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Il turismo riparte in sella alle moto - BergamoNews
A cura di

Scuderia Norelli

Le iniziative

Il turismo riparte in sella alle moto

La Valli Bergamasche Revival Internazionale del 18 e 19 giugno abbinerà allo spettacolo dei campioni dell'enduro un convegno per analizzare il ruolo delle due ruote a sostegno delle attività delle strutture ricettive e della ristorazione, ma an che per tutelare l'ambiente. La “motociclista" Lara Magoni: “Un valore aggiunto sul quale devono puntare istituzioni, enti locali e associazioni di categoria”

Una moto può essere utilizzata per molti scopi diversi: per esempio per lasciare l’auto in garage e “dribblare” il traffico, dimezzando i tempi per andare al lavoro; per contribuire a tagliare l’inquinamento; per fare sport, su una pista da motocross o da velocità. Ma la moto può essere anche molto di più. Per esempio uno “strumento” grazie al quale moltissimi volontari (motociclisti) potrebbero percorrere i sentieri di montagna per fare un’opera di controllo, impedendo che vengano realizzate discariche abusive, o che possano propagarsi incendi, fino a portare, in casi d’emergenza, medicinali o vaccini, ma anche generi di prima necessità, in zone impervie altrimenti difficili da raggiungere…

Tutte “facce” diverse delle due ruote che verranno mostrate nel corso di un convegno, organizzato a Bergamo a giugno, a corollario di un appuntamento imperdibile per il popolo delle due ruote: la Valli Bergamasche Revival Internazionale 2022, gara di motoregolarità internazionale ideata dalla Scuderia Norelli di Bergamo per far rivivere una delle competizioni più leggendarie dell’enduro mondiale. Un’occasione per assistere allo spettacolo offerto da 270 piloti provenienti da tutto il mondo, fra cui anche il 14 volte vincitore della Dakar Stephane Peterhansel, ma anche per analizzare i diversi ruoli che la moto potrebbe recitare in futuro, trainando addirittura l’economia italiana. Già, perché il mototurismo (con le gite fuoriporta o le vacanze vere e proprie fatte in sella, utilizzando la moto innanzitutto come strumento di “puro divertimento”, capace di offrire un osservatorio sui panorami circostanti che da dentro l’abitacolo di un’auto hanno tutto un altro sapore) rappresenta e potrà rappresentare sempre più una voce importantissima per il bilancio dell’Italia.

Lo dicono i numeri di uno studio, realizzato dalla società di ricerche JFC, e pubblicata da Il Sole 24 Ore, secondo il quale il motoritusmo è in grado di produrre per l’economia turistica italiana qualcosa come due miliardi di euro di fatturato, di cui circa uno e mezzo garantito da “turisti su due ruote” provenienti da oltrefrontiera; lo confermano responsabili della Scuderia Norelli, che in programma hanno addirittura un’indagine fra gli agriturismo del territorio per scoprire quali potrebbero essere più adeguati per ospitare visitatori motociclisti; ne è convinta anche una delle protagoniste del convegno, Lara Magoni, assessore al Turismo della Regione Lombardia e appassionatissima di moto (è proprietaria di una Honda VTS 750 in sella alla quale capita spesso di incrociarla sulle strade delle “sue valli” in provincia di Bergamo) che ha voluto ribadire il ruolo sempre più importante (sotto il profilo della sostenibilità ambientale, del controllo del territorio e, appunto, economico, trainando il turismo) del motociclismo, confermando che il motorurismo potrebbe rappresentare un’importantissima boccata d’ossigeno per l’intera Lombardia, a partire proprio dalle zone di montagna, messe in difficoltà negli ultimi decenni da una politica che troppo spesso si è “dimenticata per strada” i problemi di chi vive in quota, e per le quali il turismo rappresenta una delle “entrate” principali.

“Le due ruote e il turismo costituiscono un connubio ideale per apprezzare le bellezze paesaggistiche, naturalistiche e artistiche del territorio”, ha affermato Lara Magoni accettando l’invito a “salire in sella al convegno” che le è stato rivolto da Massimo Sironi ed Enzo Paris, presidente e segretario della Scuderia Norelli, “e il mototurismo può rappresentare un grande valore aggiunto per le strutture ricettive, la ristorazione, l’occupazione e in generale per tutto il ‘sistema turismo’ della Lombardia” grazie anche al fatto che la clientela biker nei propri viaggi si ferma volentieri anche per un pranzo ristoratore, spesso in gruppo, facendo girare l’economia”. Un’opportunità da tenere in grande considerazione, dunque, ma anche da sostenere “con uno sforzo collettivo per far comprendere il valore economico e sociale del turismo su due ruote”, ha aggiunto Lara Magoni “con istituzioni, enti locali e associazioni di categoria chiamate a svolgere, in tal senso, un lavoro determinante per individuare percorsi comuni in grado di individuare misure ad hoc per far crescere un nuovo modo di fare turismo, sempre più sostenibile e accessibile. Un impegno che ho sempre messo in primo piano ma anche un obiettivo che chi va in moto conosce spesso molto bene.

La montagna è un tesoro naturalistico, preservarlo è un dovere per tutti, e la “due giorni” di giugno potrà rappresentare un’occasione importante per far viaggiare il messaggio che la sostenibilità ambientale si fa innanzitutto con comportamenti adeguati e responsabili. L’attività motociclista, se esercitata con raziocino e professionalità, è assolutamente rispettosa dell’ambiente. E io sarei felice di vedere sempre più motociclisti sulle strade verso le località turistiche. Perché più moto e meno auto vuol dire meno code, meno inquinamento. E perché a piedi si cammina, in macchina si viaggio, in moto si sogno”.

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