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Ad Averara, 170 abitanti, lo scontro tra lista Gay Lgbt e Popolo della famiglia - BergamoNews
Corsa a sindaco

Ad Averara, 170 abitanti, lo scontro tra lista Gay Lgbt e Popolo della famiglia

Nel piccolo comune della valle Brembana ben 4 i candidati sindaco

Averara. Un piccolo comune di montagna, 170 abitanti, 140 aventi diritto di voto dei quali 52 iscritti all’Aire, ovvero italiani con residenza all’estero. E, ad ogni elezione amministrativa, la paura di non riuscire a superare il quorum rischiando il commissariamento.

È proprio per questo motivo che ad Averara, in vista delle elezioni del 12 giugno, sono state create due liste gemelle: quella di Insieme, che vede candidato l’attuale sindaco Mauro Egman, e Alleanza per Averara – Popolo della Famiglia, che sostiene Fabio Annovazzi. A pochi giorni dal termine per la presentazione delle liste in realtà i due candidati, che negli anni hanno sempre collaborato per il bene del paese, stavano quasi ritornando sui loro passi presentandosi con un’unica lista dato che, con il nuovo decreto del Governo, il quorum per i piccoli comuni si è abbassato al 40% e gli Aire non vengono più conteggiati.

Ma poi sono arrivati altri due contendenti: Daniele Carboni del partito Gay Lgbt+ e Giuseppe Doci per la lista Impegno Civico e a quel punto Egman e Annovazzi hanno deciso di restare separati.

Il sindaco non teme particolarmente i rivali: “Se Impegno civico e Gay Lgbt+ proponessero persone con forti legami con il territorio allora mi preoccuparei, ma dato che così non è mi sento abbastanza tranquillo. In questi anni abbiamo fatto parecchio per Averara, ci siamo spesi e la nostra campagna elettorale è cominciata con un’assemblea pubblica perché puntiamo sulla massima trasparenza e sulla condivisione. Vogliamo coinvolgere la popolazione nell’amministrazione del paese, vogliamo rendere partecipe la comunità e soprattutto vogliamo puntare sulle nuove generazioni. La valle Brembana si sta spopolando, i giovani devono trovare una motivazione forte per rimanere e per investire sul territorio”.

Non è facile vivere in montagna. I servizi sono pochi, le attività commerciali non riescono a sopravvivere: “Anche l’ultimo bar ha chiuso i battenti – spiega Mauro Egman -. Stiamo studiando un modo per farlo riaprire, magari attraverso una cooperativa di comunità, una collaborazione tra pubblico e privato. Bisogna creare opportunità economiche, altrimenti la gente se ne va”.

Nel programma di Insieme c’è un’idea originale dedicata ai bambini e ai ragazzi che studiano alle scuole elementari e medie di Olmo al Brembo: “Vorremmo istituire un bicibus: sfruttando i tre chilometri in discesa che ci separano da Olmo, vorremmo organizzare un ritrovo ogni mattina, quando il tempo e il clima lo permettono, e accompagnare i bambini a scuola con le biciclette”.

Fabio Annovazzi, 49 anni, lavora da anni come florovivaista all’azienda Soluna della frazione Redivo ed è in politica dal 1998. Dal 2012 al 2017 è stato anche vicesindaco e i problemi dei piccoli comuni montani li conosce bene: “Qui è una lotta per la sopravvivenza, non sappiamo più come arginare lo spopolamento. Abbiamo bisogno di interventi strutturali, di agevolazioni fiscali per chi decide di vivere o di abitare in queste zone. Faccio un esempio concreto: a settembre i miei figli andranno a studiare a Bergamo e io devo pagare 2mila euro di abbonamento per il trasporto pubblico. Abbiamo provato di tutto, ma senza il sostegno degli enti non funziona niente, la gente non vuole più vivere in montagna, ci sono troppi disagi e nessun aiuto”.

Il Pnrr porterà parecchi fondi in valle: “Bene, siamo contenti, ma purtroppo non risolveranno i nostri problemi. Non riusciremo comunque a risalire la china dello spopolamento. Che ce ne facciamo di un bilancio comunale passato da trecentomila a oltre cinque milioni di euro se poi non riusciamo a tenere aperto nemmeno l’unico bar del paese?”.

Daniele Carboni ha 37 anni, abita a Bottanuco, è un carabiniere, lavora in Sardegna. Ha accettato di candidarsi ad Averara con il partito Gay Lgbt+ “perché ho sempre amato la politica e mi piace aiutare la gente, considerato anche il lavoro che faccio. Ho unito questi due interessi ed ho aderito al partito perché la comunità Lgbt+ ha voglia di esserci, di fare la sua parte, vogliamo farci conoscere al di là degli stereotipi e crediamo che partire dai piccoli comuni sia la strada giusta”.

Carboni punta su cultura, sport, turismo e giovani: “Dobbiamo cercare di rendere Averara, che è un paese bellissimo, ancora più attrattiva, dobbiamo invogliare i visitatori a venire in paese, organizzare iniziative per gli amanti della montagna e della natura. Abbiamo delle belle idee che vorremmo mettere in atto”.

“Proporremo di abolire la tassa sul cambio d’uso degli immobili per agevolare la creazione di luoghi di aggregazione e attività culturali e turistiche – continua Carboni -. Vogliamo poi proporre a tutti i comuni d’Italia, vista la bocciatura del Ddl Zan, una delibera per applicare una sanzione amministrativa a chi commette reati legati all’omotransfobia. Ad Averara mi piacerebbe incrementare anche la videosorveglianza, per far sì che i residenti si sentano più sicuri”.

Giuseppe Doci, dopo essersi candidato a Valnegra lo scorso ottobre, ci prova ora ad Averara. Arriva da Vigolo e ciò che vuole è “difendere l’autonomia dei piccoli comuni di montagna che tante forze politiche vogliono obbligatoriamente fondere. Ritengo che debba essere il Consiglio comunale di ogni singolo paese a decidere, è la popolazione che deve scegliere se accorparsi ad altri comuni oppure no”.

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