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Muore a 83 anni Giorgio Vitali, ex direttore sportivo dell'Atalanta di Evair e Caniggia - BergamoNews
Il ricordo

Muore a 83 anni Giorgio Vitali, ex direttore sportivo dell’Atalanta di Evair e Caniggia

Ds della Dea dal 1989 al 1994, arrivava spesso a Zingonia accompagnato dal suo amico ex calciatore e procuratore Oscar Damiani e regalava battute in dialetto milanese

Chissà se ha preferito andarsene perché forse non avrebbe retto alle emozioni, nello stesso giorno, delle sfide decisive per il suo Milan e il suo Monza (da grande amico di Braida). Ma Giorgio Vitali, morto a 83 anni, è stato anche direttore sportivo dell’Atalanta dal 1989 al 1994.

Praticamente, la prima Atalanta di Percassi, quella di Stromberg, di “Evair e Caniggia, due attaccanti fortissimi, una coppia di bomber come raramente se ne sono viste. Però l’Atalanta ha trovato Zapata e con lui Muriel, bella coppia anche questa”, ci diceva in un’intervista di qualche anno fa.

E prevedeva: “Penso che l’Atalanta andrà avanti, anche se il suo vero trascinatore è un altro…”. E Vitali, grande amico di Arrigo Sacchi, si riferiva in questo caso a “Gian Piero Gasperini. L’Atalanta ha un bel parco giocatori, però lui è il più grande, secondo me è il numero uno in Europa. Un maestro vero che insegna e capisce di calcio. Gasperini darebbe dei punti a tanti allenatori, vedo altre squadre e non riesco a guardarle per come giocano male. E allora molto meglio l’Atalanta, che sicuramente farà bene in Europa”.

Bello anche il ricordo che Vitali ci aveva lasciato su un grande talent scout, Mino Favini, a cui Zingonia ha dedicato la sua Accademia: “Percassi mi aveva chiesto chi era il migliore per il settore giovanile, allora, ma lo sapeva anche lui che era uomo di calcio. E così Favini, dal Como, è venuto all’Atalanta. Ma si sapeva che era il migliore. Percassi l’ha chiamato e l’ha preso. Favini si è dedicato molto a migliorare i calciatori sul piano tecnico, non ce n’era uno bravo come lui. Ricordo che quando facevamo i provini a Zingonia e all’Atalanta arrivavano tanti ragazzi, lui li voleva vedere prima della prova: li chiamava col pallone in mano, li osservava come colpivano la palla di piatto, di collo piede, lo stop di petto, di testa. Poi non guardava neanche la partita: lui aveva già scelto, si era già fatto un’idea. L’Atalanta oggi? Fantastica, sta facendo miracoli”.

Su Giorgio Vitali si potrebbero raccontare vari aneddoti, arrivava spesso a Zingonia accompagnato dal suo amico ex calciatore e procuratore Oscar Damiani e regalava battute in dialetto milanese, come una volta quando guardando Franco Previtali, che era impegnato a seguire l’allenamento, gli disse: “Franco, ma varda chi, so ‘ndacc a cumprà un paletò che l’era bleu e invece l’è vert…”

Una volta sola l’ho sentito arrabbiato, cito un ricordo personale. Quando l’Atalanta prese Valenciano, su L’Eco riportai le dichiarazioni e soprattutto le perplessità sul giocatore del ct colombiano Maturana e certo il titolo non era un complimento: “Valenciano? Troppo lento”.

E così mi arrivò la telefonata del ds Giorgio Vitali, che protestava perché l’Atalanta doveva fare gli abbonamenti e uscire con un titolo così non era carino, il presidente (Percassi) non era contento. Poi, conoscete la storia e immaginate chi avesse ragione.

Ivan René Valenciano (stagione 1992-93), detto Cicciobello, amava la Coca Cola più che i gol. Ne segnò uno in Coppa Italia ma anche quello gli fu tolto dal giudice sportivo, che decretò lo 0-2 a tavolino. Insomma, non era adatto alla Serie A, il Parma aveva fatto l’acquisto giusto prendendo Faustino Asprilla (altro giocatore…), per vedere dei veri colombiani bomber abbiamo aspettato trent’anni con Duvàn e Lucho. Che anche Giorgio Vitali ha applaudito.

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