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La presentazione

“Santo Spirito a Bergamo: un edificio nella Storia”

Gli istituti educativi nel complesso della Fondazione Istituti Educativi di via Tasso. Lo storico Fabio Gatti racchiude in un libro la storia del Chiostro di Santo Spirito, dal 1532 ad oggi

Bergamo. È stato presentato nella mattina di sabato 4 giugno all’interno del palinsesto della Fiera dei Librai 2022 in Piazzale degli Alpini di Bergamo, il volume “Pietas ad omnia utilis: Orfanotrofi e istituti educativi nella storia di Bergamo”, curato dalla Fondazione Istituti Educativi.

Ad intervenire sono stati l’autore professor Fabio Gatti, il Presidente di FIEB Luigi Sorzi e la restauratrice e conservatrice della collezione di Opere d’arte della Fondazione Beatrice Bolandrini.

La storia degli Istituti Educativi ha vita secolare, da sempre intrecciata con il complesso di Santo Spirito, nel cuore della città orobica.

“Già nel 1532 – ha illustrato il professor Fabio Gatti – San Girolamo Miani fondò l’Orfanotrofio Maschile poi denominato Casa dei Poveri di San Martino, l’Ospitale Laico delle Orfane divenuto poi Orfanotrofio Femminile del Conventino e del Soccorso e alla Casa delle Convertite, denominata poi Casa delle Donne in ritiro ed infine Istituto del Divin Redentore. Dopo la secolarizzazione dei Canonici Regolari Lateranensi – l’ordine che nel 1476 era subentrato ai Celestini nel convento di contrada Santo Spirito, in corrispondenza dell’odierna via Tasso dove ancora oggi ha sede la Fondazione Istituti Educativi – il complesso fu subito ritenuto adatto ad accogliere l’orfanotrofio maschile allora ospitato in un edificio di via Masone. L’orfanotrofio rimase in via Tasso fino al 1812, per poi farvi ritorno nel 1866 e rimanervi fino agli anni a ridosso della Prima Guerra Mondiale. Nel frattempo, però, tra anni Venti e Quaranta dell’Ottocento il complesso aveva ospitato anche il «Pio Luogo del Soccorso», altro istituto educativo-assistenziale fondato agli inizi del Seicento per l’accoglienza delle ragazze abbandonate e perciò pericolosamente esposte alla prostituzione”.

Gli spazi del chiostro di Santo Spirito hanno quindi sempre avuto un ruolo fondamentale in relazione alla prospettiva educativa dei giovani bergamaschi. Ha proseguito infatti il presidente FIEB Luigi Sorzi – “Il complesso di via Torquato Tasso, nel cuore del centro cittadino, non è solo ricchissimo dal punto di vista artistico e culturale, ma anche dal punto di vista storico, tanto da poter essere considerato un vero e proprio scrigno di memorie legate alle vicende e all’educazione della storia di Bergamo. La nostra Fondazione nasce dalla trasformazione degli ‘Istituti Educativi’, istituzione pubblica di assistenza e beneficienza nata a sua volta dalla fusione di realtà secolari che hanno fornito accoglienza, mantenimento, istruzione e formazione professionale ai giovani poveri della Città e della provincia di Bergamo. Nel momento della sua nascita, la Fondazione aveva l’obiettivo di tutelare la qualità della vita dei minori soli e delle famiglie in condizioni di marginalità sociale. Con il tempo il nostro obiettivo si è evoluto, ma al suo centro è rimasto il medesimo fulcro: promuovere la qualità della vita e intervenire sulla marginalità sociale, attraverso iniziative di carattere educativo e formativo delle giovani generazioni”.

Il volume, realizzato con la cooperazione dell’Archivio Bergamasco, verrà stampato e reso disponibile al pubblico nel mese di ottobre e sarà la prima ed unica ricostruzione dettagliata della storia delle istituzioni benefiche a favore dell’infanzia abbandonata nel bergamasco, dal 1500 ai giorni nostri, con un interessante approfondimento sui metodi educativi e sulla pedagogia dei tempi. Materiale grafico, pittorico e fotografico correderà l’opera.

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