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Carvico forma imprenditori in Africa: "Il nostro impegno per sostenere il lavoro locale" - BergamoNews
Industria

Carvico forma imprenditori in Africa: “Il nostro impegno per sostenere il lavoro locale”

L'azienda tessile bergamasca ha recentemente aperto un impianto produttivo in Etiopia, entrando a far parte della E4IMPACT Foundation che da oltre 12 anni supporta l’avvio e la crescita di nuovi business nel continente africano

Carvico. Investire nelle risorse umane e credere nella formazione personale e professionale, a Bergamo come in Africa. È con queste premesse che Carvico, tra le aziende leader nella produzione di tessuti tecnici elasticizzati indemagliabili, entra a far parte della E4IMPACT Foundation, che da oltre 12 anni supporta l’avvio e la crescita di nuovi business nel continente africano, trovando molte affinità con la filosofia della fondazione: favorire lo sviluppo sostenibile delle economie emergenti, supportando la formazione di una nuova generazione di imprenditori ad alto impatto sociale e ambientale.

“Sostenere E4Impact – dichiara Laura Colnaghi Calissoni, presidente e amministratore delegato del Gruppo Carvico – nella formazione di imprenditori africani significa contribuire allo sviluppo responsabile del continente e incidere concretamente nella crescita di una popolazione dalle forti potenzialità. È sempre in quest’ottica che la nostra azienda ha recentemente dato vita a un nuovo importante impianto produttivo in Etiopia, caratterizzato da strutture e tecnologie altamente avanzate. Siamo orgogliosi di aver progettato e organizzato la Carvico Ethiopia Plc ponendo grandissima attenzione alla tutela dell’ambiente, valorizzando le persone, la maggior parte delle quali viene selezionata e formata sul territorio, con l’obiettivo di accrescere la formazione professionale all’interno della regione Amhara e dell’Etiopia in generale”.

Sostenere il singolo per fare il bene della collettività. “La nuova collaborazione tra Carvico SpA e la Fondazione – oggi presente in 18 paesi africani che ha formato oltre 6 mila imprenditori e contribuito alla creazione di oltre 16 mila posti di lavoro, sottolineando dall’azienda bergamasca – sancisce un’unità di intenti volta alla crescita e allo sviluppo di un continente che rappresenta, sotto molti punti di vista, il futuro dell’Europa”.

La storia di Samuel Bakari

Samuel Bakari è un imprenditore del Kenya e fondatore di Njabini Wool Crafters, una società cooperativa nata nel 2004 che produce artigianalmente capi di lana di alta qualità. L’attività, tra le altre cose, responsabilizza gli allevatori di ovini e sostiene la conservazione del Macronyx Sharpei, specie in via di estinzione. La cooperativa fornisce inoltre occupazione e competenze a giovani e donne locali.

L’attività è direttamente collegata alla conservazione del Kinangop Highland Grassland, una delle più importanti aree di biodiversità e uccelli del Kenya. Offrendo un mercato equo per la lana locale, incoraggia gli allevatori di ovini a conservare i pascoli naturali anziché convertirli in terreni agricoli.

La cooperativa esporta in diversi Paesi – tra cui Stati Uniti, Germania e Regno Unito – e conta 30 membri, un team di 5 persone e ha creato più di 10 posti di lavoro lungo la catena del
valore.

 

Carvico tessuti Africa

 

Nel corso degli anni ha ricevuto più di 200,000 dollari come sovvenzione per la conservazione e le attività di workshop.

Njabini lavora a fianco degli agricoltori, educandoli e incoraggiandoli a gestire correttamente le pecore. Allo stesso tempo, crea un’opportunità per gli agricoltori di aumentare il loro reddito a livello familiare, prendendosi cura della natura. La loro missione è riunire giovani, membri della comunità locale e agricoltori con un interesse comune nel migliorare il valore della lana.

Quando è nata l’azienda, nessuno aveva competenze in materia di imprenditorialità o sviluppo aziendale. Avevano bisogno di competenze specifiche per gestire l’attività, così Samuel ha deciso di partecipare al programma di accelerazione E4Impact a Nairobi, che ha aiutato molto lo sviluppo dell’attività.

“Il programma E4Impact Accelerator – ha dichiarato Bakari – è stato utile perché ci ha aiutato a pensare come un’impresa e a costruire un modello per gli artigiani della lana Njabini”.

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