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Siccità: ordinanze contro lo spreco d'acqua, ma niente multe a chi non le rispetta - BergamoNews
Il paradosso

Siccità: ordinanze contro lo spreco d’acqua, ma niente multe a chi non le rispetta

Nelle valli bergamasche più o meno tutti i Comuni hanno accolto l'appello di Uniacque per contenere i consumi, ma le disposizioni sono rispettate?

Quasi tutti i Comuni hanno accolto la richiesta di Uniacque di emettere ordinanze contro gli sprechi d’acqua: 25, in particolare, sono i paesi bergamaschi ai quali la società del servizio idrico integrato ha rivolto il suo invito, concentrati tra le valli Brembana, Imagna e San Martino; un invito, in questi giorni, esteso anche a diversi Comuni dell’Isola Bergamasca.

Il contenuto dei singoli provvedimenti può variare nella forma (il consiglio è di leggersi l’ordinanza del proprio comune) ma c’è una frase che alla fine torna sempre: “divieto di prelevare dalla rete idrica acqua potabile per uso extra-domestico”. Ad esempio per l’irrigazione di giardini privati e pubblici, per il lavaggio di piazzali e automobili o per il riempimento di piscine.

In una Lombardia che va verso lo stato di emergenza per siccità (anche se, per ora, “non si parla di razionamenti dell’acqua per uso civile”, ha detto il governatore Attilio Fontana), l’invito alla cittadinanza è quello di un “razionale e corretto uso dell’acqua al fine di evitare sprechi inutili”. Ma in caso di violazioni sono previste anche sanzioni: da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro.

L’obiettivo è chiaro: tutelare un bene preziosissimo e sempre più in pericolo. Ma queste ordinanze – data l’importanza dell’argomento – sono rispettate? C’è qualcuno che vigila sui comportamenti poco virtuosi, per evitare che si ripetano? O si spera nel buon senso dei cittadini?. In Bergamasca, per il momento, sembra prevalere quest’ultima linea, almeno nel campione di Comuni che abbiamo contattato. Anche se qualcuno che ha tirato le orecchie ai suoi compaesani in realtà c’è.

Il sindaco di Capizzone, Alessandro Pellegrini, ha ammonito quelli che “riempiono le piscine accompagnate da ridenti fotografie sui social. Un’ordinanza – ricorda – non è un foglio di nessun interesse, ma uno specifico provvedimento amministrativo”. Sanzioni, il Comune, non ne ha elevate, nonostante il primo cittadino abbia più volte ribadito che l’ordinanza non è sempre rispettata, tra chi riempie piscine e chi annaffia tranquillamente orti e siepi. “Prima vogliamo conoscere le eccedenze di consumi – chiarisce Pellegrini – per questo abbiamo chiesto un report ad Uniacque”.

Tra i comuni che hanno emesso l’ordinanza c’è San Pellegrino Terme. Nel paese famoso per l’omonima acqua minerale, il colpo d’occhio è diverso rispetto a quello della pianura. Il Brembo continua a scorrere, ma i dati dell’Agenzia regionale protezione ambiente dicono che il livello del fiume è ai minimi degli ultimi 5 anni. “L’ordinanza – commenta il vicesindaco Vittorio Milesi – vuole sensibilizzare al problema della crisi idrica ed è un invito ad un uso corretto della risorsa”. Anche qui nessuna sanzione, nonostante qualche sgarro sia stato rilevato. “C’è chi bagna orti e giardini come sempre”, ammette senza giri di parole Milesi.

Nessun provvedimento è stato preso a Palazzago, ma il sindaco Andrea Bolognini pone l’accento su un altro aspetto. “L’ordinanza – osserva – è piuttosto difficile da far rispettare. Si cerca di sensibilizzare la cittadinanza ma spesso, in un territorio come il nostro, con un solo agente di polizia locale a disposizione, controllare è complicato. Certo, le segnalazioni dei cittadini ci sono e su quelle stiamo lavorando”.

Promossi dal sindaco Ivo Manzoni i cittadini di Sant’Omobono Terme: “Al momento non abbiamo riscontrato irregolarità passibili di sanzione. Chi doveva riempire le piscine l’ha già fatto, l’ha fatto per tempo e non ha necessità di utilizzare altra acqua perché il ricambio è costante”. “Il tema è trattato quotidianamente dagli organi di stampa, non c’è bisogno di sanzionare i cittadini che mi sembrano consapevoli – aggiunge il sindaco di Costa di Serina, Fausto Dolci -. Anche noi, come amministrazione, ci siamo sempre attivati per riparare eventuali perdite sul nostro territorio. E la stessa Uniacque, devo dire, è molto attenta”.

L’ordinanza anti-sprechi è da poco entrata in vigore a Roncola. “Saremo severi qualora emergessero situazioni di recidività”, assicura il sindaco Marcellino Rota. Anche a Zogno il provvedimento è scattato da pochi giorni. “L’acqua è il bene più prezioso, confido nel senso civico della popolazione”, dice il primo cittadino Selina Fedi.

Punta tutto su “informazione” e “sensibilizzazione” il sindaco di Torre De Busi Eleonora Ninkovic; dove, finora, nessun cittadino è stato multato in quanto “sprecone”. Proprio come nei paesi di Almenno San Salvatore, Cisano Bergamasco, Costa Valle Imagna e Pontida.

Nelle scorse settimane, Uniacque ha diffuso un decalogo per favorire un utilizzo più consapevole dell’acqua, rivolto anche ai sindaci per sensibilizzare la cittadinanza. Lo riportiamo qui sotto.

 

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