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San Marino, paradiso (anche fiscale) dei campioni della bici: l'ultimo è il bergamasco Consonni - BergamoNews
La curiosità

San Marino, paradiso (anche fiscale) dei campioni della bici: l’ultimo è il bergamasco Consonni

Al 27enne oro olimpico ai giochi di Tokyo è stata concessa la cosiddetta residenza atipica. Ancor prima di lui un altro ciclista orobico, Lorenzo Rota

Vuoi per le colline che perfettamente si prestano a corse e allenamenti in bicicletta, vuoi per le tasse al 7%. O, forse, per entrambe le cose. Sta di fatto che sono sempre più numerosi i campioni delle due ruote (ciclismo, ma anche moto Gp) che scelgono di chiedere ed ottenere la residenza a San Marino.

L’ultimo è il ciclista bergamasco Simone Consonni, 27 anni, originario di Brembate di Sopra, terzo all’undicesima tappa dell’ultimo Giro d’Italia, ma soprattutto oro olimpico e campione del mondo nell’inseguimento a squadre. Ancor prima di lui, un altro ciclista su strada orobico ha ottenuto la residenza sanmarinese: il 26enne Lorenzo Rota, del team Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux, professionista dal 2016. Tra gli altri volti noti i ciclisti Baroncini e Fortunato, e i piloti Enea Bastianini e Tatsuki Suzuki.

La legge “residenza atipica a regime fiscale agevolato”, approvata nel dicembre del 2020 ed entrata in vigore nel giugno scorso, ha attirato le attenzioni di molti sportivi. La residenza riserva un trattamento fiscale favorevole ai redditi stranieri di persone che scelgono per la prima volta di risiedere a San Marino e che dovranno provvedere autonomamente alla propria cura sanitaria, oltre ad avere in mano un contratto preliminare per l’acquisto di un immobile o per il suo affitto.

La norma è vantaggiosa perché prevede che sui redditi prodotti all’estero sia dovuta una imposta del 7% con un importo minimo di 10 mila euro e un massimo di 100 mila; imposta che sostituisce quella generale sui redditi delle persone fisiche.

“Questi sportivi – ha spiegato il segretario di Stato allo Sport di San Marino, Teodoro Lonfernini – non erano in cerca di un paradiso fiscale, come dimostrano gli accordi in vigore con l’Italia. Le loro sono residenze vere e non fittizie. I ciclisti in particolare ci hanno scelto perché questo è un territorio sicuro e tranquillo. Se poi c’è anche un vantaggio fiscale, perché no?”.

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