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L’autotrapianto monofollicolare dei capelli - BergamoNews
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Chirurgia plastica e medicina estetica

I consigli

L’autotrapianto monofollicolare dei capelli

L’intervento del chirurgo estetico consiste nel prelevare dalla regione posteriore del cuoio capelluto un importante unità di follicolari mono bulbari (costituiti dalla radice e da un paio di millimetri di fusto e che non risentono del suddetto ormone), che successivamente saranno trapiantati nelle regioni anteriori della testa, ovvero quelle che hanno subito il maggior diradamento

Ebbene sì, è capitato anche a Fabio: un ragazzo di 31 anni, sportivo e dallo spirito vivace ma che già da quando aveva 20 anni ha iniziato a perdere capelli, soprattutto a livello delle tempie.
Quando è venuto a trovarci in clinica ci ha raccontato di tutti i tentativi fatti fino a quel momento: lozioni per capelli, integratori, trattamenti di vario genere… ma alla fine l’unica soluzione che aveva davvero funzionato era stata un cappellino da baseball, con cui coprire quella stempiatura che stava aumentando e che gli creava ogni giorno maggiore disagio!

Quello di Fabio è uno dei tanti casi che in Clinica Villa Sant’Apollonia trattiamo per aiutare gli uomini che, prima o dopo, incorrono nel problema della calvizie.
Anche se la perdita di capelli, ovvero l’alopecia androgenetica, non riguarda solo il sesso maschile ma in qualche caso anche quello femminile e si può contrastare con l’autotrapianto monofollicolare dei capelli.

In cosa consiste l’autotrapianto monofollicolare dei capelli?
Innanzitutto partiamo dal presupposto che la perdita di capelli ha origine genetica ed ereditaria ed è causata dell’azione negativa di un ormone derivato dal testosterone, che influisce soprattutto sulla zona delle tempie e il vertice della testa.
Pertanto l’intervento del chirurgo estetico consiste nel prelevare dalla regione posteriore del cuoio capelluto un importante unità di follicolari mono bulbari (costituiti dalla radice e da un paio di millimetri di fusto e che non risentono del suddetto ormone), che successivamente saranno trapiantati nelle regioni anteriori della testa, ovvero quelle che hanno subito il maggior diradamento.

Una volta trapiantati e in soli tre mesi i bulbi iniziano a produrre nuovi capelli che da quel momento cresceranno spontaneamente di circa 1 cm. al mese, continuando a farlo per tuta la vita!

Il caso di Maurizio
È ciò che è successo a Maurizio, un uomo sulla cinquantina che, nel riscontrare un sempre maggiore diradamento dei capelli a livello del vertice della testa, ad un certo punto ha deciso di affrontare questo intervento di chirurgia estetica.
L’intervento si è svolto in anestesia locale e anche nel suo caso, come spesso accade, è stato sufficiente procedere con un micro autotrapianto con cui il chirurgo estetico ha rinforzato l’area diradata.
Quindi, dopo aver prescritto un’opportuna terapia post operatoria di un paio di giorni e un trattamento domiciliare di qualche settimana, Maurizio ha potuto tornare alla sua vita di tutti i giorni, ma con quell’autostima che da troppo tempo aveva perso.

L’autotrapianto monofollicolare di capelli ha delle controindicazioni?
In linea di massima questo intervento non ha controindicazioni tranne che per chi dovesse avere problemi di natura dermatologica oppure ormonale: in questi casi l’intervento non è possibile.
Ecco perché, prima di qualsiasi decisione, è fondamentale rivolgersi ad un chirurgo specializzato in autotrapianti monofollicolari dei capelli: sarà lui che, dopo aver valutato il tipo di calvizie o il grado di diradamento, potrà prescrivere il trattamento più opportuno da seguire.

Dr. Giorgio Toffanetti
Chirurgo maxillo-facciale e direttore Clinica Villa Sant’Apollonia.

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