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Architetture celesti di Gianluigi Antonelli allo Studio Vanna Casati in Bergamo - BergamoNews

Arte

La mostra

Architetture celesti di Gianluigi Antonelli allo Studio Vanna Casati in Bergamo

C’è tempo fino al 27 maggio per visitare l’originale mostra di Gianluigi Antonelli allo Studio Vanna Casati di via Borgo Palazzo 42

C’è tempo fino al 27 maggio per visitare l’originale mostra di Gianluigi Antonelli allo Studio Vanna Casati di via Borgo Palazzo 42. L’artista marchigiano, già noto al nostro pubblico, torna a Bergamo con il progetto “Architetture celesti”, una raffinata raccolta di piccole carte in bianco/nero che ci suggerisce un dialogo intimo con il macrocosmo delle dinamiche celesti.

Partendo dall’idea di cupola e di volta, Antonelli ha confezionato una serie di opere introflesse, come calotte aggettanti verso un “oltre” prospettico. L’occhio scorre alle pareti trovando improvvisi punti di fuga nelle proiezioni siderali tracciatenelle carte, all’interno di piani rientranti, con risultati di preziosa, enigmatica suggestione.

Nata nella scia d’indagine dei maestri del costruttivismo e dello spazialismo, questa esposizione propone un viaggio etereo di grafismi sottili ai confini del visibile, tra mirabili equilibri rinascimentali e seducenti icone cosmologiche. Nel biancore rarefatto delle carte si inseriscono anche due tavole colorate in omaggio al Frank Stella delle cromie accese e delle forme minimaliste, che bilanciano la percezione ottica della serie.

Si tratta sostanzialmente di dispositivi speculativi che ruotano su un asse di attraversamento dello spazio ma anche del tempo, passando dal magico occhio circolare del Pantheon romano, alla rotonda a pianta ottagonale di San Tomè, alla geometria brunelleschiana di Santa Maria degli Angeli in Firenze.

“Quelle di questo ciclo sono opere eleganti, tecnicamente perfette, esteticamente confortanti – sottolinea in catalogo la critica d’arte Roberta Ridolfi – ma è nella poetica che incarnano che si fanno graffianti, quasi filosofiche nella provocazione del pensiero”. E in effetti le creazioni di Antonelli, con le loro aperture siderali “en reverse” innestate sui capolavori storici dell’ingegno umano, si arricchiscono di suggestioni pitagoriche e copernicane ma anche più modernamente esistenziali, metalinguistiche e concettuali.

La mostra è un’occasione interessante per conoscere la poetica di questo singolare ed eclettico artista che ama indagare il paradosso e invocare la magia delle cose. Attivo tra Fermo e i centri più vivaci dell’arte contemporanea, Gianluigi Antonelli ha esposto i suoi lavori in personali e collettive di respiro nazionale e internazionale, tra giocose provocazioni e imprevedibili sperimentazioni.

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