Presentato il corto

“Questo libro è vivo”, della biblioteca Mai: negli occhi della diversità tutto l’amore per Bergamo fotogallery

Il video - realizzato da Officina della Comunicazione e promosso dalla Commissione Culturale della Biblioteca con il contributo dell’Associazione Amici della Biblioteca Angelo Mai - racconta il percorso di un gruppo di undici cittadini di Bergamo di nove nazionalità diverse che per la prima volta hanno visitato la Biblioteca e conosciuto il suo prezioso patrimonio.

“Quando sono entrata per la prima volta nella biblioteca Angelo Maj ero un poco timorosa, non sapevo cosa aspettarmi”. Maida Ziarati, nata in Iran, vive a Bergamo da ventisei anni. Ha percorso tantissima strada per arrivare in Sicilia, dove ha vissuto per un periodo. Poi l’arrivo a Bergamo. “Era inverno, le giornate avevano poca luce e di sera non vedevo persone per strada, l’impatto iniziale”, racconta Maida, che ora è una mediatrice interculturale, ha finito per innamorarsi della sua città. “Bergamo è ora parte di me”.

Anche per questo motivo ha deciso di partecipare a “Questo libro è vivo” un progetto di narrazione per la Biblioteca Angelo Mai. Un corto e undici podcast: ecco il risultato di quasi un anno di lavoro presentato giovedì 16 giugno nel Salone Furietti della Biblioteca Civica Angelo Mai di Città Alta.

Il video – realizzato da Officina della Comunicazione e promosso dalla Commissione Culturale della Biblioteca con il contributo dell’Associazione Amici della Biblioteca Angelo Mai – racconta il percorso di un gruppo di undici cittadini di Bergamo (An-Ying Lee, Arianna Lenzi, Basma Soliman, Claudio Breno, Maida Ziarati, Malika Abed, Mayya Hryhorkiv, Monier Peñuela García, Petronila del Carmen Jimenez Sinti, Roxana Niculina Stefania Ivan, Viktoriia Kalyna) di nove nazionalità diverse (Romania, Egitto, Ucraina, Perù, Taiwan, Marocco, Iran, Bolivia, Italia) che per la prima volta hanno visitato la Biblioteca e conosciuto il suo prezioso patrimonio.

“Si è creata una piccola comunità alla fine di questo percorso”, spiega Maria Grazia Panigada, esperta di narrazione in ambito museale e cofondatrice di Patrimonio di storie. Gli undici protagonisti, di cui dieci donne e un uomo, hanno partecipato a un progetto culturale che si è trasformato in una vera amicizia. “Le narrazioni sono individuali ma alla fine si è creata una vera comunità grazie all’ascolto reciproco e al lavoro svolto da cittadini per i cittadini”. Nelle testimonianze di Maida, An-Ying, Claudio e tutte le altre emerge il forte desiderio di stare assieme. “In questo ritrovarsi le opere aiutano – continua Panigada –. E durante la pandemia le opere ci hanno aspettato pazienti, ora non rimane che recuperare le relazioni”.

Nell’arco dei vari incontri i narratori hanno frequentato la biblioteca e scelto un oggetto delle sue collezioni su cui scrivere una narrazione che intrecciasse la storia del documento con la loro storia personale. Dall’incontro e dal confronto sono nati undici sguardi inediti e intensi sul patrimonio della Biblioteca Civica, intenso non solo come prezioso documento da studiare, ma come ponte per creare prossimità tra i cittadini e i luoghi della cultura.

“Con questo progetto mostra la biblioteca con un luogo di inclusione sociale – racconta Giovanni Berera ideatore del progetto – Il desiderio è quello di innamorare ancora di più i cittadini della biblioteca e del suo patrimonio”.

“La biblioteca è nel cuore del bergamaschi – continua -. Chi passeggia per la Corsarola di città alta rimane incantato. Quindi questo è l’obiettivo che ci siamo dati: raccontare la biblioteca da un pubblico più ampio e generico, ma con un target molto specifico: ossia le cittadinanze”.

“Noi bibliotecari siamo soliti dire che le biblioteche sono luoghi di democrazia – aggiunge la direttrice Elisabetta Manca – Sono il luogo a cui tutti devono accedere senza alcun tipo di distinzione”. È così che il secolare patrimonio della Mai diventa anche una esperienza di inclusività: gli undici protagonisti sono stati accolti come cittadini e da cittadini hanno svolto un lavoro a servizio della città e non solo.

“Il progetto nasce con l’intento di essere una esperienza pilota – spiega Nadia Ghisalberti, assessora alla cultura di Bergamo – Sono soddisfatta dell’esito di questo lavoro che mi ha convinta fin da subito”.

Da scopritori alla ricerca del tesoro della biblioteca Mai gli undici protagonisti di “Questo libro è vivo” sono diventati narratori delle proprie storie, guidati da Maria Grazia Panigada. Le narrazioni sono disponibili da oggi su Spotify.

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