Torre boldone

Letizia Moratti in visita ai malati di AIDS a Casa Raphael

L'assessore regionale al Welfare è stata accompagnata anche dal consigliere regionale Niccolò Carretta e dall'assessore ai servizi sociali di Bergamo Marcella Messina

Torre Boldone. Letizia Moratti, assessore Regionale al Welfare, e i consiglieri regionali Barbara Mazzali e Niccolò Carretta, insieme ad alcuni funzionari, hanno fatto visita, mercoledì mattina, a Casa Raphael. casa alloggio che da anni si occupa dell’accoglienza di persone con HIV e AIDS. Oltre all’assessore erano presenti la presidente del Coordinamento Italiano Case Alloggio Maria Deghi e quello del Coordinamento Regionale Case Alloggio Giovanni Gaiera, Marcella Messina, in qualità di presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, Filippo Bianchi, consigliere comunale a Bergamo, e i rappresentanti dei Servizi Multidisciplinari Integrati del territorio Gilberto Giudici, Corrado Brignoli ed Enrico Coppola. Gli ospiti sono stati accolti da Paolo Meli, Presidente della Cooperativa Don Giuseppe Monticelli.

Un’occasione importante per valorizzare il lavoro svolto dalle Case Alloggio dagli anni 90 in poi, nell’accoglienza di persone con HIV/AIDS che, per molti anni, è stato un accompagnamento nella fase terminale della vita, senza terapie efficaci a disposizione e tra difficoltà enormi legate a stigma e pregiudizio.

Nel contesto della visita è stato anche ricordato l’impegno delle case stesse in termini di promozione della cultura dell’accoglienza e lotta allo stigma, oltre che per le azioni di prevenzione e promozione del test che, insieme alla rete delle organizzazioni afferenti a Bergamo Fast-track City, sono sviluppate sul territorio.

Le case hanno lanciato da tempo un appello per la situazione di insostenibilità economica acuita dal periodo dell’emergenza covid e legata a convenzionamenti del 2005 senza alcun adeguamento delle rette da allora.

La Moratti ha incontrati gli ospiti e ha dialogato a lungo con i presenti sottolineando l’importanza del lavoro che le case hanno svolto nel tempo, ricordando i tempi più bui, quando non c’erano farmaci efficaci, e portando la propria testimonianza diretta maturata nel contesto della Comunità di San Patrignano anche rispetto allo stigma e ai pregiudizi che circondavano la malattia.

L’assessore e il suo staff hanno garantito il proprio supporto nella transizione necessaria affinché il patrimonio di esperienza maturato da tutte le strutture di accoglienza presenti in Lombardia venga valorizzato e rilanciato sul territorio. È in atto, infatti, un percorso verso l’accreditamento della case alloggio che consenta di guardare al futuro con maggiore serenità.

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