Lettere

Denuncia a regione e procura

“Malato di diabete, senza medico di base niente esami e farmaci: come si può?”

Matteo Malighetti, di Capizzone, racconta per filo e per segno la propria odissea per farsi prescrivere dei farmaci per il diabete, malattia di cui soffre. Da venerdì 29 aprile a oggi, giovedì 5 maggio, la soluzione non è stata ancora trovata.

Matteo Malighetti, di Capizzone, racconta per filo e per segno la propria odissea per farsi prescrivere dei farmaci per il diabete, malattia di cui soffre. Da venerdì 29 aprile a oggi, giovedì 5 maggio, la soluzione non è stata ancora trovata. Così il signor Malighetti si è rivolto, con una lettera, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, all’assessora al welfare Letizia Moratti, a tutti i consiglieri regionali lombardi, e per conoscenza alla Procura della Repubblica. 

Con la presente voglio portare alla vostra attenzione le problematiche in cui versa il Servizio Sanitario Lombardo nella provincia di Bergamo attraverso l’esperienza vissuta dal sottoscritto e non ancora risolta:

Il giorno 29/04/2022 mi recavo presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII per una visita Diabetologica durante la quale lo specialista di turno mi sottoscriveva degli esami e dei farmaci da far prescrivere al mio medico di famiglia, oltre a rilasciarmi l’esenzione per la patologia riscontrata (Diabete – E30- 013).

Il giorno 02/05/2022 il sottoscritto si recava presso il distretto AST di Villa d’Almè (competente per territorio) per far registrare l’esenzione per il diabete e per scegliere il nuovo medico di base perché nel frattempo lo stesso aveva terminato l’incarico (negli ultimi due anni è il quarto medico di base che sono costretto a cambiare) per poter effettuare la specializzazione richiesta per legge (ottoressa Rubis). Alla mia richiesta, l’operatore presente allo sportello mi comunicava che per il territorio della Valle Imagna non erano presenti medici di Base disponibili e pertanto non potevo fare alcuna scelta, alla domanda su di chi dovessi interpellare per farmi prescrivere esami e farmaci la risposta fu di chiamare il numero 116117 referente per la guardia medica che avrebbe indicato a quale guardia medica rivolgersi. (Servizio attivo dopo le ore 20:00)

La sera del giorno stesso ho telefonato al 116117 per esporre la mia situazione e l’operatore confermando quanto detto dal presidio di Villa d’Almè mi ha messo in contatto telefonico con la guardia medica del distretto di Sant’Omobono Terme, la quale sin da subito mi ha precisato che non era compito della Guardia Medica prescrivere Esami e Farmaci, al massimo poteva prescrivere solo una confezione del farmaco necessario.

A questo punto ho ricontattato nuovamente il servizio 116117 e ho parlato con un nuovo operatore il quale confermava quanto detto dalla Guardia Medica e la risentiva per vedere di risolvere la problematica, la Guardia Medica però ribadiva quanto affermato in precedenza per cui l’operatore confermava che non era attraverso questo servizio che si poteva risolvere la problematica, ad una mia domanda di cosa dovessi fare lo stesso mi diceva che “purtroppo dovevo arrangiarmi”.

Prima di congedarmi mi trasmetteva il numero di telefono della ATS di Bergamo da contattare il giorno seguente per sottoporre il problema ed avere una soluzione.

Il giorno successivo contattavo la ATS di Bergamo per tentare di risolvere il problema ma inizialmente mi ribadivano di rivolgermi alla Guardia Medica, viste le mie affermazioni in merito all’esperienza del giorno precedente mi indicavano un numero verde 800065510 di un fantomatico servizio della C.R.I. (Croce rossa italiana) per gli utenti rimasti senza medico di base.

Componevo quindi il numero verde 800065510 della Croce rossa la quale dalla sede centrale di Roma mi informava che non esisteva alcun servizio della stessa in sostituzione dei medici di base, ma mi invitava a contattare la C.R.I. della sede di Bergamo per verificare che non fosse stato istituito un servizio a livello locale.

Contattavo quindi la sede della C.R.I. di Bergamo ma l’operatore mi confermava che non esisteva nessun servizio in sostituzione del medico di base per prescrizione di visite/esami o farmaci.

A questo punto ricontattavo la ATS di Bergamo e la informavo delle esito delle mie chiamate alla C.R.I., l’operatore mi dirottava alla segretaria del responsabile della Sanità Territoriale la quale dopo aver ascoltato la mia situazione prendeva nota del mio numero di cellulare mi diceva che avrebbe sentito la Responsabile che mi avrebbero indicato come risolvere la questione.

Il giorno successivo, non avendo avuto più notizie, richiamavo la segretaria e la stessa mi diceva che aveva informato il Responsabile ma avendo avuto una riunione non aveva potuto chiamarmi, avrebbe comunque sollecitato la responsabile per farmi avere una risposta il prima possibile.

A oggi sono ancora in attesa di una risposta.

Nel frattempo mi sono rivolto all’Ufficio Relazioni con il pubblico della ATS di Bergamo per esporre il problema essendo passati ormai 3 giorni e non avendo avuto risposte in merito, l’incaricato dopo aver sentito la mia problematica mi confermava che il problema a Bergamo era molto diffuso ma che non esistevano alternative, l’unica possibilità era quella di trovare da parte mia un Medico di Base disposto a prescrivermi farmaci ed esami, e il cui costo sarebbe stato rimborsato da parte di ATS al medico.

Nel frattempon giusto per non lasciare nulla di intentato al caso, ho contattato anche l’ambulatorio dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove avevo fatta la visita specialistica per chiedere se il Dottore che mi aveva visitato poteva prescrivere lui esami e farmaci, ma mi veniva risposto che questo non era possibile.

Il risultato di tutto ciò è che il sottoscritto a oggi non ha potuto prenotare le visite ed avere i farmaci prescritti perché il servizio sanitario della Regione Lombardia non ha nessun medico che può essere autorizzato a prescriverli se non attraverso un medico di base assegnato, l’unica alternativa del cittadino lombardo è quella di cercare in autonomia un medico di buon cuore che gli prescriva quanto necessario e poi farsi rimborsare dalla AST il lavoro svolto a un paziente “estraneo”.

Considerato che la Salute dei cittadini è bene fondante della Repubblica Italiana così come enunciato nell’Art.32 della Costituzione Italiana, e che il servizio è economicamente finanziato dallo Stato anche attraverso il contributo dei cittadini, credo sia compito di Regione Lombardia alla quale è demandata la funzione realizzare un servizio che soddisfi almeno le esigenze di base di tutti i cittadini indistintamente da dove essi abitano.

Grato a chi di voi metterà in atto azioni per attenuare o risolvere questo problema che nei prossimi anni si annuncia ancora più dilagante, colgo l’occasione per ringraziare per l’attenzione prestata e salutarvi.

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