L'esperienza

Dossena, viaggio in anteprima sul ponte tibetano più lungo del mondo fotogallery video

Sabato l'apertura ufficiale al pubblico, si accede solo su prenotazione. Per attraversare i suoi 550 metri, passo dopo passo lungo le 1200 pedate, ci vogliono circa 40 minuti. Il punto più alto raggiunge i 120 metri da terra

Dossena. Quaranta minuti sospesi nel vuoto, in mezzo al cielo di Dossena. Un passo dopo l’altro, sui 1200 gradini del nuovissimo ponte tibetano che, con i suoi 550 metri di lunghezza, collega il roccolo Corna Bianca al centro abitato del paese. Il percorso aereo recupera idealmente una parte del tracciato dell’antica via Mercatorum, andata perduta in seguito alla realizzazione della strada provinciale Dossena-Serina.

Il Ponte del Sole, questo il suo nome, sabato 11 giugno apre finalmente al pubblico dopo essere stato “testato” dalla popolazione del paese, invitata a provare in anteprima l’esperienza dal sindaco Fabio Bonzi e dall’Azienda Speciale Dossena, la società partecipata del Comune che gestisce l’attrazione.

Le prenotazioni, obbligatorie, sono aperte sul sito di Visit Dossena. L’auto si lascia nei parcheggi all’esterno del paese, dove si viene recuperati da un bus navetta che conduce gli intrepidi fino all’ingresso del ponte. Qui si viene imbragati e, prima di salire sulla piattaforma di legno che consente l’accesso al ponte, si partecipa ad un briefing per imparare ad utilizzare i moschettoni di sicurezza.

Imboccato il percorso si comincia a mettere un piede davanti all’altro lungo le pedate che lo compongono. Guardare a terra è obbligatorio, dato che tra una pedata e l’altra c’è il vuoto. Bisogna concentrarsi e cercare di camminare al centro di ogni gradino per evitare di far oscillare troppo il ponte. I moschettoni scorrono lungo una linea d’acciaio e ogni 15 metri bisogna farli passare in appositi blocchi.

Una volta capiti i movimenti si procede con maggior sicurezza ma l’altezza da terra comincia a diventare considerevole. A metà percorso c’è il punto più alto: siamo a circa 120 metri da terra, sotto c’è una cava di gesso, davanti il paese di Dossena e in lontananza le frazioni di San Pellegrino Terme. Tutto attorno boschi e prati e le cime dei monti Grigna, Gioco e Alben.

Passata la cava, ci si trova sopra ad un bosco e la vista dall’alto è davvero suggestiva: le chiome formano un tappeto che si muove, i rami e le foglie oscillano al vento, sembra un lago di morbido muschio. Ormai il traguardo non è lontano ma ci si sofferma volentieri ad ammirare il panorama. Scattare fotografie non è tanto semplice: innanzitutto c’è il rischio che il telefonino precipiti nel vuoto e poi bisogna mantenere l’equilibrio per maneggiarlo, oppure si può tentare di scattare con una mano sola reggendosi con l’altra alla fune metallica.

Il Ponte del Sole è il più lungo al mondo, a pedata discontinua e senza tiranti laterali. È composto da 3,5 chilometri di funi d’acciaio ed è costato 660mila euro, 600 finanziati dalla regione Lombardia e 60 dal Comune attraverso un mutuo di Cassa Depositi e Prestiti.

Il biglietto costa 25 euro, come spiega il sindaco Fabio Bonzi: “Il prezzo può sembrare elevato ma la quota serve per coprire i costi del parcheggio, il servizio di bus navetta, il lavoro degli operatori, tutti addestrati e specializzati per l’assistenza e per garantire la sicurezza. Quest’opera è una delle attrattive principali del nostro territorio e speriamo che riesca a rilanciare il tessuto economico della valle. Uno degli obiettivi è dare nuova occupazione, cosa che si sta già verificando con l’assunzione da parte di Azienda Speciale Dossena di figure specializzate. C’è poi il tema della ripresa del tessuto economico e commerciale del paese e della ricettività, che speriamo abbia un nuovo impulso grazie a questa attrazione. Il ponte è uno degli elementi clou di questa visione turistica, infatti la sua apertura ha avuto una risonanza a livello nazionale. Le prenotazioni sono già parecchie, ci aspettiamo un buon afflusso di persone nel corso di tutta l’estate”.

 

 

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