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Siccità, Alberto Brivio: "Tante colture sono già compromesse" - BergamoNews
Crisi idrica

Siccità, Alberto Brivio: “Tante colture sono già compromesse”

Il presidente della Coldiretti non nasconde la sua preoccupazione: "Il cambiamento climatico, la carenza di acqua e i costi di produzione sempre più insostenibili stanno mettendo a dura prova il nostro settore"

Bergamo. La siccità si abbatte sull’agricoltura bergamasca. Il Consorzio di Bonifica ha lanciato l’allarme sulla crisi idrica annunciando possibili razionamenti per le irrigazioni e il presidente della Coldiretti Alberto Brivio non nasconde le sue preoccupazioni.

“La situazione non è affatto facile. Il cambiamento climatico, la carenza di acqua e i costi di produzione sempre più insostenibili stanno mettendo a dura prova il nostro settore. Molte colture sono già compromesse e se non piove c’è il rischio di ripercussioni anche sulle colture autunnali. Le coltivazioni di mais, uno degli alimenti principali dell’allevamento zootecnico, rischiano di bruciare se l’allarme non rientra”.

Alla proccupazione per la siccità si aggiunge quella per i possibili disastri dovuti al maltempo: grandine, trombe d’aria, bombe d’acqua. Il cambiamento climatico infatti vede lunghi periodi di secca che non di rado vengono interrotti da temporali talmente violenti da creare disastri e allagamenti.

“Abbiamo avuto una primavera siccitosa che inevitabilmente si traduce in un calo di produzione dei cereali e dei foraggi, sia in pianura sia in montagna – continua Brivio -. E non sono nemmeno disponibili delle scorte idriche. Questo impatta su tutta la filiera agricola, che in Italia frutta circa 580 milioni di euro all’anno e vede impiegate circa 4mila persone. Per non parlare delle ripercussioni sul consumatore”.

Quali le possibili soluzioni?

“A breve termine purtroppo non ce ne sono – conclude il presidente della Coldiretti -. Nel lungo termine si potrebbe favorire la realizzazione di piccoli bacini di accumulo, che non sono impattanti a livello ambientale ma che risolverebbero almeno in parte queste problematiche. Bisognerebbe poi razionalizzare l’acqua utilizzata per l’irrigazione con interventi mirati, evitando la dispersione. Anche la ricerca potrebbe venire in aiuto, selezionando delle piante in grado di resistere meglio alla carenza di acqua”.

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