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Tram, in via Martinella 18 degli 88 incidenti in 13 anni. Un'unica causa, ovvia: "Le auto che passano col rosso" - BergamoNews
L'approfondimento

Tram, in via Martinella 18 degli 88 incidenti in 13 anni. Un’unica causa, ovvia: “Le auto che passano col rosso” video

In Teb si registra una media di un incidente ogni circa 8.600 corse: il passaggio col rosso da parte degli automobilisti, oltre a essere una grave violazione, li espone a una altissima probabilità di impattare col tram date le tempistiche del semaforo

Bergamo. Ottantotto incidenti dal 2009 a oggi, l’ultimo dei quali risale al 18 aprile scorso al famigerato incrocio di via Martinella a Bergamo.

In tredici anni di attività la linea 1 della Teb ha completato qualcosa come 760.000 corse, circa 56.000 ogni anno, un migliaio ogni settimana, e se è vero che i numeri non mentono, questi dicono chiaramente che il servizio è assolutamente sicuro.

Eppure rimane quel “neo” dei sei incidenti medi all’anno, che alla società sono costati complessivamente 550.000 euro: anno nero, nello specifico, fu il 2011 con due sinistri in via Viandasso a Ranica che causarono danni per 234.000 euro.

“Escludendo questi due sinistri, abbiamo una media di 3.700 euro di danni per ogni incidente – commenta l’ingegner Paolo Rapinesi, direttore di esercizio di Teb – In quei due casi ci furono circostanze particolari: il primo, con 164.000 euro di danni, fu causato da un ragazzo neopatentato che superò la colonna di auto ferme al semaforo e impattò in piena accelerazione contro il treno, sviandolo e facendolo finire contro un palo dell’alta tensione. Anche il ripristino fu complicato, così come l’altro di quell’anno, quando un veicolo con una gru in estensione urtò ancora la linea elettrica, costringendo l’isolamento di tutta la zona”.

Negli 88 incidenti si sono contati 13 feriti, 11 dei quali con una prognosi fino a 20 giorni, i due restanti fino a 40 giorni, mentre in 24 casi è stato necessario l’intervento anche della Polizia Locale.

“La differenza di conteggio, tra i nostri 88 incidenti e i 24 nei registri della Polizia Locale è segnale di quanta attenzione la nostra società ponga su ogni singolo episodio che coinvolge una vettura tramviaria – evidenzia Rapinesi – Anche la minima bozza o graffio per noi viene archiviato come sinistro e come tale viene analizzato, per verificare se occorrano eventuali interventi correttivi. In alcuni casi siamo arrivati a chiedere ai Comuni sui quali insistono gli incroci un rafforzamento della segnaletica”.

Ma quali sono le cause alla base degli incidenti? La risposta, date le evidenze, è semplicissima: il mancato rispetto del semaforo rosso da parte degli automobilisti.

Il “caso” di via Martinella

Dopo l’ultimo incidente in via Martinella qualcuno aveva messo in dubbio il corretto funzionamento dell’impianto semaforico: un sospetto che deriva anche dal triste primato dell’intersezione, dove si sono verificati 18 sinistri dal 2009, molti di più che in qualsiasi altro attraversamento lungo la linea tra la stazione di Bergamo e Albino (il secondo è quello di via Papa Ratti, con 14 incidenti).

“Non c’è mai stato alcun malfunzionamento e oltretutto la segnaletica in quel punto è del tutto visibile ed è stata pure integrata – aggiunge il direttore di esercizio Teb – Linee come la nostra entrano in servizio solo dopo un’attenta supervisione del Ministero che, prima di dare il proprio benestare, vuole accedere ai progetti e fare dei sopralluoghi”.

Nella maggior parte dei casi, gli incidenti si risolvono con una semplice constatazione del danno e conseguente ripartenza del tram nel giro di pochi minuti.

In via Martinella, però, la particolare conformazione dell’incrocio fa in modo che in caso di incidente le auto coinvolte finiscano spesso per incastrarsi tra il tram e un muretto di cinta che divide le rotaie dalle confinanti proprietà private, spingendo il treno fuori dal binario.

Incidente tram
L'ultimo incidente tra auto e tram in via Martinella, con la vettura 'incastrata' tra treno e muretto

Come funzionano gli incroci con tram

Lungo la linea T1 della Teb ci sono 30 attraversamenti a raso con semafori intelligenti che si attivano al passaggio del tram: quando il treno sta per impegnare l’incrocio il semaforo per le auto diventa prima arancione e poi di un rosso che nella maggior parte dei casi è anche “maggiorato”, vale a dire inserito in una lanterna da 30 centimetri di diametro invece dei canonici 20.

Prendendo ancora ad esempio il caso di via Martinella, inoltre, l’incrocio è anche rafforzato dalla segnaletica orizzontale di forma triangolare disegnata con vernice bicomponente, che non si cancella.

Incrocio teb via martinella
La segnaletica orizzontale in via Martinella. In alto a sinistra il semaforo con il rosso maggiorato

In avvicinamento all’incrocio, il tram rallenta e lo impegna a velocità ridotta, che in base al tipo di intersezione oscilla tra i 15 e i 30 chilometri orari, stabiliti dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile a seconda della visibilità: poi riparte l’accelerazione, impossibile da arrestare nel caso in cui sulla corsa si ponga improvvisamente un ostacolo imprevisto.

Da quando il semaforo rosso scatta a quando torna verde passano in media una ventina di secondi, giusto il tempo dell’attraversamento da parte del treno: appare ovvio che, con queste tempistiche, l’inosservanza del rosso da parte degli automobilisti li espone a una altissima probabilità di andare a impattare con il tram, che per peso, aderenza e impossibilità di manovra, non ha alcun modo di evitare l’incidente.

“Quando abbiamo iniziato a ragionare sul servizio abbiamo scelto gli attraversamenti a raso senza sbarre, seguendo una linea europea che prevede da prassi questa soluzione – spiega ancora l’ingegner Rapinesi – A distanza di 13 anni posso dire che abbiamo avuto ragione, anche perché il tema del passaggio a livello non è risolutivo sul tema incidenti, perché, anche se raro, le auto possono sempre rimanere nel mezzo. Inoltre quel tipo di soluzione può portare ad altri problemi a livello di regolarità del servizio, perché soggetti a guasti o malfunzionamenti. Ciò che non c’è non si può rompere. La nostra linea è controllata e tutto va in direzione e a garanzia del servizio ai passeggeri da un lato e della maggiore fluidità del traffico dall’altra”.

Il sistema “uomo morto”

Per una maggiore sicurezza e, di nuovo, a garanzia di tutti gli utenti, che siano della tramvia o della strada, ogni treno è dotato di un sistema che in gergo viene definito “dell’uomo morto”.

Un nome poco felice, ma che rende bene l’idea della sua finalità.

Per prevenire eventuali situazioni di assenza alla guida dovute a un malore o, nel caso più estremo, al decesso, in corrispondenza degli incroci al conducente viene chiesto di premere o muovere una sequenza preordinata di pulsanti e leve: in caso contrario, di mancata reazione, si innesca un processo automatico che manda il tram in frenatura.

Cosa succede in Teb in caso di incidente

In ognuno degli 88 sinistri registrati, come detto, Teb ha sempre aperto una pratica per verificare l’accaduto.

Nel farlo è sicuramente facilitata dalla presenza a bordo di ogni tram di otto telecamere, due delle quali sulla parte frontale che riprendono esattamente le condizioni vissute dal conducente.

“Poi si innesca immediatamente una collaborazione con Atb e un dialogo con gli altri operatori del Trasporto Pubblico Locale su gomma per fare in modo di attivare nel più breve tempo possibile delle navette sostitutive che possano sopperire a eventuali blocchi della linea – sottolinea Rapinesi – Si crea subito un contatto tra la nostra sala operativa e quelle di Atb e del gruppo Arriva”.

Terminata la fase emergenziale, l’inchiesta interna che si innesca valuta ogni possibile causa e, soprattutto, sfocia sempre in una segnalazione dell’accaduto al Ministero, soprattutto in caso di deragliamento.

“Sta poi al Ministero – conclude – la decisione se aprire o meno un’inchiesta sul caso. Finora non è mai stato fatto, significa che anche per loro non c’erano gli estremi e quindi tutto era riconducibile all’inosservanza del semaforo rosso che, ricordiamolo, non è una distrazione ma una grave violazione del codice della strada”.

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