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L'ex presidente Alessandro Ruggeri: "Un anno di transizione, l'Atalanta riparta da Gasp" - BergamoNews
L'intervista

L’ex presidente Alessandro Ruggeri: “Un anno di transizione, l’Atalanta riparta da Gasp”

"Ma il mio giudizio è comunque positivo". Domenica 22 maggio ha fatto battezzare il figlio Ivan

Bergamo. Ivan Ruggeri è stato battezzato domenica 22 maggio nella chiesa di Borgo Santa Caterina dal parroco monsignor Pasquale Pezzoli. “Mia mamma era molto commossa” spiega Alessandro, che con la moglie Gae ha fatto battezzare il figlio Ivan. E per Daniela Ruggeri, moglie dell’ex presidente dell’Atalanta come per la figlia Francesca (sorella di Alessandro) “sono sempre momenti speciali, il ricordo di papà é sempre vivo”.

Domenica si è anche concluso il campionato di Serie A, che giudizio dà Alessandro Ruggeri sull’Atalanta? “Chiaro che se andiamo a vedere gli ultimi anni questo è meno positivo dei precedenti. Però secondo me è comunque positivo: ci sono stati tanti infortuni, una cessione societaria importante. Il mio giudizio è positivo. Poi magari senza Europa verrà a qualcuno di storcere il naso”.

Fino all’ultimo la squadra è rimasta in corsa… “Appunto, perciò lo giudico un anno positivo o comunque si può vedere come un’annata di transizione, con la speranza che Gasperini stia ancora con l’Atalanta tanti anni. Vorrà dire che la squadra si concentrerà di più su campionato e Coppa Italia. Fimo a pochi mesi fa ha giocato ogni tre giorni, è anche fisiologico che si possa rifiatare”.

Secondo lei quindi l’impegno soprattutto in Europa League ha pesato molto? “Io dico di sì, insieme agli infortuni muscolari e non, alla mancanza di Ilicic e tutta una serie di cose che hanno portato a questa situazione. Prova ad avere Zapata tutto l’anno e le cose cambiano. Ma è inutile rimpiangere. Spero sia stata un’annata di transizione, in attesa della prossima che sarà la prima con una comproprietà e quindi anche tanta curiosità. Difficile dire adesso come sarà, io penso sia qualcosa di positivo (la cessione agli americani, ndr), ormai il trend è quello. Non sono negativo, ma curioso”.

Si riparte da? “Da Gasp che con la società è l’artefice di quel che è stato fatto in questi anni. Sarebbe qualcosa di folle mettere in discussione Gasperini. Non per riconoscenza, ma perché non ci sono dubbi”.

Bisogna però rinnovare la squadra. “Certo, la società saprà dove intervenire. Occorrerà vedere anche il futuro di giocatori importanti come Ilicic, però una base ottimale c’è, anche il rinnovo di Zapata è un tassello utile per ripartire da uno che è mancato tanto. E vedere anche Muriel e altri giocatori come decideranno proprietà e allenatore. Ci sono giocatori in prestito come Carnesecchi, Lovato, lo stesso Ruggeri: vedremo quale sarà il loro percorso, se rientreranno o no”.

Ma secondo lei ci sono dei punti fissi da cui ripartire? Ruggeri torna su un concetto già ribadito: “L’allenatore è la chiave di tutto il progetto, sulla linea difensiva nessuno eccelle però hanno fatto cose importanti. Bisogna sperare in Boga per l’anno prossimo, Scalvini abbiamo visto che personalità ha e poi chissà, vedere una sorpresa come Cissè, se andrà a giocare altrove o se verrà utilizzato”.

Una curiosità: suo figlio ha ricevuto la maglia che l’Atalanta regala ai nuovi nati? Alessandro Ruggeri sorride: “Ma Ivan Ruggeri è nato con la maglia dell’Atalanta addosso”.

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