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Bergamo next level

Il sindaco di Leopoli: “Da un anno siamo pronti a rispondere all’emergenza”

Sergio Cavalieri, Rettore Unibg: “Il nostro non è un festival, ma un’opportunità per contribuire alla rigenerazione della filiera culturale e produttiva”. Cristina Bombassei, Presidente Pro Universitate Bergomensi: “La transizione digitale ed ecologica sono sfide complesse per le nostre imprese. Servono una visione e un modello di sviluppo territoriale, ambiziosi e orientati al futuro”

Bergamo. “L’anno scorso ho costituito ‘il team della resilienza’. Ogni settimana ci siamo incontrati e ci siamo preparati ad affrontare situazione estreme. Sei mesi prima dell’invasione russa ho incaricato il mio gruppo di lavoro di assicurare l’approvvigionamento idrico della città senza ricorrere all’uso di elettricità: i miei collaboratori mi hanno dato del pazzo, ma ci siamo riusciti. Abbiamo acquistato generatori, ci siamo preparati all’emergenza: è difficile sapere oggi quale sarà la situazione futura, ma certamente questa rimane un’esperienza importante”.

Così il Sindaco di Leopoli, Andrij Sadovyj collegato con il Kilometro Rosso di Bergamo, all’evento inaugurale della seconda edizione di Bergamo Next Level – Le persone e il territorio di domani, una settimana di eventi in programma fino al 20 maggio ideata e promossa da Università degli studi di Bergamo e Pro Universitate Bergomensi, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Bergamo e con la collaborazione dell’Ufficio scolastico di Bergamo.

“Vogliamo sviluppare progetti concreti con Leopoli”. Molti i tratti in comune tra Leopoli e Bergamo: la presenza sul proprio territorio di siti riconosciuti da patrimonio Unesco (il centro storico di Leopoli è riconosciuto come Patrimonio dell’umanità), l’importante funzione di polo industriale e centro logistico, a cui si affianca anche il ruolo centrale dell’università in entrambe le realtà.

“Questi forti nessi ci hanno indotto a prendere contatti con la città di Leopoli”, ha commentato Alberto Brugnoli, Presidente della Cattedra Unesco dell’Università degli studi di Bergamo: “Ci ha colpito la capacità di resilienza di questa città, il fatto che si stessero preparando da tempo a situazioni di emergenza come città circolare nella gestione dei rifiuti, nel consumo d’acqua, cioè come città in grado di essere autonoma in qualunque frangente. Leopoli è una città in grado di usare le risorse disponibili senza sprechi. Stiamo già pensando a dei progetti in chiave di città circolare da svolgere con Leopoli in futuro, ci interessa poter guardare anche a questo esempio e portare la nostra esperienza”. Il tutto sotto l’egida della Cattedra Unesco dell’Università degli studi di Bergamo (istituita nel 2003), “perché la missione di UNESCO è quella di promuovere una cultura di pace e di dialogo interculturale”.

Un modello di città per il futuro. Il modello della città di Leopoli non serve solo in tempo di guerra. Quello descritto dal primo cittadino della città ucraina – ieri capitale culturale dell’Ucraina, oggi città di passaggio di 200.00 profughi – è inevitabilmente un quadro di dolore, ma anche un esempio di resilienza sociale, culturale, economica e urbana, una testimonianza che pone in luce l’importanza di costruire un sistema territoriale che punti alla rigenerazione. Come il tema della manifestazione di quest’anno, declinato su quattro aree principali: patrimonio culturale, società aperta, innovazione sostenibile e sviluppo energetico.

Di una rigenerazione ‘senza confini’, riprendendo il titolo dell’evento inaugurale della rassegna, ha parlato Maurizio Martina, Vicedirettore generale della FAO, che nel suo contributo video ha commentato: “Rigenerare senza confini sembra impossibile oggi, ma è necessario continuare a ragionare in termini globali. Penso alle tre principali cause della fame crescente nel mondo – conflitti, climi estremi e shock economici – e sono tutti fenomeni globali. Il multilateralismo in crisi ha bisogno di ripensarsi per proporre ancora una volta un’idea di mondo cooperativo, solidale, in cui le interdipendenze siano un punto di forza e non di debolezza. Serve disegnare un nuovo pensiero, e credo che sia indispensabile farlo anche a partire dai territori. Alcuni ricercatori ci parlano di un probabile sviluppo di una ‘globalizzazione selettiva’ composta da macro-aree geopolitiche omogenee: è una grande sfida anche per l’Europa, che deve pensare ad una propria strategia nel rapporto con tutto quello che si muove sul fronte straordinariamente complesso del continente africano”.

La rassegna vede coinvolti più di sessanta tra docenti e ricercatori UniBg, protagonisti nel ruolo di curatori e moderatori di talk, workshop, conferenze, spettacoli e lezioni aperte dedicate a ricerche e progetti in corso sui temi chiave dello sviluppo futuro del territorio di Bergamo.

Una rigenerazione oltre i confini della città. “Bergamo Next Level non è un festival”, ha spiegato Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli studi di Bergamo. “Non è una serie di eventi in cui mettiamo in vetrina le nostre competenze, ma ha un ruolo di riflessione, di contaminazione tra dipartimenti, un’occasione di interdisciplinarietà. È un’opportunità per capire quali sono le spinte del territorio e, in un secondo momento, guidare una progettualità che va dal patrimonio culturale, alla transizione ecologica, alla digitalizzazione. Al termine di questa settimana daremo delle linee di indirizzo, non risposte”. Per andare verso una rigenerazione senza confini, “oltre i confini della città”, ha sottolineato il Rettore.

“Il nostro obiettivo è quello di lavorare con il territorio, che ha una ricchezza e una diversità da valorizzare, soprattutto con aree che tradizionalmente sono state trascurate, per contribuire alla rigenerazione della filiera culturale e produttiva”.

Con una quota degli occupati superiore alla media regionale, nazionale ed europea e una forte tendenza all’internazionalizzazione (Bergamo è la settima provincia italiana per esportazione con 17 miliardi di euro nel 2021 e una crescita del 24% prevista da qui al 2025), “il nostro ecosistema manifatturiero vuole rimettere in gioco le risorse e rimettersi in gioco con una certa positività”, ha dichiarato Cristina Bombassei, Presidente di Pro Universitate Bergomensi. “Le transizioni digitale ed ecologica sono sfide complesse per le nostre imprese che richiederanno conversioni non sempre possibili. Servono una visione e un modello di sviluppo territoriale, ambiziosi e orientati al futuro, con una reale capacità di rigenerazione delle competenze delle nostre filiere. Il legame con l’università è fondamentale, ma non sufficiente. L’università deve essere integrata nel territorio e questa rigenerazione di competenze deve essere pensata in modo inclusivo. Le filiere non operano l’una separata dalle altre. È necessario rigenerare un intero ecosistema territoriale, creando reti e partnership con altri attori, in una logica di crescita condivisa”, ha concluso Bombassei.
Il programma completo della manifestazione è disponibile su www.bergamonextlevel.it. Tutti gli eventi si svolgono in presenza. La prenotazione online è consigliata, ma non obbligatoria. L’ingresso è consentito con mascherina FFP2.

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