Bergamo

Docu-film sui catari, “Aiuta a riflettere sulle intolleranze del passato e del presente”

Verrà proiettato sabato 14 maggio al centro culturale protestante. Sarà presente il regista Fredo Valla

Bergamo. Sapete la storia dei catari e dei bogomili? Molti non la conoscono, anzi non li hanno mai sentiti nemmeno nominare, eppure le persecuzioni che hanno subito possono aiutare a riflettere sulle intolleranze del passato e del presente.

Con questo spirito è nato il docu-film Bogre – La grande eresia europea, diretto da Fredo Valla, che verrà proiettato sabato 14 maggio al centro culturale protestante di Bergamo, in via Torquato Tasso, 55. L’appuntamento è alle 15, con ingresso libero, alla presenza del regista.

Questo lavoro, della durata di 200 minuti, è stato realizzato in cinque lingue sottotitolate (bulgaro, francese, occitano, italiano e bosniaco), in modo da essere fruibile dal pubblico più am pio possibile. “I contenuti – spiega il regista Valla – ripercorrono le complesse vicende della diffusione e della sanguinosa repressione dei cristiani dualisti medievali, ossia i catari e i bogomili. Per raccontare chi sono, in estrema sintesi, si può affermare che si tratta di due fedi che credono in in una doppia creazione, nell’esistenza di un dio del bene che avrebbe creato cose spirituali e immortali come la nostra anima, e un dio del male, che invece avrebbe dato vita alla materia e a tutte le cose materiali. Questi credi prevedevano una netta dicotomia tra lo spirito e la materia, tra gli elementi immateriali e quelli materiali, configurando due polarità ben distinte e contrapposte”.

“Il catarismo, che risale ai primi secoli del cristianesimo – continua Valla – dalla Bulgaria si diffuse in Occidente, in Bosnia e in Occitania, un’area storico-geografica dell’Europa, non delimitata da confini politici, sviluppatasi in una larga parte della Francia meridionale, e zone limitrofe nelle odierne Italia e Spagna. La sua presenza è stata significativa anche nel nostro Paese: Concorezzo e Desenzano furono due centri molto importanti per il catarismo, ma vi furono catari anche a Cremona, Verona, Spoleto e Firenze. Nel capoluogo toscano, in modo particolare, si narra che negli anni del giovane Dante il 30% della popolazione fosse catara”.

“Questa fede – evidenzia Valla – non era solamente una riforma del cristianesimo. Era alterativa alla chiesa di Roma, i catari sostenevano di essere i veri discendenti degli apostoli e la chiesa di Roma scatenò un’accanita lotta per contrastarli. Contro di loro si svolse una crociata, che vide i cristiani combattere contro altri cristiani. Molti ex catari convertiti divennero inquisitori e contribuirono ad accendere i roghi sui quali vennero arsi migliaia di catari”.

“L’idea di realizzare questo docu-film – conclude Valla – è nata dalla mia frequentazione del mondo culturale occitano d’Oltralpe, che mi ha permesso di conoscere il catarismo. In un primo momento, in base alle informazioni che avevo appreso, ritenevo che la sua diffusione fosse piuttosto circoscritta alla regione occitana francese ma molti anni dopo lavorando per diverse produzioni di Pupi Avati in Bulgaria per Tv2000, incontrai una signora che mi parlò dei bogomili, cristiani dualisti del decimo secolo. Mi disse che erano i catari dei balcani, mentre i catari erano i bogomili dell’occidente, così mi incuriosii e approfondendo le loro vicende capii che erano molto più diffusi di quanto pensassi e lo racconto nel docu-film. Le loro storie appartengono al Medioevo ma possono fornire tanti spunti di riflessione sul nostro tempo: tutti noi possiamo riconoscerci a volte molto solidali con gli altri e a volte persecutori. Nella proiezione, qua e là, ci sono elementi che possono risultare utili per interrogarsi sulla contemporaneità e sulle difficoltà ad accettare il diverso”.

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