Bergamo segreta

Un capolavoro nascosto dall’intonaco: la Chiesa del Corpus Domini e la Cappella del Risorto

A Pagliaro, frazione di Algua, c’è la struttura che deve il suo fascino al lavoro svolto da Maffiolo da Cazzano nel 1480 che dipinse l'intero presbiterio

Algua. I colori e le figure sono ciò che ci affascina maggiormente di un’opera d’arte.

È impossibile non rimanere incantati nel guardarle e cercare di comprendere il significato che l’autore voleva trasmettere.

Lo stesso fascino che ci ammalia ha talvolta rischiato di scomparire per sempre a causa di alcuni interventi umani che hanno celato temporaneamente la bellezza di queste opere.

È il caso della Cappella del Risorto che per diversi secoli ha celato lungo le proprie pareti alcuni capolavori del Quattrocento bergamasco.

Posta all’interno della chiesa del Corpus Domini presente a Pagliaro, frazione di Algua, la struttura deve il suo fascino al lavoro svolto da Maffiolo da Cazzano nel 1480 che dipinse l’intero presbiterio offrendo un vero e proprio esempio di Biblia Pauperum.

La nascita dell’edificio è datata in realtà all’inizio del XV secolo quando venne edificata una prima chiesetta appartenente alla parrocchia di Bracca e divenuta autonoma nel 1470.

Cappella deL risorto pagliaro Algua

L’intervento attuato nel 1494 non portò soltanto all’ampliamento della chiesa, ma anche alla rotazione di centottanta gradi della pianta originale inglobando così la piccola navata e l’antico presbiterio che presto si trasformò in una cappella laterale.

Nel corso dei secoli quest’ultima cambiò più volte destinazione venendo chiusa da un tavolato e dotata di un soppalco trasformando così il vano inferiore in un ripostiglio e quello superiore in un collegamento con la torre campanaria.

I dipinti vennero coperti da uno strato di intonaco venendo così dimenticati dai fedeli stessi sino al 1946 quando, durante una visita pastorale, il vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi chiese la rimozione del rivestimento e la conseguente ristrutturazione degli affreschi.

L’operazione venne completata negli anni successivi da Giovanni Frana che riportò la piccola abside all’antico splendore, lavoro che venne consolidato nel 1997 da Cristina Modina e Maura Laura Morelli.

Chiusa da una cancellata, la cappella presenta ancora l’aspetto originale con tanto di pianta rettangolare e copertura a volta a crociera archiacuta che rendono maggiormente visibili le immagini racchiuse nella sezione superiore.

A spiccare è il soffitto suddiviso in otto parti da un fregio decorato e all’interno del quale compare l’immagine del Cristo Pantocratore intento a benedire con la mano destra e a sorregge il mondo con la sinistra.

 

Cappella deL risorto pagliaro Algua

Caratterizzata dalla presenza delle stigmate e della ferita nel costato, la raffigurazione è circondata da centocinquatrè raggi, numero non casuale che richiama alla pesca miracolosa citata nel Vangelo di Giovanni.

Le vele che compongono la parte superiore della cappella ospitano invece le rappresentazioni dei Dottori della Chiesa a cui vanno aggiunte le figure di tre coppie di santi accompagnati da simboli che li rendono identificabili.

Sullo sfondo sono osservabili invece angeli abbinati ai simboli della Passione di Cristo oltre che alle allegorie di aria, terra e fuoco.

Discorso diverso per la parete centrale dove l’apertura di una finestra e della porta della fonte battesimale ha cancellato la maggior parte degli affreschi presenti e lasciando in vista soltanto le figure di San Bernardino, San Giovanni Battista, San Lorenzo e un santo vescovo che facevano da corona alla Crocifissione posta nel mezzo.

Più ricche appaiono invece le pareti laterali dove a destra compaiono quattordici riquadri raffiguranti alcune scene della vita di Gesù, mentre a sinistra viene illustrata in ventidue pannelli le tappe che hanno contraddistinto la Passione, la Resurrezione e l’Ascensione di Cristo.

 

Cappella deL risorto pagliaro Algua

Se il tempo ha in parte nascosto il fascino della Cappella del Risorto, lo stesso si è rivelato un gentiluomo regalando a turisti e fedeli la possibilità di tornare ad ammirare l’opera di Maffiolo da Cazzano.

Fonti

Centro storico culturale Valle Brembana, Comunità Montana Valle Brembana, Valle Brembana, una terra da scoprire. Storia, arte e ambiente di una Valle singolare, Bergamo, Corponove, 2021

Tarcisio Bottani, Wanda Taufer, Da Bergamo all’Europa. Le vie storiche Mercatorum e Priula, Bergamo, Corponove, 2007

 

Cappella deL risorto pagliaro Algua
Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI