L'annuncio

“Condizioni di lavoro inaccettabili”: agitazione sindacale all’aeroporto di Orio

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo di Bergamo, unitamente alla Rsu, dopo un anno, hanno aperto da venerdì un nuovo stato di agitazione

Orio al Serio. “La misura è colma!” Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo di Bergamo, unitamente alla Rsu, dopo un anno, hanno aperto da venerdì un nuovo stato di agitazione nei confronti di BGY International Services, la società di assistenza a terra interamente controllata da Sacbo SpA, proprietaria dello scalo di Orio al Serio, perché, spiegano le Organizzazioni Sindacali, “le condizioni di lavoro sono drasticamente deteriorate oltre una inaccettabile soglia di non ritorno, gettando nello sconforto tutti i lavoratori già duramente provati da una lunga e sofferta situazione”.

Di fatto, dopo il biennio terribile della pandemia, durante il quale “la consueta operatività del terzo scalo italiano è stata assicurata con abnegazione e sacrificio da parte dei lavoratori” la direzione di BGY reitera l’incombere del recesso unilaterale dalla contrattazione integrativa aziendale, laddove, al contrario, i sindacati si aspettavano la necessità di dover recuperare la normalità che si era nel frattempo persa.

“Ci saremmo attesi l’apertura di molteplici tavoli attivi e disponibili al confronto con la neo eletta Rsu sulla verifica dei numerosi temi che oramai giacciono irrisolti tra i vari reparti – dicono i segretari Marco Sala, Pasquale Salvatore, Giacomo Ricciardi, e Ferruccio Fedeli. – Ci è stata invece offerta la solita litania che gli accordi commerciali con le compagnie aeree non permettono alcun margine per remunerare adeguatamente retribuzioni e diritti delle persone, ma anzi ponendoci aut aut rispetto alla sopravvivenza stessa della Società da dover garantire mediante pretese intese al ribasso sul costo del lavoro e l’organizzazione di turni più flessibili su tutte le 24 ore.

Un’azienda perennemente sul filo del rasoio finanziario che si dichiara strutturalmente impossibilita, quasi incapace, di poter offrire alle proprie donne e uomini, che hanno contribuito da anni in modo prioritario alla crescita esponenziale di Orio al Serio, quel trattamento che ci si attende da chi non solo gestisce commercialmente migliaia di voli, ma che soprattutto alimenta il profittevole volano economico determinato dal flusso di milioni di passeggeri ogni anno nei Terminal”.

“Questo modello organizzativo – continuano – non ci piace e non ce lo dobbiamo far piacere per forza se non produce ricchezza anche per i dipendenti. Per questo motivo, a corredo di tutta una serie di inadempimenti contrattuali e la mortificazione delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, che ancora subiscono aggressioni da parte di passeggeri senza apprezzabili soluzioni da parte della struttura, siamo costretti ad aprire di nuovo lo stato di agitazione ed ad assumere una serie di iniziative di lotta finché la situazione non verrà finalmente sanata. Riteniamo la vertenza aperta fino a quando le problematiche denunciate non troveranno una risoluzione positiva con la rappresentanza sindacale”.

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