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I campanelli d'allarme nello sviluppo del linguaggio: quando è opportuno consultare un logopedista? - BergamoNews
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Centro per l’Età Evolutiva

I consigli

I campanelli d’allarme nello sviluppo del linguaggio: quando è opportuno consultare un logopedista?

“Il nostro bambino dice poche parole. Ma alla sua età è normale o dovrebbe dirne di più?”, “Il nostro bambino non risponde al proprio nome…forse perché è ancora piccolo?”, “Il nostro bambino parla poco ma ha solo 3 anni…dovremmo rivolgerci ad un professionista o è ancora presto?”

Spesso nei primi anni di vita i genitori sono assaliti da numerosi dubbi relativi allo sviluppo linguistico del proprio figlio. Tuttavia, in troppi casi, non si ritiene opportuno intervenire precocemente poiché, vista l’eterogeneità nell’acquisizione del linguaggio, le fatiche del bambino vengono considerate fisiologiche. In realtà è ormai dimostrato come un intervento precoce, anche indiretto tramite i genitori, possa favorire il miglioramento delle competenze linguistiche.

In questo articolo verranno delineate le tappe fondamentali per uno sviluppo linguistico armonioso, in modo da dare ai genitori alcuni punti di riferimento per valutare se l’evoluzione del linguaggio del proprio bambino sta avvenendo secondo le fasi dello sviluppo fisiologico. L’assenza di una o più di queste competenze rappresenta un campanello d’allarme da tenere in considerazione per comprendere l’eventuale presenza di problemi o ritardi nell’acquisizione del linguaggio.

A 6 mesi il bambino dovrebbe essere in grado di mantenere il contatto oculare (guardare negli occhi) con l’adulto che gli parla. Ciò gli permette di apprendere molto sulla comunicazione sia verbale che non verbale (es. espressioni del viso, movimenti della bocca quando si parla). A quest’età dovrebbe anche aver iniziato a produrre alcuni suoni con la bocca (es. brum);

-A 10 mesi dovrebbe essere presente la lallazione canonica ovvero la ripetizione di sillabe uguali (es. baba; mama; papa). Inoltre, il bambino dovrebbe essere in grado di girarsi se chiamato con il proprio nome;

-A 14 mesi dovrebbe utilizzare i gesti comunicativi come il pointing (indicazione). A quest’età il bambino dovrebbe anche già aver iniziato a produrre le prime parole (produzioni usate intenzionalmente e con un significato preciso. Ad esempio, vede la bicicletta e dice “etta”);

A 18 mesi è consigliato rivolgersi ad un professionista in caso di difficoltà nella comprensione di richieste semplici e contestuali (relative alla situazione. Ad esempio, il bambino dovrebbe essere in grado di comprendere “prendi le scarpe” quando ci si sta preparando per uscire);

A 24 mesi il vocabolario espressivo del bambino dovrebbe essere costituito da almeno 50 parole (si contano anche le onomatopee come i versi degli animali e dei mezzi di trasporto e le parole che vengono accorciate o semplificate). Inoltre, bambino dovrebbe essere in grado di combinare due parole insieme (es. mamma pappa);

Altri aspetti, più generali, ma altrettanto importanti che devono essere considerati fin dai primi anni di vita sono l’intenzionalità comunicativa (l’interesse negli scambi comunicativi con le altre persone), l’attenzione, l’imitazione del modello adulto e il rispetto del turno comunicativo.

In assenza di una o più competenze sopra elencate, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad uno specialista per una consulenza. Il logopedista saprà consigliarvi come stimolare il vostro bambino, come favorire l’acquisizione di nuove competenze e soprattutto si prenderà a cuore le vostre ansie e le vostre preoccupazioni.

Valentina Preda
Logopedista
valentina.preda@centroetaevolutiva.it

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