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La Val Sedornia, alla scoperta di un paradiso naturale fra vette e Celti - BergamoNews
Bergamo segreta

La Val Sedornia, alla scoperta di un paradiso naturale fra vette e Celti

Attraversata dal torrente omonimo, è accessibile sia da Tezzi Alti che dagli Spiazzi di Gromo

La Val Sedornia appare come un vero e proprio paradiso naturale nascosto all’ombra dei Monti Barbarossa e Vigna Vaga.

Attraversata dal torrente omonimo e accessibile sia da Tezzi Alti che dagli Spiazzi di Gromo, la vallata prende con ogni probabilità il nome dal termine romano “Saturnia” che conferma il legame che unisce la zona al fattore religioso.

Se il richiamo al dio Saturno conferma come l’area fosse abitata già in epoca imperiale, la presenza umana va data ancor più anticamente come confermato dal masso erratico situato all’interno dello “Spias de Martisola”.

Secondo alcuni studi il macigno sarebbe stato utilizzato come altare per sacrifici a cavallo fra il terzo e il primo millennio avanti Cristo, una datazione che farebbe pensare a un utilizzo da parte dei Celti e dei celebri sacerdoti Druidi.

Nonostante lo scorrere inesorabile dei secoli, lungo la superficie del sasso è ancora oggi possibile individuare la presenza di alcuni solchi chiamati “coppelle” così come di una serie incisioni circolari e oblique che potrebbero richiamare le costellazioni.

L’unione fra sacro e profano è rimasta in voga anche nei secoli successivi come certificato dalla cappella dedicata a San Carlo Borromeo e costruita in ricordo della visita pastorale compiuta dall’arcivescovo di Milano nel 1575.

Nonostante le numerose testimonianze umane, a farla da padrona in Val Sedornia rimane la natura che domina il territorio con i suoi boschi di abete bianco e rosso accompagnati da ampie radure.

Lungo il sentiero che sale verso le vette circostanti è possibile scorgere arbusti dove crescono funghi, mirtilli, more e lamponi, mentre nella selva si possono incontrare esemplari di cervi, caprioli, corvi, galli cedroni e pernici.

È necessario salire ulteriormente per incontrare marmotte e stambecchi che abitano i ripidi pascoli posizionati attorno al Lago Spigorel, specchio d’acqua di origine glaciale posto a oltre 2.000 metri d’altitudine e ora difficilmente individuabile a causa dei cambiamenti climatici.

Il graduale intervento dell’uomo non ha distrutto il fascino della Val Sedornia che, insieme alla Valzurio e al Pizzo della Presolana, è stata messa inserita nel più grande Sito di Interesse Comunitario salvaguardando così tutta la propria bellezza e lasciando intatto quell’ambiente che diverse secoli fa colse l’attenzione dei Celti.

Fonti

Alessio Pezzotta, Duemila bergamaschi, Tutte le cime oltre 2000 metri delle montagne bergamasche, Villa di Serio, Edizioni Villadiseriane. 2007

Moris Lorenzi, Renato Ferlinghetti, Rete natura 2000 : i siti di importanza comunitaria in provincia di Bergamo, Bergamo, Provincia di Bergamo, Servizio aree protette, 2006

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