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Eleonora e Francesco sono Megamamma, il primo metodo per allenarsi a partorire - BergamoNews
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Eleonora e Francesco sono Megamamma, il primo metodo per allenarsi a partorire fotogallery

Lei fisioterapista e lui personal trainer e mental coach in palestra, hanno ideato una serie di esercizi in cui si simulano i tempi delle contrazioni, le spinte, le respirazioni e le posizioni specifiche per il travaglio

Terno d’Isola. “Abbiamo iniziato a vederci nel giugno del 2018 come persone che volevano conoscersi. Ci siamo detti ‘Andiamoci piano’”. Il 22 novembre 2019 però è nata Bianca, la loro prima bimba. Dopo un anno e mezzo, il 20 settembre 2021, la secondogenita Gioia. Nel mezzo c’è tutto quello che sono oggi: una coppia felice, una famiglia, e due imprenditori. Perché Eleonora Fogaroli, 26 anni, e Francesco Manzi, 31 anni, sono Megamamma, gli ideatori del primo metodo in Italia sulla gravidanza che prepara al parto con gli stessi stimoli del parto. Hanno messo insieme il loro vissuto di giovani genitori e le loro competenze: lei fisioterapista e lui personal trainer e mental coach in palestra, dove si sono conosciuti nel 2017.

Ci sono arrivati in maniera casuale durante il primo lockdown a maggio 2020 grazie a Instagram. “È nato tutto da un mio bisogno di condividere l’esperienza dell’essere mamma – racconta Eleonora -. All’inizio raccontavo semplicemente sul mio profilo personale la mia esperienza di gravidanza, non ero Megamamma”. A poco a poco però qualcosa ha iniziato a prendere forma. “Tra un post e l’altro allattavo la bambina, facendo le notti insonni perché Bianca si svegliava. Una sera eravamo sul terrazzo, io e Francesco ci siamo guardati e abbiamo capito che volevamo iniziare questo percorso di divulgazione e che il nostro target dovevano essere proprio le mamme”. Da lì hanno trovato la loro strada, colmando i vuoti lasciati dai corsi pre parto. “Nei corsi non c’è la pratica – spiega Eleonora -. Sono corsi di qualche ora nei mesi finali della gravidanza ma sono molto procedurali. Il parto invece è un atto fisico, è come una maratona: se ti prepari nel modo adeguato non arrivi distrutto al traguardo”.

Oggi hanno uno studio a Terno d’Isola dove gestiscono da remoto i loro servizi, che si concentrano su due aree principali. La prima è proprio quella della pratica. “Tutte partoriscono, anche senza Megamamma, però come lo facciamo? A noi scrivono tante mamme che non hanno seguito i nostri percorsi per raccontarci quanto sono state male durante e dopo il parto, quasi a rammaricarsi, e infatti si è aperta anche un po’ una posta del cuore. Per questo quando ho strutturato il mio metodo ho cercato di inserire esercizi in cui vediamo insieme alle mamme come possono muoversi al meglio durante il parto, in cui simuliamo ad esempio i tempi delle contrazioni, le spinte, le respirazioni e le posizioni specifiche per il travaglio. È un percorso nato per creare qualcosa che realmente sia utile”.

Percorsi di gruppo ma anche individuali – perché ogni donna è a sé – e con tanto materiale gratuito: pdf, guide, video, contenuti sul loro blog, sul canale YouTube e sui social.
E poi c’è la cura della parte emotiva. “In Italia la gravidanza viene vissuta con molta paura, c’è la falsa convinzione che il minimo movimento della mamma col pancione possa nuocere al bambino. C’è tanta ansia ingiustificata anche per le gravidanze senza complicazioni, per cui una mamma arriva a fare anche nove ecografie. Con noi la donna arriva preparata anche intellettualmente e con meno paura. Tante volte – continua Eleonora – ci sentiamo trattate con sufficienza, come se non avessimo voce in capitolo nella nostra gravidanza. In gravidanza invece è importante trovare una risposta ai propri dubbi, qualcuno che sia disposto ad ascoltarti e a prenderti per mano. Vogliamo andare contro questa cosa, per questo chiamo le mie mamme ‘mamme potenziate’”.

Francesco ed Eleonora sono stati i primi a prendersi per mano a vicenda. “Quando abbiamo scoperto di Bianca io sono entrata in crisi. Avevo appena iniziato a lavorare come fisioterapista a tempo determinato. Non avevamo una casa, non vivevamo ancora insieme”. La preoccupazione però non era quella di diventare mamma ma tutto quello che gravitava intorno: “La responsabilità di avere una famiglia, le persone che ti giudicano. Me la stavo facendo sotto”. La storia di Megamamma nasce proprio da un momento di crisi di Eleonora. “Di lì a poco sarei dovuta tornare a lavorare. Avevo scelto di fare la fisioterapista, ma c’era sempre qualcosa nella mia testa che mi portava a chiedermi se fosse la scelta giusta, se sarei stata felice. Mi chiedevo se mi vedessi ad essere la classica fisioterapista che lavora in ospedale e che fa trattamenti a lettino. Mi sono risposta di no”.

Un giorno Eleonora prende il diario della crescita di Bianca e lo capovolge. Tra gli orari del sonno e delle poppate inizia a riversare nelle pagine le sue paure. Il quaderno però non è nascosto – forse, inconsciamente, come richiesta di aiuto -. Francesco infatti lo nota e inizia a sfogliarlo, senza immaginare cosa ci avrebbe trovato. “Era pieno di domande critiche con se stessa – racconta lui -. In quel momento era in una fase emotiva delicata dopo il parto e aveva messo in dubbio tutta la sua identità, come persona e come madre”.

Eleonora non voleva affrontare il discorso, ma Francesco ha insistito. “Questo progetto nasce dal mio essere mamma ma nasce perché lui mi ha dato la carica, perché mi ha spinta e mi ha detto ‘Facciamolo insieme’. C’erano giorni in cui mi sentivo sotto un treno e lui mi ha tirata su”. Francesco sdrammatizza definendosi un benzinaio, ma oggi quel momento di crisi sembra un lontano ricordo. “Sono contenta, stiamo lavorando sodo – tira le somme Eleonora -. Un anno fa non avrei mai pensato di arrivare a oggi. Sono grata, a Francesco e a mia figlia Bianca, perché tutto è nato da lì. Ho trovato la mia identità. Ora mi guardo indietro e mi chiedo come abbia fatto ad avere paura”.

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