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Il dubbio

Le parole di Gasperini: un appello alla società in vista del mercato?

In uno scenario nobile come quello dell'Accademia dello Sport l'allenatore nerazzurro si riprende la scena

Bergamo. C’è qualcosa di nuovo nell’aria anzi di antico, ricordate “mercato triste”?. Orbene, Gasperini nella versione che per sua ammissione intitola “sono migliorato con l’Atalanta “ e in uno scenario nobile come quello dell’Accademia dello Sport si riprende la scena per mandare nuovi messaggi alla società, che nei fatti non è più la stessa, con una precisazione “non ho avuto incontri con la nuova proprietà”.

Un’immediata precisazione a quella stampa che ipotizzava le sue dimissioni per poi lanciare qualche sms seppur dai toni pacati che per rispetto dei contratti in essere avrebbero dovuto rimanere nelle segrete stanze di Zingonia.

In sintesi Gasperini ha indicato tre vie, rimanere così con la conseguenza “questa squadra non è competitiva”, senza dire cosa lui farebbe, oppure inserire un paio di top player e in alternativa ringiovanire per costruire.

Per non entrare nella noia di un pensiero che alla vigilia della campagna abbonamenti collima con quello dei tifosi, quali sono gli obiettivi?

Dopo una notte a smaltire l’adrenalina della sconfitta con l’Empoli risulta che Gasperini e il fido Gritti, senza perdere tempo, di domenica e di prima mattina abbiano fatto una colazione in un noto ritrovo del centro città con il nuovo responsabile dell’area tecnica Lee Congerton.

A lui, soprattutto per il ruolo del gallese, Gasperini avrà direttamente anticipato le sue richieste, quello che lui definisce “ chiedo solo chiarezza”?

E se ha deciso di ripetersi in occasione di un incontro pubblico, non solo riservato agli addetti ai lavori, dobbiamo pensare che le risposte di Congerton non lo hanno convinto?

Ancor più interessanti alcune precisazioni che il mister ha fatto sui temi di mercato, quasi una difesa poco a zona, “Bellanova non è stato riscattato ma è un buon giocatore”, “ chi non ha fatto bene qui, difficilmente è esploso altrove”, senza ricordare Ibanez.

A parte non citare Musso e Boga, che comunque rimangono buoni giocatori in prospettiva, ha rincarato un concetto che suona come io non ho fatto mai mercato, “ mi è capitato di dire prendiamo un portiere, oppure ci serve un attaccante”. Quindi ha poi scelto Sartori?

Gasperini rimane l’allenatore che a Bergamo ha cambiato la storia, ben accompagnato dal lavoro della proprietà Percassi. Con situazioni più complicate e meno disponibilità finanziarie, vengono in mente Mondonico che portò la Dea in Europa, il primo Vavassori, a proposito dell’impiego dei giovani, pure il gioco di Del Neri.

Con questo vestito comunicativo Gasperini è secondo solo a Mourinho, per la serie metto le mani avanti, lo dico pubblicamente alla società e mi prendo il consenso del tifoso: quanto piaccia ai Percassi e al padrone americano è tutto da decifrare. Oppure erano stati avvisati ?

Senza dimenticare Orazio, “Iurare in verba magistri “, i maestri vanno ascoltati con intelligenza, non riecheggiati alla lettera.

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