L'intervista

Marcella Messina: “A breve le nuove infermiere di Comunità a Redona e Santa Lucia” video

"La forza del nostro operato è da cercare nella volontà di continuare a fare rete e vivere costantemente il territorio"

Bergamo. Un assessorato importante, per il quale l’amministrazione comunale ha scelto di investire, anche nel bilancio di previsione di quest’anno, 15.434.700 euro, con un incremento di 1.222.3000 dedicati in particolare a disabili, anziani e minori.

Marcella Messina, assessore alle politiche sociali del comune di Bergamo. Come è cambiata la prospettiva di intervento nel suo assessorato?

Le politiche di Welfare ci toccano tutti da vicino, ce lo ha insegnato il periodo della pandemia. E anche la volontà da parte dell’amministrazione di incrementare i fondi destinati al mio assessorato lo dimostra: questo significa infatti pensare e fare una politica di welfare di comunità, uscendo da una logica meramente assistenzialistica, prestazionistica ed erogativa, per pensare invece ad entrare nelle comunità.

Questo lo testimonia anche il grande lavoro di decentramento che è stato fatto nei quartieri e che continua: le prossime aperture infatti saranno Celadina, Città Alta, Santa Lucia, tutti poli importanti perché le persone possono portare lì le loro richieste e trovare le risposte.

Quali sono le grandi aree tematiche su cui si concentra il suo lavoro?

Molti sono i servizi in divenire, e questo è possibile anche grazie alla possibilità di fare rete con le famiglie, le associazioni e gli enti presenti sul territorio. E’ dentro la comunità che troviamo le risorse e questo è il primo obiettivo, come del resto la volontà di continuare a creare rapporti di partnerariato tra pubblico e privato: in questo senso dobbiamo smettere di pensare che il comune è una cosa e il territorio è un altro.

Al contrario, dobbiamo unire le forze, senza mai dimenticare che oggi i bisogni sono sempre più integrati, pertanto le risposte vanno costruite in maniera molteplice, con tanti riferimenti all’interno. Questo è il grande tema della domanda sociale dell’oggi, la famiglia va presa in carico dall’inizio alla fine del processo, in tutte le sue sfaccettature e in tutte le sue dinamiche.

L’istituzione non si sottrae a questa logica di comunità, al contrario diventa l’attore principale dell’azione, diventando così luogo di vicinanza ai cittadini. Il welfare di cittadinanza è uno dei focus del nostro operato e come tale, anche tenendo in considerazione il vivere comune, va continuamento incentivato, grazie anche al dialogo fitto ed incessante con il territorio.

Fondamentale è anche l’intervento in termini sanitari…

Assolutamente, basti pensare a come sono cambiate le esigenze, all’importanza delle figure di comunità e a quanto sia importante che le figure di riferimento siano sul territorio e a disposizione dei cittadini. A breve apriremo anche sedi per il servizio di infermiere di famiglia e comunità a Redona e Santa Lucia, e le nuove sedi dei Servizi sociali decentrati a Celadina, Città Alta e Santa Lucia.

Non si tratta di un luogo in cui vengono erogati i servizi, ma di orientamento dei bisogni, lavorando per creare punti unici di accesso. Diventa un nuovo modo di lavorare, una visione innovativa, con un linguaggio differente. Un po’ come avviene quando si parla di sensibilizzazione attraverso la cultura che diventa uno tra gli strumenti di cura.

Bergamo è capofila di un bellissimo progetto, Will, che riguarda tre regioni e 16 città sia di centrodestra che di centrosinistra, che si pone come obiettivo quello di fare welfare di comunità e contestualmente, generativo, innovativo, puntando anche sull’aggregazione della domanda, che in questo modo diventa universale.

Il comune ha restituito al cittadino la sua dignità sociale, anche attraverso una politica sociale differente…

La volontà è proprio questa e il nostro lavoro, fin dalle mie primissime azioni, va esattamente in questa direzione. Penso a quanto è stato fatto in stazione, al tema delle mense, a quello dell’emarginazione. E credo che il grado di soddisfazione sia palpabile, ovviamente ben sapendo che il margine di miglioramento c’è sempre e che possiamo sempre fare di più, grazie anche ai fondi che ci verranno messi a disposizione dal PNRR.

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