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Atalanta, finale senza la scintilla: ora tocca a Gasp riaccenderla - BergamoNews
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Atalanta, finale senza la scintilla: ora tocca a Gasp riaccenderla fotogallery

Un copione già visto, nell'ultima partita: tanti attacchi senza gol. Si ripartirà senza Europa e con una mezza rivoluzione

Se volete rivedere Atalanta-Empoli, guardate l’ultimo quarto d’ora: vi godete le emozioni e le ovazioni della Curva Pisani per il ritorno in campo di Ilicic, dopo quattro mesi e poi il finale… beh quello fa parte di un copione già visto negli ultimi mesi, perché purtroppo la Dea perde in casa e in Serie A non era mai successo, contro l’Empoli. In questa stranissima stagione accade anche questo, la squadra dei record ogni tanto fa anche questi scivoloni.

Ma il pubblico, quello che conosce bene la storia dell’Atalanta, ancora una volta va oltre il risultato. E quando i nerazzurri pur sconfitti fanno il giro d’onore a salutare tutto lo stadio l’applauso non si ferma, anzi sotto la Curva Nord diventa un’ovazione: per Ilicic, per il “resta a Bergamo” dedicato a Gasperini.

È un’Atalanta stremata per aver lottato ancora inutilmente, senza riuscire a raccogliere nulla, per la nona volta su 38 partite senza fare un gol.

No, non è comprensibile per una squadra che era una macchina da gol, che ieri arrivava a quota cento e oggi non siamo di molto oltre la metà.

Eppure è così, dice bene Gasp quando fotografa la partita con l’Empoli dicendo che “è lo specchio della nostra stagione”, cioè una strenua battaglia che, quando ti va bene, la pareggi come con il Torino, ma di più non ce la fai proprio. Ci metti tutta la volontà e l’impegno possibili ma non riesci a cavarne un gol, al massimo una traversa con Boga, che pure ha giocato (finalmente, meglio tardi che mai) una delle sue migliori partite. Ma nemmeno lui ha saputo far scoccare quella scintilla che sarebbe servita per cambiare, anzi ribaltare un copione strano, che sembrerebbe inspiegabile: l’Atalanta attacca a testa bassa, gli avversari tranquilli aspettano il loro momento e fanno gol. Che si chiama massimo rendimento col minimo sforzo.

Per l’Atalanta, il contrario: se 39 tiri vi sembrano pochi, contro i 7 dell’Empoli, 16 calci d’angolo a due… Poi però ai toscani basta un tiro in porta per segnare e non è una novità, ormai siamo a fine campionato e di esempi ne abbiamo fatti, se si conclude con la settima sconfitta in casa.

La scintilla, si diceva. Ecco, quella uno ce l’ha dentro, altrimenti non si regala un’emozione così per caso. Te la può offrire uno come Ilicic e lo vedi anche nei pochi minuti che il Professore trascorre in campo nell’ultima giornata, ogni passaggio e ogni conclusione ti dà l’idea che qualcosa possa cambiare. Chissà se avesse potuto giocare anche prima qualche scampolo di partita, non solo nella passerella finale.

Perché dite che l’Atalanta non avrebbe potuto (e meritato) vincere almeno tre partite in più? Che volevano dire quinto posto, fate voi.

Un altro che sa accendere la scintilla è Muriel, ma il suo campionato è finito a San Siro contro il Milan.

Il resto è tanta voglia di combattere, prendete De Roon che si adatta a fare il difensore ed è un esempio per tutti, per come lo fa, da uno che non molla mai. O Palomino, Zappacosta. Finché hanno una goccia di energia ci provano e gli altri li seguono cercando la vittoria con una frenesia che porta anche a sbagliare. Vedi il tiraccio clamoroso di Pasalic, quasi più facile fare gol. Zapata lotta e calcia in porta, purtroppo la differenza rispetto all’attaccante devastante che conoscevamo è che adesso trova sempre davanti un difensore a fargli muro. Perché Duvàn non arriva più quella frazione di secondo in anticipo, decisiva per fare gol.

Il pubblico capisce l’impegno, la voglia, la maglia sudata sempre. E passa oltre, reclama Gasperini, lo invita a rimboccarsi le maniche: con lui si può e si deve ripartire.

Sarà mezza rivoluzione, probabilmente e inevitabilmente, ma qualche punto fermo c’è. L’allenatore, per esempio. Per ricostruire un’altra bella Atalanta.

Un anno senza Europa? Spiace a tutti dopo tre stagioni di Champions, ma pazienza, cara Dea potrai concentrarti di più e meglio sul campionato.

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