Quantcast
Nessun trofeo e prima volta senza Europa: anche Gasp ha colpe? - BergamoNews
L'analisi

Nessun trofeo e prima volta senza Europa: anche Gasp ha colpe?

L'immensa riconoscenza per l'allenatore non è in dubbio e lo testimonia il tributo alla fine di Atalanta-Empoli: alcune scelte durante l'anno, però, non hanno convinto a pieno

Bergamo. Fuori da tutto e ancora senza alcun trofeo: anche Gasperini ha colpe?

Premettiamo una cosa: la riconoscenza per i risultati della sua gestione è immensa e lo testimonia il tributo del pubblico alla fine della gara con l’Empoli. La migliore risposta dopo un ottavo posto che non accontenta le ambizioni e gli obiettivi di inizio stagione, soprattutto dopo un girone di andata con record di punti.

In Italia il gioco espresso in questi anni possiamo definirlo rivoluzionarlo, mentre in Europa l’Atalanta ha dimostrato di poterci stare perché ha saputo apprendere anche dalle sconfitte feroci, partendo, proprio per fare un esempio, dallo 0-4 di Zagabria.

Allora perché questo ottavo posto? Ci sono errori che possiamo imputare all’allenatore per la stagione appena terminata?

Vediamoli nell’ordine cronologico, partendo e accorpando la rosa limitata come lui ha sempre voluto ai tre obiettivi, senza al momento opportuno fare una scelta.

Ad esempio: non sarebbe stato meglio, ad un certo punto, concentrarsi sulla Coppa Italia?

La conseguenza sono diventati gli infortuni muscolari: solo usura per i ripetuti impegni o sono figli di allenamenti implacabili accompagnati da frettolosi recuperi? Altro condizionamento di stagione.

Ci sono poi le reazioni agli errori arbitrali, alcuni davvero clamorosi. Con una classe arbitrale ancora molto corporativa sono diventati un boomerang, serve un addetto all’arbitro di comprovata esperienza e diplomazia. Errore da dividere con la società che in questo caso lo ha male assistito.

E veniamo alle scelte non solo tecniche, per parlare della ripetuta e a tratti inspiegabile rinuncia a Pasalic o all’impiego di Pessina, che al rientro dall’infortunio è sembrato non trovare identificazione nello scacchiere del mister: dietro la punta o centrocampista ha finito per non ritrovarsi.

De Roon non ha il passo da difensore, la scelta per trovare un posto a Koopmeiners non ha mai pagato, eppure i difensori di ruolo non mancavano di certo. E qui Demiral in panchina per le ultime cinque partite è una scelta assai bizzarra. E il mister non lo ha spiegato.

Maehle con la maglia della sua Nazionale è stato spesso decisivo, per le scelte di Gasperini è finito dietro perfino l’ultimo Hateboer, quando non scavalcato da Pezzella. E sugli esterni dopo la cessione di Gosens non si è più giocato, con il risultato che non sono venuti i gol che avevano celebrato il gioco della Dea.

Considerato che i maestri come lui vanno ascoltati con intelligenza, non riecheggiati alla lettera, la società lo conferma al 100% (con un contratto assai oneroso), mentre lui risponde che “sì, se con le stesse vedute”: quindi vorrà puntare su giocatori già pronti o su elementi di prospettiva che hanno fatto la fortuna dei bilanci?

La speranza è che vengano definiti il prima possibile gli obiettivi sportivi per la prossima stagione, tipologia e costi degli abbonamenti compresi, con i Percassi in viaggio per gli States a trovare una quadra con l’azionista di maggioranza, che rappresenta una novità non di poco conto.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Iscriviti a Friends! >>
Più informazioni
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI