La decisione

Condizionatori guasti da oltre un mese in Tribunale, giudice si sente male: chiesto intervento d’urgenza

Martedì un colpo di calore ha portato allo svenimento della giudice Donatella Nava: il presidente del Tribunale Cesare de Sapia ha scritto a Ministero di Giustizia e Corte d'Appello di Brescia per poter risolvere la situazione senza aspettare i lunghi tempi di manutenzione

Bergamo. A convincere il presidente del Tribunale di Bergamo Cesare de Sapia a prendere con decisione in mano la situazione è stato il malore accusato martedì dalla giudice Donatella Nava, svenuta nella sua aula probabilmente per un colpo di calore.

Già perchè dal 15 maggio scorso le stanze del Palazzo di Giustizia di via Borfuro sono prive dell’impianto di climatizzazione, spento per un difetto di funzionamento che per essere risolto necessita della sostituzione di componenti fondamentali non facilmente reperibili sul mercato.

Condizioni limite, in considerazione di temperature molto più elevate rispetto alle medie del periodo che hanno più volte portato il personale di magistratura e amministrativo ad evidenziare la situazione di malessere lavorativo sofferto, con lamentele ricorrenti.

Così, non avendo avuto alcun riscontro dai tecnici manutentori riguardo la tipologia di guasto accertato, i tempi di approvvigionamento dei materiali e di esecuzione degli interventi risolutivi, mercoledì 22 giugno il presidente del tribunale ha inviato una lettera all’Ats di Bergamo e al medico competente per “Eccessiva temperatura dei locali del Tribunale di Bergamo”, con “Richiesta urgente di sopralluogo e verifica”, al fine di far accertare le condizioni di salubrità dell’ambiente di lavoro a salvaguardia dell’utenza e del personale, tra cui alcuni in condizioni di fragilità.

Il giorno seguente, giovedì 23, è arrivata infine la tanto attesa relazione tecnica, nella quale si legge come l’intervento preveda “un revamping a livello meccanico ed elettrico della macchina in quanto, con la rottura del meccanismo di allagamento del condensatore, lo stesso non è più riparabile e necessita la sostituzione con uno attualmente montato sulle macchine di stessa categoria ad oggi vendute. Questo richiede anche una revisione agli schemi elettrici e meccanici della macchina e quindi anche per un discorso di corretta funzionalità della stessa e per un discorso di garanzia, l’intervento deve essere fatto dalla stessa casa madre”.

Tralasciando i dettagli tecnici dell’intervento, ciò che più interessava al presidente del tribunale erano le tempistiche dello stesso, quantificate nella relazione in “minimo due settimane”. A preoccupare, però, è il fatto che il manutentore non sia stato in grado di dare tempi certi sulla reperibilità di alcuni componenti e, di conseguenza, di esecuzione dei lavori.

Risposta che, per Cesare de Sapia, “non dà alcuna garanzia sulla tempestività dell’esecuzione di un intervento non più rinviabile per questione di salute pubblica”, evidenza che il presidente del Tribunale non ha esitato a comunicare al Ministero della Giustizia, al Presidente e all’Ufficio Ragioneria della Corte d’Appello di Brescia (alla quale Bergamo fa riferimento) e per conoscenza alla Procura di Bergamo, in una lettera inviata nella giornata di venerdì.

Lettera nella quale il Tribunale di Bergamo chiede alla Corte d’Appello, nell’ambito dell’attuale contratto distrettuale con Enel Energia che include anche il contatore di via Borfuro, di intervenire urgentemente con il fornitore “per l’attivazione della procedura che porti a un aumento ritenuto congruo della potenza del contatore di energia elettrica rispetto agli attuale 400 KW. Il suddetto aumento della potenza del contatore consentirebbe di valutare il noleggio/acquisto di climatizzatori/impianti o altre soluzioni d’urgenza e di emergenza che codesto Ministero potrà determinare e di cui si chiede il tempestivo riscontro”.

 

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