I precedenti

Castro ancora nel dolore, è la terza vittima sul lavoro

Dopo Vittorio Bendotti e Davide Brembilla, tragicamente scomparsi alla Lucchini e alla Palini, mercoledì pomeriggio è toccato a Giancarlo Carizzoni

Lovere. Non bisogna andare troppo lontano nel tempo per ripercorrere le drammatiche vicende di altri due morti sul lavoro, quelle di Vittorio Bendotti e Davide Brembilla, entrambi residenti a Castro, esattamente come Giancarlo Carizzoni, operaio 50enne di Castro. Correvano gli anni 2006 e 2007 e come teatro delle tragedie la Lucchini Sidermeccanica, a Lovere, e Palini Vernici di Pisogne.

A Lovere

A Lovere, Vittorio Bendotti è rimasto schiacciato da pesanti sbarre di ferro. Ennesima tragedia sul lavoro. Un altro operaio è morto mentre svolgeva la propria mansione in fabbrica. E’ accaduto nello stabilimento della bresciana Lucchini Sidermeccanica, a Lovere, paese bergamasco nella parte Nord del Lago d’Iseo. A perdere la vita è stato Vittorio Bendotti, 50enne residente a Castro (Bg).
L’incidente è avvenuto all’interno del reparto di fucinatura dove si eseguono i trattamenti termici sull’acciaio. In base alle prime ricostruzioni, l’uomo stava manovrando insieme con due colleghi alcune pesanti piastre metalliche, lunghe circa tre metri, i manufatti dovevano essere issati a bordo di un carrello elevatore, grazie ad una gru comandata a distanza. Bendotti, che si trovava a metà strada fra le piastre e il carrello, all’improvviso, forse a causa di un’oscillazione, è stato schiacciato dai pesanti pezzi di metallo che lo hanno investito dall’addome in giù. In pochi minuti è intervenuto l’elicottero del 118, che ha provveduto a trasportare il ferito agli ospedali Riuniti di Bergamo. Qui l’operaio ferito ha subìto un intervento, ma le sue condizioni si sono aggravate con il passare del tempo e alle 18 è spirato.

A Pisogne

Un morto e tre feriti: due sono più gravi, ma fortunatamente non in pericolo di vita. Sono tutti bergamaschi i dipendenti della Palini Vernici di Pisogne coinvolti nell’incendio scoppiato intorno alle 10,30 nel reparto di miscelazione a causa della rottura di un rubinetto di una cisterna che conteneva acetone. La vittima è Davide Brembilla, 32 anni, originario di Castro ma residente a Lovere. I tre feriti sono tutti di Castro: due sono ricoverati al Niguarda di Milano e a Verona, nei reparti grandi ustionati, mentre il terzo è stato trasportato all’ospedale di Esine. Secondo la ricostruzione – fatta subito dopo l’intervento dei sanitari del 118, dei vigili del fuoco di Darfo e dei carabinieri della stazione di Pisogne e Breno – era in corso l’operazione di spostamento di una piccola cisterna che conteneva acetone. Ma dalla cisterna, caricata su un muletto, si è staccato il rubinetto e il liquido, altamente infiammabile, ha cominciato a riversarsi a terra, formando una pozza. Il guidatore del muletto ha deciso di allontanarsi il più possibile per evitare rischi. L’acetone ha però continuato ad uscire, lasciando a terra una scia. È bastata una scintilla, probabilmente uscita dai freni, a incendiare il liquido: il fuoco ha seguito la scia d’acetone rimasta a terra ed ha raggiunto la pozza che si era formata all’inizio. Qui c’era Davide Brembilla. L’operaio, investito in pieno, è stato carbonizzato dal calore. Gli altri feriti sono stati solo marginalmente colpiti dalle fiamme. Il fumo si è levato altissimo. L’incendio è stato domato dai vigili del fuoco intorno alle 13.15.
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