoi, se in una coppia è presente un’assenza di spermatozoi, oppure una fecondazione in vitro con donazione di ovociti, se in una coppia gli ovociti della partner non sono presenti o non sono validi. Prima questa procedura era possibile solo all’estero, ora invece ci sono diversi centri che svolgono questa attività. In Lombardia l’unico centro autorizzato ad effettuare l’inseminazione eterologa attraverso
il Sistema Sanitario Nazionale è l’ospedale Niguarda, altrimenti bisogna ricorrere alla strada privata.

Quante sono in media le coppie che si rivolgono ai centri per l’infertilità nella Bergamasca?

I dati che riguardano le procedure di fecondazione assistita sono raccolti a livello nazionale ogni anno tramite un apposito registro.  Se guardiamo i centri di PMA che lavorano nell’area bergamasca, sia pubblici che privati, il numero delle procedure di fecondazione assistite registrati per l’anno 2021 è di circa 2000. Questo rende l’idea di come la problematica dell’infertilità sia purtroppo molto presente sul territorio locale e nazionale.

Quando è il momento di rinunciare?

Solitamente si procede ad un percorso per gradi ,  se il quadro clinico della coppia lo consente. Con la fecondazione  in vitro, il percorso è impegnativo dal punto di vista psicologico, soprattutto per la donna che comunque deve affrontare terapie ormonali e procedure invasive in sedazione. Gli ormoni sono di norma ben tollerati e non c’è nessuna evidenza di un aumento dell’incidenza di tumori al seno o all’apparato genitale a seguito di cure per la fertilità, però è sempre buona norma valutare rischi/benefici di ogni terapia medica. In linea generale dopo ripetuti fallimenti della procedura si tende ad abbandonare questo progetto. È compito del medico  accompagnare la coppia durante questo percorso e decidere insieme se e quando è il momento di rinunciare, in considerazione di diversi elementi come ad esempio l’età della coppia.

Quali sono le percentuali di successo?

Come dicevo conta tanto l’età della donna. Nelle metodiche di inseminazione la percentuale di successo è del 10-15 per cento per ogni tentativo, mentre nella fecondazione in vitro  è del 30-40 per cento per ogni tentativo se la donna ha meno 40 anni, mentre dopo i 40 diminuisce drasticamente.

È quindi buona cosa intervenire in tempo.

Esattamente. È importante rivolgersi precocemente agli esperti in Medicina della Riproduzione per avviare nei giusti tempi l’iter terapeutico in centri di eccellenza che garantiscano una elevata efficienza ed efficacia nella esecuzione delle procedure con brevi liste di attesa.

 

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