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Orio come gli Usa: scansione del volto e delle impronte per registrare i passeggeri extra Ue - BergamoNews
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Orio come gli Usa: scansione del volto e delle impronte per registrare i passeggeri extra Ue

Potrebbe essere tra i primi aeroporti italiani a dotarsi del cosiddetto Entry/Exit System, al quale dovranno sottoporsi tutti i viaggiatori provenienti da Paesi Extra Schengen o coi quali non sono in vigore altri accordi bilaterali

Orio al Serio. Riconoscimento all’istante tramite scansione del volto e delle impronte digitali, accesso immediato ai dati personali dei passeggeri, ai loro documenti di viaggio e a tutte le necessarie informazioni relative agli spostamenti all’interno dell’area Schengen e alla legittimità della loro presenza dentro i confini.

L’aeroporto di Milano Bergamo si prepara a una rivoluzione tecnologica che, più che il futuro, è ormai già il presente dello scalo, prossimo ad attivare un nuovo sistema di controllo dedicato ai cittadini di Paesi esclusi dagli accordi di Schengen e da altre intese bilaterali vigenti.

Un’innovazione che va ancora una volta nella direzione della sicurezza da un lato e del miglioramento dell’esperienza di viaggio dall’altro: due piatti di un’ideale bilancia che la società di gestione cerca di tenere nel maggior equilibrio possibile.

Un concetto prioritario in Sacbo e all’aeroporto di Milano Bergamo, terzo scalo italiano per numero di passeggeri trasportati, ma anche primo in Europa tra quelli di fascia media per gradimento dei suoi utenti, riconoscimento certificato con il premio “Airport Service Quality Award” assegnato lo scorso anno dall’Associazione Mondiale degli Aeroporti.

Con l’obiettivo di migliorare ulteriormente queste performance e per allinearsi a una disposizione comunitaria in tema di controllo delle frontiere, entro la fine di settembre il Caravaggio si doterà quindi del cosiddetto “Entry/Exit System” che promette di rendere più moderno, rapido, sicuro ed efficiente il processo di verifica dei documenti di viaggio dei cittadini Extra Schengen.

Tra le prime in Italia a lanciare la gara d’appalto europea per la fornitura del sistema, Sacbo nelle scorse settimane è arrivata all’aggiudicazione, con una base d’asta di circa due milioni, alla società pugliese RECO 3.26, specializzata nel riconoscimento biometrico e già partner del Ministero dell’Interno per efficientare la gestione della sicurezza pubblica.

Un primo passo fondamentale per arrivare a calendarizzare le prossime fasi, a partire dalle firme, da apporre sui contratti nel giro di un mese: l’installazione vera e propria avverrà invece tra agosto e settembre, con successiva certificazione del Ministero dell’Interno e collaudo.

Dall’1 ottobre entrerà ufficialmente in funzione.

Cosa è l’Entry/Exit System

Il sistema di ingressi e uscite denominato Entry/Exit System (EES) è un processo informatico automatizzato di gestione delle frontiere esterne Schengen che rientra nel progetto “Smart Borders” della Commissione europea.

L’obiettivo è quello di registrare i viaggiatori provenienti da Paesi terzi, sia titolari di visto per soggiorni di breve durata (massimo 90 giorni) che esenti dallo stesso, tutte le volte che attraverseranno una frontiera dell’Unione Europea.

In ingresso e in uscita, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della protezione dei dati personali, il sistema registrerà il nome della persona, la tipologia di documento di viaggio, i dati biometrici (impronte digitali e immagine del volto acquisita sul posto), data e luogo di ingresso/uscita, segnalando anche eventuali rifiuti di ingresso.

Un sistema che sostituirà quello attuale di timbratura manuale dei passaporti, che oltre a richiedere un tempo maggiore rispetto a questa procedura automatizzata, non fornisce dati affidabili sui valichi di frontiera e  non consente un rilevamento sistematico dei viaggiatori che eccedono la durata massima del soggiorno autorizzato.

L’Entry/Exit System all’aeroporto di Milano Bergamo

Allo stato attuale, per i passeggeri di nazionalità Extra Schengen maggiori di 14 anni provvisti di passaporto elettronico dell’Unione Europea/Area Economica Europea/Svizzera o di nazionalità a basso rischio è previsto l’utilizzo delle apparecchiature e-gate (Automated Boarder Control) installate nel 2018 per il controllo di frontiera, mentre tutti gli altri passano al controllo manuale nelle postazioni presidiate dagli addetti della Polizia di Frontiera, dove vengono destinati anche eventuali casi di lettura difficoltosa del passaporto.

Egates controllo passaporti aeroporto Orio al serio
Gli e-gates nell'area arrivi Extra-Schengen

Il bando di gara prevede la fornitura di 45 chioschi self-service, 30 agli arrivi Extra Schengen e 15 alle partenze, con già l’opzione per portarli rispettivamente a 40 e 20 in funzione della crescita dell’aeroporto.

Si tratta di postazioni dotate di lettore passaporto, telecamera per l’acquisizione dei dati biometrici del volto, scanner per l’acquisizione di impronte digitali e di una telecamera di “contesto” per registrare il corretto completamento della procedura e le cui immagini vengono eliminate una volta terminata la stessa.

Una volta che saranno entrati in funzione, i passeggeri dei Paesi Extra Schengen avranno tre possibilità: utilizzare la procedura manuale, procedendo al controllo passaporti alla postazione fisica presidiata da un agente di Polizia; utilizzare la procedura semiautomatizzata con una prima fase al chiosco self-service e successivo passaggio alla postazione passaporti;  affidarsi completamente alla tecnologia passando prima dal nuovo chiosco self-service e poi dagli e-gates già presenti per l’ingresso in Italia.

Al primo attraversamento di frontiera il passeggero dovrà registrarsi all’Entry/Exit System con le biometrie del volto e le impronte digitali, compilando un brevissimo questionario sui motivi del viaggio: nei successivi attraversamenti, entro tre mesi dal primo, la procedura richiederà solamente una veloce verifica biometrica.

Tutte le postazioni self-service saranno idonee alla gestione di ogni tipo di passeggero, compresi quelli con ridotta mobilità che viaggiano su sedia a rotelle.

Come funziona la procedura di registrazione

Al suo arrivo il passeggero viene guidato da indicazioni testuali e grafiche sul chiosco che, innanzitutto, chiede di posizionare il documento di viaggio sull’apposito lettore: una prima verifica che, innanzitutto, riguarda l’effettiva necessità di essere sottoposto alle procedure Entry/Exit System o se il passeggero ha già un fascicolo personale aperto.

A quel punto viene acquisita l’immagine biometrica del volto che viene confrontata con quella registrata nel chip elettronico del passaporto: se si tratta del primo accesso, vengono scannerizzate anche le impronte digitali delle quattro dita della mano destra, pollice escluso, e si chiede la compilazione di un questionario a risposta multipla.

Cosa cambierà da ottobre 2022

Sull’Entry/Exit System hanno lavorato a stretto contatto tre anime di Sacbo, la divisione Sistemi Informativi guidata da Ettore Pizzaballa, quella Security che fa capo a Lorenzo Mantegazza e la Direzione Infrastrutture, con l’obiettivo di rendere il tutto coerente con i flussi interni dell’aerostazione e la sua forma estetica, dando luogo all’enorme passo avanti che il sistema garantirà allo scalo bergamasco.

Ettore Pizzaballa Lorenzo Mantegazza
Lorenzo Mategazza, a sinistra, ed Ettore Pizzaballa di fronte agli attuali e-gates

“Con le sue direttive l’Unione Europea sta un po’ tracciando la strada, iniziando proprio dagli aeroporti e dai valichi di frontiera – sottolinea Pizzaballa – Avevamo iniziato con gli e-gate, 6 agli arrivi e 6 alle partenze Extra Schengen, per rendere più agevole il flusso dei passeggeri dotati di passaporto biometrico. I numeri sull’utilizzo sono confortanti e si aggirano attorno al 40%, mentre la restante quota si divide tra coloro che non hanno documenti di viaggio dotati di chip elettronico o incontrano difficoltà con la procedura automatizzata. La scelta dei nuovi 45 chioschi automatici dell’Entry/Exit System è stata presa in relazione all’importante traffico Extra Schengen che insiste sul nostro aeroporto: la procedura è destinata ai cittadini dei Paesi terzi, a prescindere dalla provenienza del volo. Arriveremo ad avere una tecnologia strategica, per la quale il vincitore del bando assicurerà la manutenzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per i prossimi cinque anni, oltre a tutta l’infrastruttura di backoffice necessaria”.

Il sistema si collegherà al portale della Polizia di Frontiera, ma allo stesso tempo anche quello centrale Eu-LISA, l’agenzia europea per la gestione operativa dell’information technology su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia: “Collegamenti in frazioni di secondo che consentiranno di gestire un passeggero nel giro di 70-90 secondi mentre oggi ne servono almeno il doppio – continua Pizzaballa – La tecnologia ci aiuta a raccogliere in modo più rapido dati che abbiamo sempre registrato in altri contesti, ad esempio tramite la scansione del codice a barre della carta d’imbarco. Stiamo preparando il terreno all’evoluzione, fisiologica, verso l’applicazione della tecnologia anche agli imbarchi: immaginiamo un futuro nel quale l’ecosistema aeroportuale consentirà di fare la pre-registrazione comodamente da casa e una volta arrivato in aerostazione non sarà più necessario mostrare alcun documento o titolo di viaggio, ma avrà il via libera semplicemente grazie al riconoscimento biometrico”.

Il tutto, si diceva, per una migliore esperienza di viaggio, ma anche per una maggiore sicurezza.

“Le due variabili sono strettamente collegate – aggiunge Mantegazza – Viviamo nel mondo più interconnesso di tutti, che richiede velocità e speditezza nei processi. È fondamentale che il passeggero non si trovi in seri ‘colli di bottiglia’, andando incontro alla richiesta di un viaggio senza interruzioni, come suggerisce l’associazione internazionale del trasporto aereo (IATA) e che per noi è prioritario. Vogliamo facilitare in ogni modo l’esperienza di viaggio e come aeroporto ci rapportiamo sempre con Ministero dell’Interno ed Enac su questi temi, a partire dalla protezione dei dati. Per l’Entry/Exit System siamo tra i primi in Italia ad averlo adottato (gli altri sono Roma, Milano e Venezia ndr) e potremmo anche essere i primi in assoluto a farli entrare in funzione. Siamo partiti con gli e-gate e l’Automated Boarder Control per i passeggeri comunitari che provengono o hanno come destinazione un Paese Extra Schengen, in un’ottica di facilitazione e con risorse umane limitate alle quali la tecnologia può sopperire. L’Unione Europea si è trovata nella situazione di dover tutelare le proprie frontiere esterne e ha quindi optato per la creazione, tramite Entry/Exit System, del fascicolo personale, come succede da sempre negli Usa”.

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