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Doccia gelata sulle sale Lan ed eSports: sequestrate. I gestori di Bergamo: "Scioccati, ora servono regole certe" - BergamoNews
Il caso

Doccia gelata sulle sale Lan ed eSports: sequestrate. I gestori di Bergamo: “Scioccati, ora servono regole certe”

Venerdì 29 aprile i funzionare dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si sono presentati anche in via Carducci per apporre i sigilli: "Assurdo, non hanno voluto parlare con i nostri legali"

Bergamo. La doccia gelata è arrivata nel weekend, come un fulmine a ciel sereno: l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha messo sotto sequestro alcune sale Lan ed eSport d’Italia, che si sono viste apporre i sigilli ai locali sportivi e di simulazione, mentre possono continuare a funzionare, se ne fossero dotati, come bar o negozi.

Tutto nasce da un esposto presentato da Sergio Vittorio Milesi, amministratore delegato di Led Srl e titolare di diverse sale giochi, sale slot e sale biliardo della catena JoyVillage, nel quale lo stesso equipara le apparecchiature dei locali di sua gestione a quelle presenti in sale Lan ed eSports, facendo l’esempio dei simulatori di guida: “Riteniamo che la presenza di attrezzature come quelle sopra menzionate in locali aperti al pubblico e con il pagamento da parte dei clienti di un costo per l’utilizzo di tali attrezzature siano un’elusione delle normative vigenti – si legge nel documento indirizzato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Il settore delle sale giochi è sottoposto a normative stringenti per evitare che apparecchi installati in locali pubblici possano essere utilizzati per l’esercizio illegale di gioco d’azzardo mentre, nei locali sopramenzionati risultano installati dei semplici pc e consolle collegati online, dove anche utilizzatori minorenni possono utilizzare tali attrezzature senza nessun controllo e regolamentazione. Non comprendiamo come giochi che solitamente sono in commercio per l’home entertainment siano messi a disposizione in locali aperti al pubblico a pagamento agli utenti, mascherando il costo di tale servizio nel puro noleggio dell’attrezzatura e non nell’uso del gioco. Riteniamo che queste tipologie di attività svolte abbiano degli aspetti legali che la vostra amministrazione debba verificare, onde evitare che tali attività siano utilizzate per aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito”.

Tra le strutture che hanno subito l’apposizione dei sigilli anche quelle dell’eSport Palace di via Carducci a Bergamo, una delle maggiori realtà italiane del settore che mette a disposizione degli utenti un intero edificio dedicato al Gaming e ai giochi elettronici competitivi: oltre mille metri quadrati di superficie distribuiti su quattro piani, che affiancano l’area intrattenimento (nella quale trova spazio anche la “casa” dell’Atalanta Bergamo Esports team), con un negozio e il servizio cucina e bar.

Una struttura all’avanguardia, dotata di 20 computer gaming, 3 console con periferiche top di gamma, 5 simulatori di guida con il top level dei volanti e pedaliere, oltre 30 monitor da gaming curvi e due giga di connessione internet dedicata in fibra simmetrica.

“Venerdì pomeriggio sono arrivati da noi i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – racconta il titolare Alessio Cicolari – Sinceramente ho fatto fatica a darmi una spiegazione razionale della loro presenza, ma non ho potuto fare a meno di notare una scarsa preparazione sul settore: chiedevano informazioni sui giochi, su come ci si collegava online, come si gioca. Si sono fermati fino alle 2 di notte per mettere i sigilli ovunque, applicando dello scotch su ogni porta Usb: grave, poi, che non abbiano voluto parlare con i nostri legali, nemmeno per spiegare il tipo di intervento che stavano facendo, e per questo mi sono rifiutato di firmare i loro verbali”.

Dallo shock iniziale alla lucidità di cercare la più rapida soluzione possibile alla vicenda, trovando immediatamente il sostegno unanime della community e dell’intero settore: “Stiamo raggruppando tutti gli stakeholder della categoria, le organizzazioni sportive e le associazioni dei publisher, perché questa decisione affligge tutto il mercato. Stiamo valutando insieme a un team di legali le azioni da intraprendere – continua Cicolari –, perché se questa è la ratio ogni pc in un luogo pubblico dovrebbe essere omologato. L’equivoco nasce dal gioco online, che per una sbagliata interpretazione della norma viene tutto assimilato al betting: c’è una mancanza di conoscenza di base del settore”.

Dopo l’intervento a sorpresa degli agenti delle Dogane e del Monopoli, anche la politica si è subito mossa. In particolare i parlamentari bergamaschi della Lega Simona Pergreffi e Daniele Belotti: “Riteniamo sconcertante e grave il blitz messo in atto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nelle sale italiane di eSport dove sono stati messi sotto sequestro le apparecchiature e i computer – avevano evidenziato in una nota – . Gli eSport non sono sale Slot, non prevedono premi in denaro, ma semplicemente delle competizioni. Secondo l’ADM non verrebbero rispettate le procedure e le norme di legge, ma di fatto tutto il comparto degli eSport non ha ancora una legislazione. Nonostante questo, con un autentico blitz in stile poliziesco, la Direzione delle Dogane sta criminalizzando un intero settore che in Italia garantisce migliaia di posti di lavoro, milioni di utenti, campioni a livello internazionale, come ad esempio la squadra Ferrari, campione mondiale di Formula 1 eSport, testimonial del calibro di Valentino Rossi, Charles Leclerc, Paulo Dybala, oltre che eventi da migliaia di partecipanti come Milan Games Week o Lucca Comics & Games. Inoltre sono a rischio anche le possibilità di provare, presso un qualunque centro commerciale, un gioco su un dispositivo o una console in esposizione e persino i simulatori a disposizione dei visitatori nei musei delle più importanti case automobilistiche italiane. Mentre in tutta Europa le sale eSport si stanno diffondendo ovunque, in Italia vengono chiuse con i sigilli, con un provvedimento che all’estero viene definito addirittura ridicolo. In merito a questo sconcertante provvedimento da parte dei Monopoli, presenteremo un’interrogazione urgente al Governo e chiederemo un incontro immediato con la direzione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.

Della vicenda si è interessato anche il Movimento 5 Stelle, che nelle prossime ore dovrebbe chiedere gli stessi chiarimenti al direttore dell’Agenzia.

Ad oggi, è bene chiarirlo, non esiste una normativa specifica sul settore delle sale Lan ed eSports: si tratta di attività che non hanno un codice Ateco dedicato e che spesso si appoggiano a un’altra tipologia, come la somministrazione di cibo e bevande o il commercio di apparecchiatura elettronica.

“Tendenzialmente a ogni livello, anche quello comunale, c’è una certa confusione sul tema – spiega ancora Cicolari – Se dovessero applicare la norma per la quale hanno disposto il sequestro, praticamente ogni pc in pubblico con possibilità di accedere alla rete potrebbe rendere l’esercente passibile di una sanzione amministrativa tra i cinquemila e i cinquantamila euro per ogni dispositivo. La cosa drammatica è che durante il sequestro di venerdì sono stati messi i sigilli anche a materiale in vendita e perfino al pc di un dipendente”.

Trentasette, in totale, gli apparecchi sequestrati, per una multa che potrebbe variare dunque da 185mila euro a quasi due milioni. 

sequestro esport palace

Per le sale Lan ed eSports il blitz del weekend scorso è stata solo l’ennesima mazzata: “Abbiamo fatto una fatica tremenda durante la pandemia, con una chiusura totale qui a Bergamo dal novembre 2020 al luglio 2021 – ricorda Cicolari – Siamo tornati a lavorare con grande voglia, ci siamo adeguati a ogni normativa anti contagio e da circa un mesetto eravamo ripartiti a buon ritmo. Ma appena finite le restrizioni ecco arrivarci sulla testa anche questo: i nostri avvocati faranno subito istanza di dissequestro e un documento da inoltrare alla ADM per riprendere l’attività. Domenica abbiamo perfino dovuto dire a un papà arrivato col figlio da Genova per giocare da noi quello che era successo e spiegando che non avrebbero potuto farlo. Giusto il tempo di qualche foto insieme a abbiamo dovuto rimandarli a casa. Abbiamo anche annullato un evento già concordato con Atalanta e Oriocenter per il prossimo fine settimana, perdendo dei soldi. Purtroppo hanno preso una decisione con una velocità mai vista in Italia senza valutarne le conseguenze, ma solo guardando all’omologazione: ma le sale Lan sono centri sportivi, che mettono a disposizione strumenti per svolgere una attività. In questa fase la nostra preoccupazione è quella di tornare a lavorare il prima possibile, facendo passare un messaggio positivo: da questo caos dobbiamo arrivare a normare finalmente un settore che finché è stato sulla cresta dell’onda con personaggi famosi che lo sfruttavano andava bene, mentre ora pare essere diventato un problema o un nuovo modo per ottenere degli introiti”.

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