L'emergenza

Dalla siccità alla grandine: sequenza drammatica per gli agricoltori bergamaschi fotogallery

Orzo, mais, frumento, soia, orticole: la grandine è uno degli eventi più dannosi in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca

Si procede alla conta dei danni nella campagna bergamasca dopo la forte grandinata che nelle ultime ore ha colpito alcune aree del territorio già duramente provato dalla siccità. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Bergamo con i tecnici che sono al lavoro per stilare un primo bilancio tra le aziende agricole colpite.

Da una prima ricognizione – precisa Coldiretti Bergamo – risulta che i chicchi di ghiaccio, che sono arrivati ad essere grandi anche come albicocche, hanno colpito in particolare i comuni dell’hinterland di Bergamo e della bassa pianura.

Problemi si registrano sull’orzo in maturazione, sono state triturate le prime foglie di mais ed è stato rovinato il frumento già avanti nella crescita. La soia è stata distrutta e le orticole sono state fortemente danneggiate.

La grandine è caduta su una campagna assetata, messa a dura prova da un lungo periodo senza acqua. Gli agricoltori speravano nell’arrivo della pioggia per allentare gli effetti della siccità – sottolinea Coldiretti Bergamo –  invece si sono visti arrivare una pioggia di ghiaccio.

La caduta della grandine nelle campagne – evidenzia Coldiretti Bergamo –  è uno degli eventi più dannosi in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi. Una calamità che si ripete sempre con maggiore frequenza, ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici – conclude  Coldiretti Bergamo – dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione del clima che fa soffrire l’agricoltura con un conto di 14 miliardi di danni in un decennio a livello nazionale, tra perdite della produzione e danni alle strutture e alle infrastrutture.

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