Azienda dalmaggioni

La testimonianza dell’agricoltore: “Siccità e aumento dei prezzi ci tagliano le gambe” video

L'azienda agricola di Osio Sopra produce latte per la Parmalat: "Possiamo bagnare i campi ogni 15-18 giorni e l'erba o non cresce o si secca. I concimi passati da 33 a 123 euro al quintale, il gasolio è raddoppiato"

Osio Sopra. La siccità, l’aumento del costo del carburante, dei mangimi e dei fertilizzanti stanno mettendo a dura prova l’agricoltura bergamasca.

Ne dà testimonianza Giuseppe Dalmaggioni, titolare, insieme alla moglie Emanuela Bracchi e ai figli Thomas e Angelo, dell’omonima azienda agricola di Osio Sopra, che produce latte per conto della Parmalat.

Per nutrire le sue 360 mucche, l’agricoltore utilizza prevalentemente foraggio e cereali dei suoi campi, circa 100 pertiche di terreno. Ma in questo periodo “invece delle solite 70/80 balle, siamo riusciti a produrne solamente 23. L’erba senz’acqua non cresce e la poca che spunta viene bruciata dal sole”, spiega.

I canali d’irrigazione hanno poca acqua: “Noi per irrigare ci appoggiamo alle rogge Serio e Brembilla, che momentaneamente hanno ancora una portata invernale. Abbiamo le cartoline rosse con orario ridotto, la turnazione quindi salta e possiamo bagnare ogni 15-18 giorni. Speriamo che piova, così le rogge si possono calibrare sulle portate estive, altrimenti ne risente tutto il settore. Quest’anno abbiamo prodotto come taglio circa 800 balle di fieno, di solito ne produciamo 1400. E non riusciamo nemmeno ad acquistarli perché c’è una grande carenza in tutta la provincia e se c’è ha un costo notevole”.

Il carburante è passato da 75 centesimi al litro a 1,40 euro e per irrigare i campi le pompe consumano parecchio gasolio, senza contare quello che serve per far funzionare i macchinari agricoli.

I concimi lo scorso anno costavano 33 euro al quintalequest’anno siamo sui 123 euro a quintale e su ordinazione, altrimenti rischi di non riuscire a trovarli. La guerra in Ucraina incide molto su questo aspetto, perché l’ammoniaca che serve per produrre i concimi viene prodotta nei paesi dell’Est europeo”.

Un lavoro, quello della famiglia Dalmaggioni e di tutti gli agricoltori e allevatori come loro, di grandi sacrifici: “Questo settore è così, ci sono fattori che non puoi determinare e che rischiano di mandare all’aria tutto il nostro impegno. La siccità, la grandine, i prezzi che aumentano, sono tutte cose che non dipendono da noi. Ci sostiene la grande passione per ciò che facciamo”, conclude Emanuela.

 

 

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