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Automha, il presidente Togni: "Il futuro è il nord America ma io sogno il Vietnam" - BergamoNews
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Industrial Valve Summit 2022

Azzano san paolo

Automha, il presidente Togni: “Il futuro è il nord America ma io sogno il Vietnam”

La società leader nel settore dei magazzini automatici e delle soluzioni intralogistiche: "Oggi le aziende devono investire in logistica perché il mercato è molto esigente. A prescindere dalla qualità, è il servizio che conta"

Bergamo. Non potevano mancare, chiarisce il presidente Franco Togni. Anche Automha ha partecipato alla due giorni di eventi dell’Industrial Valve Summit, la fiera internazionale delle valvole industriali più importante in Europa, ospitata alla Fiera di Bergamo lo scorso 25 e 26 maggio.

Azienda leader nel settore dei magazzini automatici e delle soluzioni intralogistiche, Automha è nata nel 1979 proprio dall’intuizione di Togni. La sede è ad Azzano san Paolo, ma da decenni l’impresa si apre al mondo: oggi i dipendenti sono circa 250 tra Italia ed estero e la produzione si divide in Italia e in Cina. In Spagna, Messico, Canada, India e Stati Uniti (solo per citarne alcuni) si collocano invece le soluzioni e il service. Proprio nella direzione del servizio e dell’assistenza al cliente deve andare, secondo Togni, l’impresa di oggi.

“Il mercato ci sta dando ragione. Oggi le aziende devono investire in logistica perché il mercato è molto esigente. A prescindere dalla qualità, che dev’essere sempre un must, è il servizio che conta. Ormai il mercato è globalizzato ed è facilissimo comprare un prodotto online, perciò bisogna essere ben organizzati per mantenere il trend. Quindi avere un prodotto di qualità, la documentazione corretta, un buon service e un buon team di installazione”.

Con un mercato sempre più competitivo, un altro punto di forza delle aziende deve diventare l’internalizzazione. “Noi facciamo impianti di automazione ma tutte le macchine che abbiamo sono realizzate da noi, quindi siamo sia produttori che integratori. Il vantaggio è che forniamo prodotti con macchine che conosciamo e di cui sappiamo vita morte e miracoli”.

Il prodotto di cui sono più orgogliosi in Automha è senza dubbio Supercap, il primo vettore senza batteria, alimentato da un super condensatore, resistente a temperature di lavoro elevate (da -30 a +55 gradi). Qualità del prodotto ripete Togni, ma senza tralasciare il gusto estetico. Nel paese della bellezza, l’Italia, anche la bellezza del prodotto dev’essere un obbligo. “Il prodotto per vendere dev’essere bello. Le nostre macchine sono belle, puntiamo molto sul bianco. Sono un maniaco della precisione”.

Anche l’azienda di Azzano san Paolo ha preso parte a maggio a Ivs, la manifestazione internazionale dedicata alle valvole industriali nel panorama della Fiera di Bergamo, sebbene non con un ruolo di primo piano. “Abbiamo partecipato alla fiera perché ci sono quattro delle nostre aziende clienti nel bergamasco e nel lecchese – spiega Togni -. Non è proprio la nostra fiera ma abbiamo comunque creato questo piccolo stand per essere presenti. Oggi è importante mostrarsi e farsi conoscere, puoi anche non ottenere nessun feedback sul momento, ma se ci sei prima o poi ti notano”.

Difficile non notare Automha, impresa dal fatturato importante. “Nel 2022 potenzialmente raggiungeremo gli 80 milioni di fatturato in Italia, mentre il consolidato con l’estero dovrebbe arrivare a 120 milioni”. L’azienda di Togni è riuscita a sostenere il colpo inferto dalla guerra tra Ucraina e Russia, che ha fatto schizzare a prezzi fuori controllo materiali indispensabili per la produzione come il ferro.

“Abbiamo avuto incontri con i nostri fornitori, come Siemens, per organizzarci con pre ordini annuali dei prodotti che ci servivano. Non era mai successo di fare ordini annuali. Ma a fronte di tutte le difficoltà – reperimento dei materiali, aumento dei prezzi e del costo del trasporti, ritardi nelle consegne – in questo momento riusciamo a gestire il rapporto con i clienti con qualche ritardo che i nostri clienti hanno accettato”.

Non è stata una passeggiata in ogni caso. “La Russia per noi è un cliente importante, ma quello russo non è un mercato facile. Loro sono digiuni in termini di automazione. E in più ci siamo dovuti fermare per l’embargo in corso. La guerra ha bloccato le condizioni dei rapporti tra la Russia e tutta l’Europa. Speriamo finisca presto”.

L’allentamento delle restrizioni dovute al Covid, in particolare quelle sugli spostamenti internazionali, ha ridato finalmente sollievo e sicurezza in Automha, che ora riprende ad affrontare con fiducia le sfide del futuro. In questo momento un business rilevante si concentra nel distretto del food in Belgio e in Olanda, ma la vera risorsa è un’altra.

“Il mercato del futuro per noi è il nord America. È un paese molto esteso dove l’intralogistica non segue ancora i canoni di sviluppo che abbiamo in Europa, ma ha delle potenzialità enormi. E poi abbiamo un ottimo mercato anche nel tessile in India con 35 impianti automatici. I paesi emergenti stanno investendo molto per competere nell’automazione con America ed Europa”.

Automha è presente in quasi tutti i paesi del mondo. Sono pochi quelli in cui ancora bisogna atterrare. Qual è il prossimo obiettivo? “Il mio sogno personale è il Vietnam” rivela Togni, anche se per l’azienda augura un traguardo più importante. “Voglio che Automha ottenga la massima organizzazione interna per soddisfare le richieste del cliente – conclude il presidente – che oggi sono sempre più esigenti”.

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