Quantcast
All'Accademia dello sport lo show del padel con i campioni della Serie A: trionfano Parolo e Paganin - BergamoNews
A cura di

Accademia dello sport

Giorno 6

All’Accademia dello sport lo show del padel con i campioni della Serie A: trionfano Parolo e Paganin fotogallery

Tantissimi ospiti illustri nel pomeriggio di giovedì 26 maggio: tra gli altri Cristiano Doni, Cristian Brocchi, Dario Marcolin, Michele Marcolini, i gemelli Zenoni, Emanuele Filippini e Massimo Carrera

Bergamo. A trionfare sul campo da padel sono stati Marco Parolo e Massimo Paganin, ma a vincere è stata soprattutto la solidarietà.

Un obiettivo ben chiaro ai tanti ex calciatori protagonisti sui campi italiani negli ultimi 20 anni che hanno dato la propria disponibilità per un torneo lungo sei ore, a scopo benefico in favore dei progetti dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà.

Nella splendida location della Cittadella dello Sport di Bergamo, si sono sfidati Emanuele Filippini, Damiano e Cristian Zenoni, Cristiano Doni, Massimo Carrera, Michele Marcolini, Riccardo Maspero, Marco Giandebiaggi, Marco Osio, Cristian Brocchi, Massimo Paganin, Dario Marcolin, Marco Parolo, Davide Possanzini e Mattia Altobelli. 

Schierati a coppie e divisi in due gironi, hanno dato vita a incontri avvincenti che hanno pian piano disegnato il tabellone finale: Parolo-Paganin hanno chiuso imbattuti, piegando in finale Simone Pesce e Michele Marcolin. 

“C’ è la competizione e quindi la voglia di vincere – ha spiegato l’ex laziale Parolo, ora commentatore in tv -. Il bello è tornare alla normalità, come si è visto negli stadi. La stessa passione e la stessa voglia che avevo in campo la metto anche dietro al microfono per chi ci segue da casa. È stato un campionato bellissimo, tutti gli stadi erano pieni, c’era entusiasmo per ripartire. Si sta tornando ad amare lo sport e il calcio”.

Insieme a lui Massimo Paganin, uno che negli anni è sempre stato protagonista al Tennis e vicino alle iniziative dell’Accademia. “È un piacere tornare proprio da Bergamo dove è iniziato tutto nel 2020 –spiega l’ex difensore atalantino-. Siamo vicini a chi è sofferto e dopo due anni è bello ritrovarsi: bisogna pensare a cosa ci regala la vita e apprezzarla sempre. Si gioca in due contro due a padel, la competizione è altissima, il livello sale subito e ti gratifica poter competere ancora. È stata una stagione emozionante fino alla fine, non si può mai dare nulla per scontato, è il bello del calcio: dobbiamo crescere come Paese, gli altri ci stanno distanziando troppo e credo che l’Atalanta sia un modello per questo”.

Naturalmente come ogni anno, Cristiano Doni torna al torneo dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà, questa volta nel padel e insieme ad un altro ex capitano, Massimo Carrera: “È stato uno dei campionati più interessanti, l’Atalanta se l’è giocata fino all’ultimo –sono le parole di Doni -. Stiamo parlando sempre dei primi posti, io capisco che i bergamaschi sono stati abituati bene, ma questo gruppo anche quest’anno ha dato tutto. L’Atalanta resta una delle squadre più belle da vedere, resta un riferimento per tanti. La Var? In Europa è usata molto meglio, c’è meno esasperazione a ricorrerci sempre, bisognerebbe usare un criterio corretto, in Italia ci sono stati troppi errori, serve un sistema per migliorarla”.

In semifinale è arrivato anche Dario Marcolin, ex laziale e ora commentatore per Dazn, impegnato con l’ex milanista Cristian Brocchi: “Anche per me è la prima volta al torneo dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà e sono contento, innanzitutto, di fare del bene. Poi ritrovarsi tra noi giocatori fa sempre piacere, è una bella cosa e il padel ormai ci unisce, è diventata una malattia. Il mondo dei calciatori e degli ex ha sempre una grande sensibilità. Il livello del gioco è buono, il padel ci ha dato una seconda vita: strategia, fisicità, competizione, tecnica. Gli ex calciatori sono agguerriti come pochi, sfidarsi è sempre bello. L’Atalanta? Può darsi che i cicli, come iniziano, possano anche finire. Gasperini ha fatto molto bene, al sesto anno ci sta che certe situazioni possano essere cambiate. Io avevo un allenatore, Sven Goran Eriksson, che diceva: ‘Mai stare più di tre anni nella stessa squadra, per avere entusiasmo, una vita nuova e qualcosa da dimostrare’. I cicli nel calcio succedono: al Milan di Sacchi, alla Fiorentina di Prandelli e ora magari anche a Gasperini all’Atalanta. Ora c’è una scelta da fare: puoi fare come il Manchester United che per 25 anni ha tenuto Ferguson come allenatore e cambiava i giocatori. L’Atalanta può tenere questa strategia o provare a cambiare allenatore e cambiare filosofia. Però Gasp ha fatto talmente bene…Bisogna però chiedere anche a lui se ha ancora entusiasmo, non solo ai giocatori”.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI