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Centro Salesiano DON BOSCO

L'iniziativa

Salesiani, un ritiro spirituale di tre giorni a Pejo

Nelle tre giornate del ritiro spirituale ci siamo trovati a rispondere a domande che di solito tendiamo ad evitare, perché troppo “filosofiche” o apparentemente banali o addirittura senza una vera risposta: “A che punto siamo della nostra vita? Abbiamo ancora in testa l'obiettivo che ci eravamo prefissati?

Elsa e Sara presentano una delle recenti attività formative. Si tratta di esperienze che accompagnano gli studenti nel loro percorso di crescita e che coniugano occasioni di riflessione con momenti di condivisione e amicizia, secondo lo stile di don Bosco.

Per prepararci al meglio alla festività della Pasqua, come di consueto, i Salesiani hanno organizzato un ritiro spirituale di tre giorni a Pejo. Quest’ esperienza concilia perfettamente l’idea di riflessione personale, e sociale, accostandola a quello che è un ingrediente fondamentale salesiano, ovvero lo svago, il gioco e stare in compagnia con gli amici. Infatti le attività che ci sono state proposte erano state preparate dagli animatori, solitamente allievi di quarta o quinta, che si spendono per permetterci di vivere alcuni giorni in allegria.
Del resto, lo stile salesiano è dato dal valore, per il quale Don Bosco stesso diede la vita, della collettività e dell’amicizia reciproca, senza bisogno di cellulari, divisioni in gruppi ed esclusioni di alcun genere; e infatti è anche grazie a questo tipo di impegno da parte dei Salesiani che si può vivere a pieno l’esperienza del ritiro spirituale, che, oltre ad accompagnarci a livello psicologico, ci permette di crescere anche in un contesto sociale e affettivo, offrendoci la possibilità di fare nuove amicizie e conoscenze.

Nelle tre giornate del ritiro spirituale ci siamo trovati a rispondere a domande che di solito tendiamo ad evitare, perché troppo “filosofiche” o apparentemente banali o addirittura senza una vera risposta: “A che punto siamo della nostra vita? Abbiamo ancora in testa l’obiettivo che ci eravamo prefissati?”

Inutile dire che non tutti sono riusciti a dare una risposta effettiva a questi quesiti, ma ognuno di noi ha trovato dentro di sé la sua risposta giusta.
Poi, grazie ai vari momenti di riflessione, siamo riusciti ad ascoltarci, a passare del tempo soli con noi stessi. Sono stati inoltre organizzati diversi giochi formativi, oltre alla visione del film “Succede”. Questo film tratta dell’adolescenza sotto i diversi punti di vista dei molti protagonisti. Il personaggio principale è Margherita (Meg) alle prese con i primi amori e i primi veri traumi, accompagnata sempre degli amici Olly e Tom. Meg è una ragazza vera, con le sue fragilità e insicurezze, non come gli influencer che siamo ormai tutti abituati a vedere sui social, perfetti, sicuri di sé e sempre determinati . Penso che un po’ tutti si siano identificati in Meg, che riesce durante il film ad affrontare le sue debolezze e, anche quando commette degli errori, ne affronta le conseguenze senza abbandonarsi all’autocommiserazione.
Ciò ci ha permesso di capire che non contano gli sbagli che si commettono durante questa fase della crescita, ma conta il modo in cui ci si rialza per continuare a inseguire il proprio obiettivo. Oltre a questo film abbiamo avuto l’occasione di vedere e analizzare degli estratti di altre pellicole (“Cielo d’ottobre”, “L’attimo fuggente”) che trattano temi altrettanto importanti. Grazie a questa esperienza ci siamo incamminati verso la conclusione del biennio con una nuova prospettiva su chi siamo e a che punto siamo arrivati nella nostra vita.

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