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Alla fiera dei librai

Ermal Meta a Bergamo: “Un libro, una storia per onorare le mie radici albanesi”

Nei personaggi di “Domani e per sempre” l’epopea di un popolo, quello albanese, che ha attraversato la storia in punta di piedi, ma portando sulle spalle un peso insormontabile

Bergamo. “Quando ho avuto la prima scintilla sulla storia di questo libro, non sapevo cosa sarebbe diventata. Proprio come mi succede con le canzoni. Ma questa idea non mi abbandonava e alla fine ho scritto un romanzo”.

Nel presentare il suo primo romanzo alla fiera dei librai, “Domani e per sempre” edito da La Nave di Teseo, Ermal Meta, cantautore albanese arrivato in Italia all’età di tredici anni, ha raccontato una parte importante di sé al numeroso pubblico. Dall’arrivo in Italia, alla vita in Albania, ai momenti in cui la musica non c’era nella sua vita.

Nei personaggi di “Domani e per sempre” c’è Albania, le radici ha cui lui ha voluto rendere omaggio. “Attraverso la storia di un uomo e del suo peregrinare ho voluto raccontare la storia e l’epopea di un popolo, quello albanese, che ha attraversato la storia in punta di piedi ma portando sulle spalle un peso insormontabile”, spiega Ermal Meta.

“Ho sentito l’obbligo morale di restituire qualcosa alle mie radici – aggiunge – Una parte della storia di questo continente merita di essere conosciuta”.

L’amore per la propria terra vive nel piccolo Kajan, il protagonista del romanzo che attraverso quasi mezzo secolo di storia europea. “1943 l’Albania è occupata dai nazisti. Kajan ha sette anni e vive con il nonno Betim, che cerca in tutti i modi di tenerlo lontano dal dolore della guerra – racconta Meta – I genitori del bambino son partigiani che combattono l’avanzata tedesca”.

Ma la guerra arriva anche a casa del piccolo Kajan. “Cornelius soldato tedesco disertante, bussa alla porta di Betim per chiedere aiuto – aggiunge il cantautore – Cornelius, che prima della guerra era un musicista, insegnerà a Kajan a suonare il pianoforte: questo gli cambierà la sua vita”.

Musica e storia, le due passioni di Ermal Meta, sono le due colonne del romanzo. “Di una cosa ero certo, se mai avessi scritto un romanzo sarebbe stato un romanzo storico – rivela – Ho la fortuna di essere stato un grande appassionato di storia sin dai tempi della scuola”.

“Certo, scrivere un libro non è come scrivere le canzoni, ma tutti questi anni di musica mi hanno insegnato a indossare una pelle che non è la mia e a guardare con gli occhi che non sono miei”. Attraverso le immagini e i volti descritti dal narratore il lettore attraversa l’Europa dal Dopoguerra fino alla fine degli anni Novanta. Un viaggio frutto di un lavoro minuzioso di ricerca, studio dei territori e degli ambienti.

“Ho riletto sette volte il romanzo prima che andasse in stampa”, racconta l’autore. I primi lavori di stesura sono iniziati ad aprile 2020, e sono continuati anche a febbraio 2021, quando il cantante partecipava per la terza volta al Festival di Sanremo. “Tra una intervista e l’altra mi ritrovavo a scrivere. Anche nei momenti di registrazione il pensiero era fisso sulla storia: dovevo finirla”.

Un battesimo letterario che ha totalmente coinvolto l’artista.

Alla fine della presentazione una mano si alza dal pubblico “Pensi di scrivere un altro romanzo?”. La risposta di Meta è immediata: “Sì, lo scriverò”.

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