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Atalanta fuori da tutto dopo 5 anni: una secchiata d’acqua gelida - BergamoNews
Top&flop

Atalanta fuori da tutto dopo 5 anni: una secchiata d’acqua gelida

Raggiungere l'Europa ci avrebbe reso più contenti, ma avrebbe rischiato di mascherare di botto tutti i problemi

L’Atalanta resta fuori dalle competizioni europee dopo 5 anni di partecipazioni consecutive.

Non sarebbe bastata nemmeno la vittoria, in quanto Roma e Fiorentina non si erano fatte scalfire dalle piemontesi tra venerdì e sabato sera, ma a Bergamo è arrivato l’ennesimo insuccesso della stagione.

Una stagione che si chiude dopo un girone di ritorno disastroso, con 21 punti ottenuti su 57 totali. Non c’è dato più eloquente a confermare quanto sia meritata questa esclusione dalle coppe.

L’ultima gara del campionato da molti è stata definita come “lo specchio della stagione”. In realtà può essere vista proprio come tutto l’opposto.

La stagione dell’Atalanta è stata calo totale di parecchi giocatori, infortuni reiterati senza tregua, errori arbitrali perennemente contro, mentre nel match contro l’Empoli la Dea ha messo in campo una prestazione sufficiente, molto più simile alle gare sporadiche degli scorsi anni quando si tirava oltre 30 volte in porta senza trovare fortuna.

Contro i toscani non ci son stati infortuni, torti arbitrali o raccapriccianti prestazioni dei singoli. Non era di certo la Dea da botti di Capodanno, ma effettuando un rapido confronto con le ultime varie sfide casalinghe, questa versione è stata la meno peggio.

Con l’esito che rimane comunque uguale, ossia non positivo, perché Vicario è molto bravo e attivo lungo l’arco dei novanta minuti, perché Boga e Zapata trovano la traversa come nemico, perché gli uomini di Andreazzoli portano a casa addirittura i tre punti con la rete di Stulac.

Le voci che arrivano da Firenze rendono il risultato praticamente inutile. Resta il rammarico di aver totalizzato solo 2 punti contro Cagliari,Torino, Verona, Salernitana ed Empoli. Sarebbe bastato veramente niente per non perdere quantomeno un posto in Europa.

Al termine dell’ultima giornata si possono tirare le somme definitive. Nei giudizi serve equilibrio ma anche franchezza e obiettività.

Alla luce della competitività della rosa e del girone di ritorno spaventoso, va detto con tranquillità che questo finale di stagione è un mezzo disastro.

Anni fa i tifosi orobici avrebbero fatto carte false per chiudere ottavi in classifica, ma da questa Atalanta era legittimo aspettarsi di più (è la stessa Dea che ha fatto il record di punti nel girone di andata, non son passati secoli).

Ciò non è arrivato e dunque la stagione va archiviata come non certamente positiva.

Raggiungere l’Europa ci avrebbe reso più contenti, ma avrebbe rischiato di mascherare di botto tutti i problemi.

Essere fuori da tutto dopo 5 anni belli e intensi è un secchio di acqua gelida, ma è necessario per prendere atto.

Tra qualche settimana si delinerà di più sul futuro di Gasperini (che dovrebbe rimanere) e di molti giocatori. Ma in primis dovrà essere la società a battere il colpo.

TOP & FLOP

Analizzando le prove dei singoli si può partire da una questione già affrontata in più occasioni. La prestazione di Boga non è da buttare, questa volta posizionato nel suo luogo naturale ossia la zona sinistra. Rimane un cruccio, l’ennesimo cambio (uscita di Hateboer, a cui non è corrisposto l’ingresso di un esterno) di Gasperini che porta l’ivoriano a doversi gestire tutta la corsia mancina con le conseguenze già citate nelle altre circostanze in cui si era ripresentata la stessa situazione: contro difese ordinate con giocatori che raddoppiano e triplicano a spron battuto, più il calciatore parte dietro e più linee dovrà superare, più linee dovrà varcare e più avrà elevate probabilità di essere in qualche modo fermato. Un errore perché non permette di esaltare le caratteristiche del giocatore. Per mister Gasperini non è così evidentemente. Molto sottotono ancora Zapata, e la sua prova lancia un messaggio a chi si era domandato il motivo per cui a San Siro Muriel fosse partito titolare. Il numero 91 è ancora molto macchinoso, poco lucido soprattutto nelle occasioni colossali di ripartanza che si sono presentate. Abbastanza fuori partita anche Pasalic, il quale comunque chiude da marcatore numero uno in Serie A per questa annata nonostante l’andamento altalenante. L’unico che non ha veramente mai deluso, mostrandosi sempre più leader e completando un grande percorso di maturazione, è senza alcun dubbio José Palomino. L’argentino merita sicuramente il titolo di migliore della stagione 2021-22. E il fatto che questo “premio” vada ad un difensore in una squadra che è stata tre volte miglior attacco è significativo sul rendimento offensivo nettamente inferiore.

LE PAGELLE 

Musso 6
De Roon 6
Palomino 7
Djimsiti 6
Hateboer 5,5 (Pessina 6)
Freuler 6 (Demiral SV)
Koopmeiners 5,5 (Scalvini 6)
Zappacosta 6 (Maehle SV)
Pasalic 5 (Ilicic SV)
Boga 6
Zapata 5,5

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