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Terzo polo logistico di Calcio, il Tar non emette la sentenza: "Sopravvenuta carenza di interesse" - BergamoNews
Dopo un anno

Terzo polo logistico di Calcio, il Tar non emette la sentenza: “Sopravvenuta carenza di interesse”

Legambiente: "Uno spreco di tempo e di denaro. Resta il rammarico dei cittadini che, dopo tutto questo tempo, speravano in un pronunciamento del Tribunale"

Calcio. Sull’espansione della logistica nel Comune di Calcio si sono raccolti molti commenti da parte di residenti e dei Circoli Legambiente bergamaschi. L’unico a non essersi espresso è il Tar di Brescia, che con il provvedimento del 13 aprile ha rilevato una “sopravvenuta carenza di interesse” e pertanto non ha emesso sentenza per il ricorso contro la Provincia di Bergamo per avere escluso dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) il progetto del terzo polo logistico di Calcio, il sesto nel cosiddetto “quadrilatero della logistica”.

Il provvedimento del tribunale non contiene, quindi, una sentenza e non stabilisce parti vincenti e soccombenti. Resta, quindi, il rammarico dei cittadini che, dopo un anno di attesa dal deposito del loro ricorso, speravano in un pronunciamento del Tribunale. Per evitare la sentenza è stato sufficiente alla società realizzatrice presentare lo scorso febbraio un nuovo progetto, rapidamente accettato dal Comune di Calcio, in sostituzione di quello originale.

“Legambiente ritiene che lo sviluppo economico non possa andare a discapito della qualità della vita e delle risorse limitate di suolo – sottolinea Elena Ferrario, presidente di Legambiente Bergamo –. Per garantire la sostenibilità di un nuovo insediamento occorre fare almeno una fotografia della situazione di partenza, e valutare le diverse ricadute, che in un territorio ormai complesso e urbanizzato come quello di Bergamo, sono spesso già critiche. Se la nostra Provincia chiude gli occhi ad aspetti come la neutralità energetica ed emissiva, la mobilità, la fertilità del suolo, gli effetti climatici, l’attrattività turistica, l’immigrazione economica e la prevenzione sanitaria, trascura i costi più rilevanti dei nuovi insediamenti e rinuncia a chiedere o imporre le compensazioni necessarie. Ecco allora che, oltre a sostenere la vitalità del territorio, le Via sarebbero uno strumento efficace per prevenire la crescita della spesa pubblica”.

Nel periodo intercorso tra deposito del ricorso e il recente provvedimento del Tar, la Provincia di Bergamo aveva peraltro modificato il suo parere iniziale. Una prima volta nel settembre 2021 durante un intervento in sede di Conferenza dei Servizi presso il Comune di Calcio, l’ente di via Tasso aveva raccomandato l’adozione di una VIA per il progetto. Una seconda volta, nelle sue osservazioni al nuovo progetto depositate nello stesso Comune lo scorso 14 febbraio 2022, essa aveva rammentato addirittura un obbligo di procedere con una Via sulla base delle disposizioni della Legge Regionale 5/2015 che impongono tale valutazione per insediamenti logistici di estensione superiore a 30mila metri quadrati.

“Il nuovo progetto è di 48mila metri quadrati – sottolinea Paolo Falbo, presidente del circolo Legambiente Oglio Serio – ma resta ambiguo rispetto alla destinazione d’uso e quindi sfugge all’obbligo di VIA. Ma tale obbligo sarà automatico se la destinazione logistica verrà esplicitata. Questo dimostra la fondatezza delle ragioni dei ricorrenti, visto che il progetto originale era esplicitamente logistico e prevedeva 58mila metri quadrati. Inoltre – prosegue Falbo – il provvedimento del Tar di Brescia è arrivato dopo un anno dal deposito del ricorso, determinando un grande spreco economico. Per le spese legali sono andati in fumo almeno 12mila euro, 6mila raccolti da cittadini di tutta la provincia e presumibilmente almeno altrettanti, pubblici, spesi dalla Provincia. Il ritardo all’avvio dei lavori costava alla società realizzatrice circa 40mila euro al giorno, secondo una dichiarazione della stessa. Quanto sarebbe costata la VIA, che avrebbe evitato tutto ciò? 10mila euro, da addebitare alla società realizzatrice, e 4 mesi di tempo. In gergo economico questo si definisce assenza di razionalità economica. Ci auguriamo che la nuova amministrazione della Provincia marchi un deciso cambio di passo, rivalutando le procedure di Via che sono l’unico strumento amministrativo rimasto per gestire il territorio con la dovuta ragionevolezza”.

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