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Dal cibo al lavoro: l'aiuto di Rotary Food Box per 100 famiglie in difficoltà - BergamoNews
Il progetto

Dal cibo al lavoro: l’aiuto di Rotary Food Box per 100 famiglie in difficoltà

Tra i destinatari delle box sono state individuate 30 famiglie particolarmente fragili alle quali sono stati offerti interventi di sostegno, assistenza e ascolto con progetti sartoriali sociali mirati a cura di Solco Città Aperta

Bergamo. La seconda edizione di Rotary Food Box, a cura del Rotary Club Bergamo Sud, si è da poco conclusa portando sostegno per 6 mesi a 100 famiglie (circa 370 persone) attraverso la distribuzione di prodotti alimentari di primaria qualità e un nuovo ampliato progetto che ha permesso di passare dalla cura attraverso il cibo all’apertura di un nuovo orizzonte di crescita professionale per chi sembrava non averne.

Rotary Food Box 2 ha visto la conferma del coinvolgimento delle istituzioni: Comune di Bergamo-Assessorato alle Politiche Sociali, Confartigianato Bergamo, Confindustria Bergamo, Confcooperative, Aspan Bergamo e Arenbì Onlus. 40 aziende del territorio si sono messe a disposizione del progetto donando i loro prodotti e servizi e offrendo tirocini formativi per persone con fragilità.

Tra i destinatari delle box sono state individuate 30 famiglie particolarmente fragili alle quali sono stati offerti interventi di sostegno, assistenza e ascolto con progetti sartoriali sociali mirati a cura di Solco Città Aperta.

Sono state inoltre individuate 20 persone che hanno perso il lavoro o giovani con difficoltà familiari ad emergere, alle quali è stato offerto un percorso formativo di avvicinamento al lavoro, grazie alla collaborazione di Human Age Institute. Attraverso Manpower, Fondazione Sbs, le aziende rotariane e le aziende del progetto Food Box, 9 persone a “elevata fragilità”, in seguito al corso, hanno trovato una nuova occasione lavorativa.

Strategica per la buona riuscita del progetto la presenza, anche quest’anno, di oltre 180 ragazzi del Rotaract del Distretto Orobico che a rotazione si sono occupati della composizione delle box con il sostegno di alcuni membri del Lions Club American Football.

I volontari di BergamoXBergamo si sono occupati poi della distribuzione delle box alle famiglie.

rotary food box
Da sinistra: Giusi Fascetto, Daniela Sonzogni, Marcella Messina, Massimo Colleoni, Roberta Caldara, Maria Grazia Arditi

Le dichiarazioni

Massimo Colleoni, presidente del Rotary Club Bergamo Sud: “I principi sui quali è stato fondato il Rotary rimangono ancora oggi alla base della nostra organizzazione e ne rispecchiano i valori: integrità, diversità, servizio, leadership e amicizia rotariana, valori che continuano a guidare le nostre scelte, e che ritroviamo negli obiettivi del nuovo progetto Rotary Food Box: cibo, cura, formazione e lavoro”.

Marcella Messina, Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo: “Con gli interventi di ascolto e assistenza, e l’offerta di percorsi di formazione per il reinserimento nel mondo del lavoro, la seconda edizione del Rotary Food Box ha superato il confine del progetto di solidarietà alimentare, per diventare testimonianza di un cambio di metodo, quello della collaborazione pubblico – privato – terzo settore, e soprattutto di visione delle politiche di welfare in cui il paradigma non è più solo quello dell’assistenza, pur importante, ma quello della sussidiarietà in cui la persona diventa protagonista di interventi flessibili e modulari rispetto alle diverse esigenze”.

Giulia Tagliapietra, Associazione Arenbì Onlus: “Arenbì Onlus è davvero molto felice di aver partecipato, anche quest’anno, in modo significativo al progetto Rotary Foodbox 2, destinando una quota delle risorse necessarie per il percorso che ha visto molte famiglie di Bergamo supportate nelle loro necessità primarie, quali cibo, cure, ascolto ed inserimento nel mondo del lavoro. Siamo pienamente soddisfatti della splendida organizzazione dei lavori, mediata in primis dal Rotary Club Bergamo Sud, e non vediamo l’ora di collaborare nuovamente”.

Fausto Gritti, Presidente Solco Città Aperta: “I nostri operatori hanno costruito, in raccordo con i servizi sociali, progetti personalizzati dopo la conoscenza delle esigenze della famiglia, che prevedono: l’individuazione delle persone da coinvolgere nel progetto lavoro, sostenere la famiglia con percorsi di orientamento e sostegno a servizi ed opportunità del territorio, per supporti di accessibilità al proprio domicilio, per sostegno per i minori includendo attività ricreative ed inclusive. La trasversalità di questo progetto che unisce il tema del cibo, del lavoro, della relazione e della prossimità testimonia in modo concreto e diretto il “welfare di comunità”.

Daniela Sonzogni, Regional Manager Lombardia Orientale Manpower: “Abbiamo aderito a Rotary Food Box insieme alla nostra Fondazione Human Age Institute perché la nostra mission è supportare le persone, soprattutto chi è stato più impattato dalla crisi, a rafforzare le proprie competenze e a riqualificarsi per restare occupabili. In un mondo del lavoro in continuo cambiamento, dove le skills fondamentali per rimanere competitivi si evolvono continuamente, è nostro compito aiutare le persone favorendo l’employability, rivolgendoci in particolare a coloro che incontrano maggiori difficoltà ad accedere al mondo del lavoro”

Gaia De Angelis, SBS Side By Side Associazione: “Aderire al progetto Rotary Food Box 2.0 ha consentito a SBS Side By Side Associazione di contribuire alla realizzazione personale e professionale dei beneficiari dell’iniziativa, favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro attraverso un percorso di formazione, orientamento al lavoro, scoperta e valorizzazione dei propri talenti, lavorando in modo sinergico con un partenariato di enti ed aziende di grande valore”.

I numeri del progetto

600 box consegnate

300 volontari coinvolti di cui 180 ragazzi del Rotaract

100 famiglie per 370 destinatari delle box

40 aziende coinvolte

30 famiglie con interventi ad hoc di cura, ascolto e sostegno

33 tirocini offerti

20 persone hanno frequentato il corso di avvicinamento al lavoro

9 persone “ad alta fragilità” sono state inserite in azienda con una nuova occasione lavorativa

5 enti e istituzioni del territorio

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