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Il campanile di Treviglio, un punto di riferimento per la pianura bergamasca - BergamoNews
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Il campanile di Treviglio, un punto di riferimento per la pianura bergamasca

Posizionata a fianco della Basilica di San Martino, la struttura venne realizzata con ogni probabilità attorno al XI secolo vivendo un ulteriore ampliamento nel corso dei secoli successivi sino a raggiungere l'attuale aspetto nel corso del Quattrocento

Il campanile di Treviglio è uno dei simboli più iconici della Pianura Bergamasca.

Sormontato da una cuspide a forme conica, l’edificio è visibile a decine di chilometri di distanza complice i suoi 62,42 metri d’altezza che consentono di individuare facilmente il centro cittadino.

Posizionata a fianco della Basilica di San Martino, la struttura venne realizzata con ogni probabilità attorno al XI secolo vivendo un ulteriore ampliamento nel corso dei secoli successivi sino a raggiungere l’attuale aspetto nel corso del Quattrocento.

Nonostante la vicinanza al luogo sacro, il campanile ricopriva originariamente il ruolo di torre civica dalla quale era possibile controllare il territorio circostante così come comunicare visivamente con gli altri masti presenti nella zona, oltre che dettare con orologio e campane le fasi della giornata dedicate al lavoro e alla preghiera.

Dalle finestre del fabbricato venivano inoltre emanate le cosiddette “grida”, norme emanate dalle autorità e trasmesse a voce dal custode dello stabile affinché tutti potessero esserne a conoscenza.

Simbolo dell’arte gotica lombarda, l’opera è contraddistinta da una pianta quadrata suddivisa su otto livelli a partire dal pian terreno dove originariamente si apriva un’ampia loggia decorata da alcuni affreschi risalenti al XIV secolo e raffiguranti la Crocifissione.

Nonostante buona parte di essi sia stata strappata e conservata oggi all’interno della Cappella del Miracolo, tracce dei dipinti sono ancora visibili sotto la scala in pietra che conduce al primo piano dove un tempo risiedeva il custode.

Benchè oggi sia stata in parte murata e ridotta a finestra monofora, a quell’altezza è ancora oggi possibile scorgere l’antico ingresso dell’edificio al quale si poteva accedere per questioni di sicurezza soltanto con l’ausilio di una scala retrattile.

Muovendosi verso l’alto è impossibile non notare la presenza di una serie di archetti pensili incrociati i quali sottolineano i livelli orizzontali che compongono la torre e accompagnano le bifore con arco ogivale coronate a loro volta da decorazioni in cotto intrecciato.

La raffinatezza delle guarnizioni si ripete anche nella cella campanaria dove spiccano su tutti i lati quadrifore caratterizzate da colonnine binate e completate da capitelli scolpiti mentre gli archetti incrociati si ripresentano in doppia versione nei pressi della “balaustrina” posta alla base della cuspide dove sono visibile delle piccole piramidi tronche sormontate da bocce in rame.

Il colore rosso regalato dai mattoni che compongono la struttura risalta anche nella cuspide che offre ulteriore slancio al campanile.

Nonostante un assedio compiuto dai Veneziani nel 1509, il campanile di Treviglio conserva ancora tutto il proprio fascino ospitando nelle proprie sale il Museo Verticale dedicato alla storia della città.

Fonti
Barbara Oggioni, Treviglio storia arte e cultura, Proloco Treviglio, Edizione Clessidra 2002

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