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Arte

Alla cento4

“Variazioni, il corpo in movimento” di Erroi e Salerno fotogallery

Fino a domenica 8 maggio allo spazio espositivo Cento4 in via Borgo Palazzo 104 a Bergamo

Due artiste, Elisa Erroi incisione a punta secca e Mara Salerno fotografa, due sguardi originali e personali, i loro, che ci invitano a dipanare un filo invisibile che ha guidato la loro creatività permettendoci di ammirare le loro opere.

Al termine creatività va associato il fatto che la si intende come produrre qualcosa di ex novo, qualcosa che prima non c’era. Infatti, sei creativo se sai trasformare. Sei creativo se eviti il rischio di ripetere. Sei creativo se non scendi nella banalità di reiterare continuamente le tue opere.

Il secondo punto importante è una citazione di Boccioni del 1913 “in moto e la luce distruggono la materialità dei corpi. La forma verrà poi ricostruita in forma dinamica”. La citazione esatta si ferma ai corpi. Per quanto riguarda l’estensione della forma è la conseguenza di un modo di intendere e di ricostruire anche la realtà. D’altronde, i dipinti di Boccioni si avvicinano alla rappresentazione pura del movimento. Già Degas con i suoi cavalli da corsa, bolla negli stessi anni con fiera e ispirato l’album fotografico di Eadweard Muybridge. Evidentemente il discorso della fotografia in movimento, del corpo in movimento, diventa centrale. Infatti il titolo “Variazioni, il corpo in movimento”. Le due artiste hanno lavorato dialogando fra di loro da due punti di vista diversi, ma con un unico tratto centrale che appunto è riflessione su – attraverso le loro opere – il corpo in movimento. Sia Elisa Erroi, sia Mara Salerno privilegiano il discorso sul ritratto. In un certo senso, Elisa Erroi, che ha avuto esperienza anche di didattica, ha lavorato sul rapporto corpo e mente che aumentano la consapevolezza di sé. I suoi bozzetti ed incisioni, in variazioni sul corpo umano e in movimento, rappresentano minime modulazioni nello spazio del farsi del movimento del corpo. E, in un certo senso, si collega a Mara Salerno, la quale non lavora tanto sulla lentezza quanto sulla dilatazione del suo movimento compulsivo che diventa, attraverso l’uso della macchina fotografica, espressione vigile di un qualcosa – che potremmo chiamare moto anteriore – che rappresenta un suo plurale io che dà armonia ritmica.

Ecco che si ricompone il tutto rispetto alla luce, alla forma e al movimento. C’è da dire un’ultima cosa, che è una cosa importante da rilevare, è il fatto che ambedue le artiste nel loro saper fare producono qualcosa di materiale. È qui giunge a opportuna la citazione di Eliot, poeta, il quale richiedeva ai suoi lettori di interessarsi non tanto della forma estetica del verso, del periodare o di altro, ma di chiedersi e indagare anche perché c’era l’aspetto di costruzione amatoriale della poesia, che implicava sostanzialmente lavoro.

Io riesco a comprendere ciò che vedo, ciò che interpreto, o ciò che voglio interpretare, se riesco anche a capirne la produzione che viene fatta. Per esempio: il lavoro di incisione a punta secca presuppone un qualcosa che non è rapido sia nell’esecuzione che nel farsi: in poco tempo non si stampa una lastra. Ogni incisione ammette nessuna correzione. Proviamo a pensare un errore, una scheggia di legno tagliata, il piccolo sbafo del rame.. evidentemente non si potrà più tornare indietro. Così come anche il lavoro di ripresa fotografica di Mara Salerno vuol dire sincronizzare esattamente sia i tempi di ripresa che poi la composizione del tutto. Ciò che va sottolineato è quello splendido dialogo che si è avuto tra le due artiste. Ancora una volta vengono fuori le loro personalità. Oltre il fatto di aver acquisito, attraverso workshow e studi, una capacità di utilizzare il mezzo estremamente raffinato. Rimane da sottolineare il fatto che Mara Salerno è una persona che per cui la realtà le provoca sempre emozioni. Il suo fotografare è uno stile di vita. E potremmo dire che la sua solarità, l’appagamento e la gioia, vengono poi rappresentati dal suo fotografare, dal suo essere presente.

Ancora una volta, mi si permetta una citazione di casa, Cento4 è contento di averle ospitate, è contento di aver lasciato spazio a queste due partite e onora – potremmo dire – la sua parola d’ordine: “Idee in circolo”. Quindi noi, volutamente e anche coraggiosamente, abbiamo voluto rimettere idee in circolo e questo – diciamolo – ci dà molta soddisfazione.

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