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Il summit delle valvole: dopo il blocco a Est per la guerra Russia-Ucraina lo spiraglio di altri mercati - BergamoNews
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Il summit delle valvole: dopo il blocco a Est per la guerra Russia-Ucraina lo spiraglio di altri mercati

Incontro con Giovanni Zimello, amministratore delegato di Alfa Laval Olmi Spa di Suisio e altri imprenditori bergamaschi

Bergamo. “Fino a febbraio, il mercato russo rappresentava il 14% circa del nostro export. Naturalmente, la crisi in corso in Ucraina ci ha imposto di iniziare a cercare, e trovare, alternative. Quando abbiamo saputo che Ice, Anima e Ivs avrebbero organizzato, subito dopo la due giorni dell’International Valve Summit di Bergamo, un incontro con Ceo, Tecnici e Buyers di imprese asiatiche, africane e brasiliane operanti nei settori delle valvole oltre che nella costruzione di impianti, abbiamo aderito senza indugi”.

Giovanni Zimello, Amministratore delegato di Alfa Laval Olmi (nel cui stabilimento di Suisio si producono scambiatori di calore destinati al comparto petrolchimico e alle centrali energetiche), spiega così la presenza, sua e di un paio di collaboratori, all’incontro ospitato in una sala convegni della Fiera di Bergamo.

Mentre nei padiglioni – in cui, nelle due precedenti giornate, erano transitate 12mila persone, fra espositori e visitatori – erano in corso i lavori di disallestimento dell’evento fieristico, la Sala Caravaggio ha accolto una trentina di ospiti stranieri, provenienti da una dozzina di Paesi di tre Continenti (Asia, Africa e Sud America), che ha incontrato vertici e management di una mezza dozzina di imprese italiane interessate a prendere contatti finalizzati all’avvio di nuove relazioni industriali.

“Noi – prosegue Zimello – siamo venuti a questo appuntamento in tre. E, nella mezz’ora circa a disposizione, abbiamo parlato con una quindicina di colleghi stranieri. Fra loro, quelli provenienti da Ghana e Nigeria sono quelli che ci hanno ‘stuzzicati’ più di tutti”.
Di più, l’AD della filiale italiana (60 milioni di giro d’affari, 200 dipendenti) della multinazionale svedese (4 miliardi di ricavi) non aggiunge.

Soddisfatti per quest’iniziativa a margine di Ivs, si sono detti Antonio Passarelli (a Bergamo, in rappresentanza dell’Ice), Alessandro Durante (di Anima Confindustria) e Luca Pandolfi (Pm di Ivs nonché funzionario di Confindustria Bergamo).
Al di là delle presenze registrate, mercoledì e giovedì, che hanno dato l’idea di una voglia di riscatto, i tre manager sono certi di aver contribuito, ognuno per la sua parte, a dare un’altra mano alla ripartenza della città: dall’accoglienza alla ristorazione fino alla promozione della cultura.
Per non parlare delle potenzialità turistiche. Un evento internazionale di questa portata e richiamo ha permesso di far conoscere, anche se ad un pur limitato numero di persone – tanto qualificate però per i poteri decisionali di cui dispongono quanto rilevanti per le capacità di spesa che hanno – un sito che se talune carte geografiche non riportano e parecchie agenzie di viaggio straniere nemmeno contemplano nel ventaglio delle offerte, tutto il mondo ha però drammaticamente imparato a conoscere per essere stato l’epicentro italiano della pandemia scoppiata nel febbraio 2020.

“Peccato che abbiamo potuto visitare la città vecchia solo nelle ore notturne” commenta Serkan Akdeniz, ingegnere della turca Enka (2,9 miliardi dollari di ricavi nelle sue 4 business lines: Ingegneria e costruzioni, Energia, Immobiliare e Commercio), lasciando intuire la possibilità di un ritorno, “meglio se abbinabile alla nascita di qualche business con imprese di questa regione”.
Chissà mai che, con queste premesse, il sistema-città non riesca ad attrezzarsi ancor meglio per la 5ª edizione della Fiera, già fissata per il 15 e 16 maggio 2024.

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